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Melania Fiore raccoglie l’eredita’ di Mario Scaccia con “L’amore in guerra”

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Al Teatro Tordinona in scena il 10 e 11 marzo
Trovare le parole migliori per ricordare una personalità come quella di Mario Scaccia, che ha accompagnato mezzo secolo del teatro italiano contemporaneo segnandolo e alimentandolo costantemente, può essere difficile. Perché le parole possono restare confinate in un racconto che si perde nella sofferenza della perdita, nel cordoglio che segue il saluto ad un grande artista. Di sicuro non può esistere tributo migliore a Mario Scaccia che terminare e proseguire la sua opera, il suo impegno, soprattutto da parte di chi, come Melania Fiore, è stato suo fedele discepolo. E la giovane autrice e attrice, che nella scorsa estate conquistò l’attenzione del pubblico grazie al suo “Testamento del Marchese del Grillo” arriva con “L’amore in guerra” proprio per dare compimento a un’idea partorita con il maestro, al quale è dedicato il suo nuovo spettacolo. La storia è di due amori, entrambi al femminile ed entrambi segnati dal clima del regime nazista, dalla violenza che in quegli anni pervadeva ogni tessuto fino a rendere una colpa l’omosessualità o la malattia mentale. Come nel caso di Gertrud Stein, pianista ebrea e per di più, appunto, omosessuale, e Matilde Melzner, schizofrenica ricoverata in un manicomio e destinata a morte certa a causa della eutanasia, stabilita da Hitler e messa in pratica dagli psichiatri conniventi, per i pazienti affetti da disturbi psichici. In questa cornice di isolamento e con un destino che appare già scritto, predeterminato, le due donne, entrambe interpretate dalla Fiore, che avrà al suo fianco sul palcoscenico Stefano Patti, trovano nell’amore l’unica via di fuga, rendendolo essenziale per la propria sopravvivenza, opponendo al pregiudizio e alla privazione del regime, l’insopprimibile forza e vitalità di un sentimento che si nutre e si fortifica con la negazione istituzionalizzata della felicità personale per offrire una testimonianza a tutti. E dunque i due quadri, costruiti con finezza dalla regia di Riccardo Alessandroni, restituiscono non solo le drammatiche vicende personali di due donne sole di fronte al proprio destino e alla brutalità del potere ma anche la tenerezza e la forza tutte al femminile dell’amore, e soprattutto una pagina, un volume intero di storia, di anni mai troppo lontani dal nostro tempo, un passato col quale è necessario confrontarsi costantemente e dal quale si può uscire solo fortificati. Ma Melania Fiore intende far rivivere anche il presente all’interno del suo spettacolo e lo dice chiaramente: “È uno spettacolo d’impegno e di denuncia, pieno di umorismo e poesia, per ricordare e se non si può perdonare, almeno cercare di capire. È uno spettacolo che racconta la perdita della coscienza morale e sociale sotto un regime repressivo e castrante e la conseguente perdita di dignità dell’ uomo. Ogni riferimento all’attualità non è puramente casuale”. E allora assistere alla messa in scena di “L’amore in guerra” vorrà dire tutto questo, imparare dalla storia, alimentarsi della testimonianza di due vite vere, riflettere, sentire e in fondo anche pensare che dietro ad un lavoro così pregevole ci sia lanche l’eredità del grande Mario Scaccia che, da una poltrona privilegiata, assisterà compiaciuto.

Info:
L’amore in guerra
10 e 11 marzo
Teatro Tordinona
Via degli Acquasparta 16 (Lungotevere Tor di Nona)
Tel. 06/68805890 3453918529
Consigliata la prenotazione

Stefano Cangiano