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Amleto – Ovvero le conseguenze della bellezza amara

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Il 31 maggio e il 1 giugno in scena al Teatro Vascello

“Decidere di mettere in scena “Amleto” – si legge nelle note di regia di Daniele Scattina – è stato come guardarsi allo specchio e nel profondo dell’animo. Amleto, ti sfida e davanti ad Amleto non potavamo barare, perché tutto il suo “essere” ti guarda negli occhi, ti mette a nudo, e, il suo “non essere” riguarda la vita, l’amore, l’arte che da sempre lo rappresenta: il teatro”. Uno spettacolo totalizzante quello che andrà in scena alle ore 21 del 31 maggio e del 1 giugno al Teatro Vascello di Roma

Nove attori che si intrecciano e si moltiplicano in un gioco di specchi, abitando la scena come proiezioni di una mente sconvolta, tormentata dal dubbio e dalle possibilità. “L’Amleto di Scattina è un viaggio assoluto attraverso le molteplici strade che riconducono all’arte – ci racconta Romeo Cirelli, tra gli attori protagonisti dello spettacolo – Un viaggio di coscienze dove l’attore-essere umano si mette al servizio dell’attore-interprete portando sulla scena la propria umanità. Un’esperienza unica grazie anche alla qualità e professionalità di un gruppo che mi ha colpito per le grandissime qualità umane prima ancore di quelle artistiche”.

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La Danimarca, luogo eletto da Shakespeare per ospitare la sua opera immortale, in questa rappresentazione è immaginata come scenario post atomico, fuori dall’ordinario e della contemporaneità. Un luogo senza tempo che permette di addentrarsi, senza condizionamenti esterni, nell’intimità dei personaggi e della descrizione dell’animo umano.

La poesia si alterna alla comicità, con omaggi all’avanspettacolo, richiami cinematografici, citazioni di grandi maestri del teatro. È infatti possibile ritrovare degli spunti di Carmelo Bene, di Leo De Berardinis, di Pina Baush. Particolarmente interessanti le scelte operate sulle scenografie. Con il palcoscenico suddiviso in tre parti, con la sezione più profonda della scena che vive atmosfere caravaggesche, la parte centrale immersa in atmosfere espressioniste, mentre nel proscenio le atmosfere acide create dalle luci, evocano un mondo crudele, dove il personaggio è vittima di se stesso e del sistema che lo circonda e avvolge.

“Lo spettacolo – promette il regista – sarà un viaggio di coscienze (attori e spettatori), in uno spazio vuoto, scomposto in tanti piani dalle luci, e da dei corpi danzanti con la loro voce-suono”. Il filo conduttore musicale saranno Bach e Mozart, ma anche gli Eagles ed i Rolling Stones, che faranno da contrappunto alle parole senza tempo di William Shakespeare.

Info e Prenotazioni
teatrovascello.it
promozione@teatrovascello.it
tel. 06 5898031 – 06 5881021