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Teatro Abarico: l’Europa sul palcoscenico

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maschere

Dire Abarico significa necessariamente dire anche Accademia Teatrale Europea e quindi formazione, lavoro con i giovani e sui giovani con uno sguardo ampio quanto l’Europa. Infatti l’Accademia, grazie ai suoi corsi di recitazione e regia e ai suoi innumerevoli seminari e workshops, al metodo Hansen (dal nome della fondatrice dell’Accademia Mariagiovanna Rosati Hansen) che fonde insieme psicologia e teatro per un insegnamento che attraverso la conoscenza di sé conduca all’espressione totale delle attitudini artistiche, si è guadagnata il posto tra le 15 scuole di recitazione dell’Istituto Teatrale Europeo, un’istituzione ventennale che promuove la formazione giovanile attraverso il teatro e consente scambi tra gli studenti diplomati nelle accademie del circuito. L’offerta formativa e le possibilità di apprendimento per gli esterni sono innumerevoli, come i corsi di “scherma scenica” o di “teatro tango”, il seminario Dramatherapy o quello di arti e terapie espressive e le iscrizioni per gli allievi sono ancora aperte. In questa cornice di interazione con tutti i Paesi europei si inserisce la stagione teatrale dell’Abarico, che ospiterà produzioni nazionali e internazionali, spettacoli plurilinguistici e in lingua straniera, commedia dell’arte, musica, teatro-danza e anche mostre, un’attività al cui centro saranno i giovani ma anche i nomi più noti del teatro dei nostri giorni. Un’escursione in tutto il ‘900, grazie alle messe in scena di opere di Samuel Beckett, Tennessee Williams, George Perec, un viaggio in cui si inserisce a pieno diritto, seppur come anticipatore di tendenze novecentesche, Tre uomini in barca per non parlare del cane (in scena dal 4 al 14 novembre). Tratto dal capolavoro umoristico di Jerome Klapka Jerome, il riadattamento per la scena, la cui regia è realizzata da Matteo Ziglio e che vede come interpreti Franco Heera Carola, Gianantonio Martinoni, Giordana Morandini e Vincenzo Mulà, proporrà la divertente risalita del fiume Tamigi dei tre amici, tra descrizioni realistiche e accattivanti dei paesaggi, divagazioni di ogni sorta, esposizioni di filosofia spicciola e avventure dalla comicità irresistibile. Di altra natura invece Trauma cronico (dal 26 al 28 novembre) per la regia di Dimitri Chimenti e Andrea Montagnani, uno spettacolo in cui, come nella tradizione del teatro civile, il taglio documentaristico caratterizza le letture di quattro giovani scrittori, tutti accomunati dalla condizione di precarietà. “Precario” è la parola al centro dello spettacolo, la realtà con cui si confrontano tutti i giovani, e questi quattro autori, motivati dall’esigenza di scrivere e raccontare, a portare in teatro la loro esperienza che viene a rappresentare una testimonianza di un microcosmo che sembra espandersi senza controllo.

Informazioni:

Tre uomini in barca per non parlare del cane (dal 4 al 14 novembre)
Trauma cronico (dal 26 al 28 novembre)
Teatro Abarico, via dei Sabelli 116 (San Lorenzo)
06/44340560

Stefano Cangiano