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Quando Off vuol dire acceso, Teatro Duse

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Struttura vecchia di decenni, anteguerra e che durante il secondo conflitto mondiale ha anche fatto da rifugio contro i bombardamenti.
Metafora assai efficace e con la giusta dose di romanticisimo per un teatro come il Duse che, sorto a nuova vita da poco più di due anni grazie al Direttore Artistico Sandro Torella, oggi gode di un’attività frenetica e coinvolgente. Centro di formazione attoriale sia per professionisti che per chi ha voglia e curiosità di cimentarsi nella recitazione, il Duse con i suoi corsi di teatro comico e improvvisazione ha scelto di darsi un tono anche più leggero, senza per questo perdere efficacia, che anzi è amplificata dalla presa su chi il teatro lo ama ma non ne ha fatto una professione. C’è poi il Duse per i piccoli, con gli spettacoli in cartellone, i corsi di teatro per bambini e quelli di apprendimento dell’inglese attraverso la recitazione, tutti in partenza a novembre.

Tante pelli e l’intento radicato di fare dell’arte teatrale un momento e uno strumento capace di incidere sulla vita di tutti i giorni. E la quotidianità attraversa anche la programmazione di questo poliedrico spazio. Per questo mese segnaliamo Copenhagen, di Michael Frayn, in scena dall’8 al 25 novembre con la regia di Alessandro Londei, anche tra gli attori assieme a Doriano Rautnik e Brunella Caronti. Storia di uno scenario vero e di un mondo possibile, all’insegna del “what if”, in cui si incontrano Bohr e il suo allievo Helsemberg che nel 1941, anno in cui si svolge l’azione, lavoravano a un programma nucleare per la Germania. Una bomba nucleare i nazisti non sarebbero riusciti a crearla ma come sarebbe andata se l’esito degli studi avesse condotto a quello che volevano è l’interrogativo-cardine da cui nasce questo spettacolo.
Dal 29 novembre fino al 16 dicembre sarà invece sul palco Aldo Rapè, col suo W la mafia, regia di Nicola Vero. Lo spettacolo, ormai all’ottavo anno di repliche e vincitore di recente del Festival Internazionale Avignone Off, è un’opera consolidata. Anche qui l’origine è una riflessione sulla possibilità. Cosa penserebbe un bambino, divenuto adulto, della mafia? Cosa penserebbe se quella mafia gli avesse strappato i genitori? Da interrogativi come questi muove il racconto del protagonista, Calogero, un novello barone rampante che per dire la sua verità e condividere la propria storia sale su un albero il giorno del suo diciottesimo compleanno e di lì racconta la mafia che ha visto. Toni profondi, confidenze, accensioni, che illuminano meglio e più di qualsiasi resoconto giornalistico.
Dunque, che si scelga di imparare il teatro o di vederlo realizzato in una delle sue innumerevoli forme il Duse è un luogo vivo e vitale, a cui vale la pena avvicinarsi.

Teatro Duse

Copenhagen, 8-25 novembre
W la mafia, 29 novembre – 16 dicembre
Via Crema 8 (San Giovanni)
Tel.:06/70305976 – 340/6485291
http://duseteatro.com

Stefano Cangiano