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Cena con vertebra: padre e figlio insolitamente (ri)uniti

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Al Teatro Antigone fino al 20 febbraio lo spettacolo di Franca Zucca

I rapporti tra genitori e figli sono in assoluto complicati, intricati, sorprendenti e talvolta anche insondabili. Come quello di Osvaldo, che per conservare una traccia del padre, sottrae una vertebra del cadavere durante l’atto della compattazione. Da qui parte e prende forma l’intelligente commedia di Franca Zucca, che ha saputo osservare questa dinamica familiare fondamentale con occhio lucido e rielaborarla in forme sapienti, capaci di fondere insieme i toni del comico e del grottesco, legare l’assurdo al racconto di un sentimento fatto di ambivalenze. Ed è proprio lei a chiarire lo spirito che ha accompagnato la sua riflessione e la creazione del testo: “Un osso può ri-prendere vita attraverso il desiderio inappagato di corporeità e affetto di chi c’è nei confronti di chi ormai ‘non è più in una sorta  di  rentrée onirica compensatoria degli  scarti di sofferenza adolescenziale”. Insomma nell’assenza, nel dopo si ricrea ciò che è mancato e che ha segnato, il tentativo estremo e  di un figlio di mettersi in contatto con suo padre nato da uno scatto d’amore. La regia è di Carlo Dilonardo e il collettivo di interpreti è composto da Giuliana Meli, Andrea Cannucciari, Francesca Del Vicario, Valter Venturelli, Manuel Diaz e Vincenzo Musmanno.

Info:
Cena con vertebra
Dal 10 al 20 febbraio (dal giovedi alla domenica)
Teatro Antigone
Via Amerigo Vespucci, 42 (Testaccio)
06/5755397 3391884052
www.teatroantigone.it

Stefano Cangiano