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Charles Bukowski nel segno del pulp

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Si è concluso lo spettacolo “Sono Pulp perchè mi chiamo Bukowski” di Valerio Molinaro al Teatro dell’Orologio.

Chuck Malone è un detective squattrinato, alcolizzato, rozzo e senza troppa voglia di fare. Ha 55 anni, gioca quei pochi soldi che guadagna alle corse dei cavalli – per poi puntualmente perderli – ed è un personaggio che non brilla di successo e ricchezza. Poi, in un giorno come gli altri, il colpo di fortuna. L’imbattersi nella sexy e poco rassicurante Signora Morte procurerà a Malone una missione audace e piena di intrigo: cercare Charles Bukowski, defunto da anni, ma che l’intraprendente committente dichiara di aver visto vivo e vegeto.

La ricerca dell’investigatore “più dritto di Miami Beach” è condita dall’incontro con stravaganti personaggi, tra surrealismo e noir, tra comicità e malinconia. Persone particolari, svampite, caricature di emarginati, di persone che vivono nella solitudine o in balia delle amare beffe del destino, che si avvicendano sul palcoscenico arredato di pochi elementi nevralgici e modellabili alle più disparate situazioni. Le continue citazioni alle icone pulp, soprattutto riprese dal cinema attraverso musica e citazioni, completano sapientemente il quadro.

Lo spettacolo, andato in scena al Teatro dell’Orologio fino all’8 gennaio, è liberamente tratto dal romanzo Pulp di Charles Bukowski, è scritto e diretto da Valerio Molinaro, giovane regista della scena romana alla sua seconda regia. Ad interpretare il protagonista della storia, il goffo investigatore Chuck Malone, è David Milita, attore teatrale dalle numerose e varie esperienze affiancato da due grandi interpreti dei palcoscenici degli ultimi anni: Filippo Dionisi, qui interprete-vate di un ritratto dello stesso Charles Bukowsky, e la bellissima Lidia Malgieri, nei panni della misteriosa ed ambigua Signora Morte.

Una rivisitazione originale e scoppiettante, enfatizzata perfettamente dagli interpreti che hanno fornito ai personaggi bukowskiani una connotazione forte, piena, riconoscibile, riadattando il celebre romanzo Pulp a tempi più moderni e attuali, mantenendo però vivo il ricordo, lo stile e la magnificenza di uno dei grandi e irriverenti geni del Novecento.

Serena Savelli