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Al Laboratorium Teatro va in scena Quartett

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Dall’ 8 ottobre all’ 8 novembre il Laboratorium Teatro presenta “QUARTETT”, ispirato all’omonima opera di Heiner Muller, che  diventa, nell’adattamento teatrale, un crudele gioco di parole, suoni e neologismi, capaci di indagare fino in fondo l’anatomia delle passioni umane. In una variazione sul tema trattato nel romanzo «Le relazioni pericolose» di Laclos, Cristina Giordana e Sergio Sivori, mettono in pratica il principio dell’autore tedesco per cui una torta è buona soltanto se tutti gli ingredienti si accordano tra loro. Un grande romanzo epistolare come Le relazioni pericolose (1700), i cui aspetti più cinici e malati somigliano pericolosamente ai peggiori difetti di ogni tempo, trova la sua giusta collocazione al cinema e a teatro. La ricerca teatrale di Sergio Sivori e dei suoi attori, è in grado di offrire nuovi spunti di riflessione, che prendono vita nella visione del singolo spettatore che ne rimane affascinato e sconcertato allo stesso tempo. La drammaturgia mulleriana funziona da pretesto per una ricerca che, trascendendo il testo, si arricchisce di una rilevante componente fisica, che, passando attraverso i corpi degli attori, è in grado di risvegliare nuove associazioni e molteplici significati nello spettatore. Il corpo e la fisicità sono il vero duello amoroso della pièce. L’erotismo verbale e il gioco della seduzione quasi scompaiono di fronte all’espressione tagliente dei gesti.

Quartett infatti diventa un difficile duetto interpretato dai protagonisti che, scambiandosi anche i ruoli, rappresentano sulla scena La Marchesa di Merteuil e il Visconte di Valmont. Come corollario interpretano una timorata fanciulla e una splendida dama, entrambe ambite e sedotte dal Visconte. Le voci dei personaggi si incrociano, minacciandosi con risate isteriche e proposte ambigue, combattendo una loro personale battaglia sulla pelle propria e di persone innocenti. Lo spettacolo alterna aspetti ironici e sarcastici sullo sfondo di un efficace allestimento scenico, oscuro e povero, che trova significato solo nella presenza dei due protagonisti. Il mosaico composto dalla logorroicità mulleriana e dalla fisicità degli attori del Laboratorium Teatro giunge a sottolineare la contraddittorietà dell’esistenza umana, escludendo ogni possibilità di lieto fine. Un’esistenza che porta inesorabilmente alla distruzione. Nello scambio di ruoli il visconte e la marchesa diventano, di volta in volta, vittime e carnefici, predatori e prede di un’esistenza affetta da un mortale “cancro filosofico” che li trascina verso la degenerazione totale del corpo e dell’anima.  L’anima è qui destinata alla stessa putrefazione della carne, senza possibilità di redenzione. Lo spettatore, davanti alla visione di quest’opera, è abbandonato a se stesso e deve andare oltre l’opera immergendosi nel significato che appare così soggettivo e diverso da quello degli altri. Da vedere, sentire, ascoltare, capire. Ma soprattutto uno spettacolo da meditazione totale nelle emozioni e le sensazioni umane che da “Le passioni dell’anima” di Cartesio a Laclos  fino ai nostri giorni, restano sempre le stesse misteriose particelle di pensiero, ancora da scoprire.

 

Dal giovedì al sabato ore 21 – domenica ore 18
Ingresso : intero €14 ridotto € 9 – tessera obbligatoria €3
LABORATORIUM TEATRO
Via Leopoldo Ruspoli 87, – Roma / Portuense
Tel. 06.45477049

Arianna Adamo