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Stefania Pappalardo: la forma in mostra

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La pittrice romana in una personale all’insegna del colore e dell’energia

Il mese di giugno si apre con una nuova interessantissima mostra di una pittrice emergente. L’artista romana Stefania Pappalardo collabora da tempo con studi di architettura nella realizzazione di quadri creati per ambienti dinamici e innovativi, ma il suo vero valore lo si rileva nelle opere in mostra fino al 21 giugno nella Galleria di via Baldovinetti 112.

L’artista nella sua ricerca parte dall’amore per i colori ritrovati in ogni aspetto della vita, da quelli della natura a quelli dell’anima. Prescindendo dalle forme consuete nelle quali compaiono e dai significati che la tradizione iconografica gli attribuisce. L’esempio più rilevante di questa analisi sui colori è la tendenza a identificare la passione al rosso e l’assenza al bianco. Stefania Pappalardo invece, per i suoi colori, ha voluto ricercare forme ed utilizzi che scaturiscono di volta in volta dalla sua sensibilità, ma anche dalle emozioni che provengono dall’incontro o dallo scontro con gli eventi della vita quotidiana. Con questo itinerario pittorico e interiore è entrata di impeto nell’astratto, senza mediazioni e in diretta adesione all’idea di voler vivere e trasmettere emozioni primordiali troppo spesso respinte e confinate nell’inconscio. In questo panorama si collocano i suoi quadri in cui esplode la materia creando energia cosmica.

Le sue composizioni polimateriche, talvolta tridimensionali, nascono dall’assemblaggio di elementi differenti come le sabbia, la colla, la carta, il legno e si caratterizzano per il contrasto dei colori che trasmettono e suscitano grandissime e profonde emozioni. Un personaggio esemplificativo del nostro tempo, anche grazie all’espressione di tecniche alternative, con l’impiego di materiali non tradizionali e con un’assoluta adesione all’ecologia e al pieno rispetto dell’ambiente. Nelle sue opere è facile identificare dei pannelli di cartone pressato proveniente dal riciclo, del polistirolo derivante da imballaggi e del legno consumato dalle onde e spinto sulle spiagge, assieme a colori e sabbie naturali che si ritrovano in natura. In questa scelta l’artista esprime la sua dimensione sociale e la sua partecipazione diretta alla battaglia per modi e condizioni di vita che rispettino la natura, assicurando allo stesso tempo la sostenibile convivenza con gli esseri umani.

Andrea Calandra