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Le Parole annullano l’incredulità al Teatro dei Conciatori

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Non c’è crisi che tenga, non c’è congiuntura sfavorevole capace di fermare un progetto.

E così, mentre in tanti si impegnano per dare voce al teatro e all’arte in genere inserendosi in tutti gli spazi lasciati liberi, c’è chi sceglie una soluzione tradizionale. Capita così che dall’impegno di Antonio Serrano e Gianna Paola Scaffidi nasca un nuovo teatro, il Teatro dei Conciatori, che nel suo nome conserva l’appartenenza al tessuto metropolitano in cui è venuto alla luce, il confine tra Piramide e Testaccio. A settembre è iniziata una stagione scandita da nomi e volti famosi come quelli di Massimo Bonetti, Emanuela Grimalda, Paolo Ferrari, che si armonizzano saggiamente a quella dei tanti autori e registi italiani che caratterizzano la programmazione di questo teatro appena nato.

Uno spazio poliedrico, che offre anche opportunità formative con la sua Fucina, accademia per teatro, cinema e tv, e che si propone di animare la proposta culturale nazionale con il concorso “Tendenze di Drammaturgia Contemporanea”, da cui proverranno i 20 testi teatrali che accompagneranno la 72 ore di reading prevista per l’estate. Tante attività dunque, tante direttrici quante quelle di una città che sicuramente gioverà dei nuovi stimoli lanciati da via dei Conciatori. 

Di sicuro gli stimoli e le riflessioni che ne conseguiranno saranno tanti nello spettacolo Parole ovvero the suspension of disbelief, scritto e diretto da Paolo Civati, che lo porta nuovamente in scena dal 12 al 17 marzo con un gruppo consolidato di attori: Valentina Fois, Paola Michelini, Assunta Nugnes, Fabio Pappacena e Giacomo Vezzani.

A partire dalla figura della psicologa comportamentale Dottoressa B si è introdotti nel mondo dei quattro personaggi, abitanti tipici e perfetti del nostro tempo, di cui viene rappresentato un campionario di tic, manie, psicosi e caratteristiche psicologiche peculiari. A turno e contemporaneamente sul palco si materializzano figure che inseguono ottusamente disegni irrealizzabili, rigettano la realtà, creano e inseguono proiezioni di sé, cedendo al ricatto della solitudine, che incombe su tutti. A intervallare questa rete di rapporti e maniere è il racconto della Dottoressa, che chiarirà e narrerà a sua volta una storia. I piani narrativi si sovrappongono, come paure e dubbi affollano lo spazio della scena e insieme a questi la ricerca affannosa di una felicità che finisce per essere un esercizio stanco tra protagonisti così confusi da sfruttarsi a vicenda. In questo caos solo le Parole possono arrivare a mettere calma, a creare uno spazio di concretezza, dove far incontrare davvero quelle individualità confuse per necessità e renderle persone, offrire uno spiraglio di felicità o semplicemente di verità. Testimoni e portatrici di verità restano solo le parole.

 

Parole ovvero the suspension of disbelief

Dal 12 al 17 marzo

Teatro dei Conciatori

Via dei Conciatori 5 (Piramide)

Tel.: 06/45 44 89 82 – 06/45 47 00 31

info@teatrodeiconciatori.it

www.teatrodeiconciatori.it

 

Stefano Cangiano