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Togethere we are invincible- l’uomo che affittò un teatro per amore

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Dal 6 all 11 ottobre al teatro Casa delle Culture di Trastevere andrà in scena lo spettacolo “Togethere we are invincible- l’uomo che affittò un teatro per amore”, commedia tratta dal libro del giovane scrittore esordiente Andrea Careri e con la regia affidata a Maria Galloni. Per l’occasione l’autore ci racconta l’esperienza della sua prima pubblicazione e con una carica molto ironica risponde ad alcune domande.

Quali sono state le tue prime esperienze significative nel mondo della scrittura?
Ho sempre avuto la vocazione e la passione per lo scrivere. Da bambino scrivevo ed immaginavo intere serie tv animate. La mia prima commedia l’ho scritta a dodici anni  ed insieme ai i miei compagni di classe l’abbiamo portata in scena per un concorso al quale aveva partecipato all’epoca la mia scuola. Ai tempi del liceo ho scritto un romanzo; la mia ragazza mi aveva lasciato ed io per superare la depressione avevo scritto una storia protomocciana, anche se con meno brand …scherzo, Moccia non l’ho mai letto, non ho nulla contro di lui, anche se mi viene la gastrite e l’asma quando sento il suo cognome per più di tre volte al giorno!Dopo una serie interminabile di rifiuti ed umiliazioni avevo trovato un editore, ma poi non si è fatto più nulla. Ho iniziato a scrivere sceneggiature e ad appassionarmi al cinema, girando documentari, corti, spot ed ho avuto la fortuna di partecipare ..sempre rigorosamente A Gratis… a diversi set,vedendo all’azione registi del calibro di Gabriele Muccino e Milos Forman, nonché i giovani e talentuosi Silvio Muccino e Matteo Rovere. Ho continuato a scrivere, scrivere, scrivere… quando un giorno circa tre anni fa sono riuscito a propormi e a convincere il bravo editore Giulio Perrone a finanziare il mio progetto, Rac-corti Mini storie per chi va di fretta. All’epoca ero solo un ragazzino sognatore ed ingenuo fissato con le donne ed il cinema, e la mia credibilità era pari a quella di Alvaro Vitali quando palpa il sedere della Fenech, ma Perrone ed il suo staff mi hanno dato la possibilità di fare Rac-corti, il progetto è andato molto bene e a breve dovrebbe uscire una seconda edizione con nuovi autori.

Together è nata come una sceneggiatura teatrale o vi sono state diverse intenzioni precedenti?
Bè.. avevo per le mani un romanzo che non era ancora pronto così ho provato a proporre Together, commedia scritta inizialmente sotto forma di racconto lungo. Dopo la solita pletora di rifiuti e di calci nel sedere (non metaforici ma fisici!!) ho incontrato Fabio Pierangeli, professore di letteratura teatrale all’università di Tor Vergata che avevo conosciuto anni prima all’università, durante un corso di scrittura creativa. Lui ha visto in Together l’innovazione e del potenziale e mi ha consigliato di farne uno spettacolo,

Perciò dopo anni di attese , porte in faccia e mille sigarette “Peggio dello stagista di Boris”come mi hai confidato prima, Together ha avuto fortuna da subito?
Diciamo di si ..dopo diciannove stesure sono riuscito a presentare al Prof. Pierangeli una cosa pubblicabile e successivamente lui l’ ha inserita nella sua collana,Creativa in limine-Edizioni Nuova Cultura, dove sono  stati pubblicati autori del calibro di  Baliani e Manfridi che io stimo ed ammiro tantissimo.

Un breve pensiero sull’esperienza di scrittura di Together..?
Ci tengo a dire che non sarei mai riuscito a scrivere Together, e soprattutto a trovargli il finale,senza gli insegnamenti dei docenti del corso Rai script che ho frequentato nei primi mesi del 2009. Non amo essere ipocrita o adulatore, ma è la verità.  La gente crede che scrivere sia una questione di ispirazione e talento, invece senza la fatica, la costanza, la determinazione, lo studio e la tecnica non si va da nessuna parte.

Quando immagini  un personaggio che sia pronto a pensare  o ad agire in una delle tue scene di Together qual è il tuo principale riferimento , o più in generale chi pensi che sia la tua ispirazione tra i grandi autori ?
Io amo molto Woody Allen e forse ancora di più il suo maestro indiscusso Groucho Marx e nella mia commedia credo che si notino le svariate citazioni a questi due comici che io reputo geniali. In generale la mia è una comicità molto Yiddish, penso a Mel Brooks, i Coen, i già citati Allen e Marx, anche se mi sono ispirato anche ad autori europei come l’italiano Stefano Benni e naturalmente Pennac. Un altro grosso punto di riferimento soprattutto nella scelta di strutturare il tutto come un enorme Mise en abyme è stato il film scritto da Kaufman tradotto ignobilmente con Se mi lasci ti cancello. Un capolavoro, il più bel film degli ultimi dieci anni, secondo me.

E’ curioso il fatto che il protagonista della commedia, il perno di tutta la storia intorno al quale si aggirano tutti gli altri personaggi, sia sempre di spalle. Perché questa scelta?
Ti rispondo con piacere ritornando un po’ indietro nel tempo… per capire meglio questa mia scelta. Tutto iniziò con un incontro inaspettato. Incontrai un mio caro amico che conoscevo sin dai tempi dell’adolescenza. Quando eravamo piccoli stavamo nella stessa comitiva e ci piaceva la stessa ragazza, poi alla fine lui era riuscito a mettersi con lei ed erano diventati una coppia inseparabile. Sono stati insieme per sette anni, credo.   Quel giorno lo avevo visto stanco, strano: triste. Io stavo per prendere il treno …ups una precisazione..prendo il treno non per imitare Zavattini,ma perché non ho una lira in quanto artista esordiente e nullatenente-giovane ed aspirante per sempre !!… quando lui mi chiama e mi dice che la ragazza lo ha lasciato. Vado a casa sua, lui triste mi racconta la sua storia, mentre lo ascolto prendo in mano un libro,dove c’era un uomo di spalle sulla copertina e tac… mi viene l’idea: un uomo fa uno spettacolo di spalle per riconquistare la sua donna… Voglio essere sincero, uno spettacolo tutto di spalle lo ha fatto Vian nel 1973 a Parigi, ma io non lo sapevo, e l’unico motivo di questa scelta è che l’idea mi è venuta guardando quella copertina. Che poi è un libro abbastanza conosciuto:Grazie di Pennac pubblicato dalla Feltrinelli.

Vorresti raccontare il tuo rapporto con la regista , Marianna Galloni, alla quale hai affidato la tua sceneggiatura?
Marianna l’ ho conosciuta all’università parecchi anni fa, all’epoca sapevo che aveva fatto l’attrice in un film e che studiava danza da anni. Non ci eravamo mai frequentati molto. Ci siamo rincontrati ed io le ho fatto leggere la mia commedia, era proprio il giorno di San Valentino se non ricordo male,  stavamo al caffè Andreotti a via Ostiense soli, single, e completamente disillusi dall’amore. Lei in Together probabilmente ha visto qualcosa e ci ha creduto sin dal primo momento, a differenza di altre persone che all’inizio volevano mettere in scena il progetto e poi lo hanno abbandonato preferendo il solito raccomandato di turno con più soldi e con il nome… anche se in realtà il terzo portiere della Lodigiani del 1999 è molto più famoso di lui! Comunque ho seguito anche un po’ di prove con lei e con gli attori e devo dire che sono molto entusiasta del suo lavoro e della sua grande determinazione.

Together è una commedia caratterizzata da tanti  personaggi diversi tra loro, originali e non che esprimono le loro debolezze quotidiane grazie al teatro; Vorresti parlare di come tu stesso giudichi i tuoi personaggi?

Sono cresciuto nella periferia romana pur andando in una scuola del centro e questo mi ha molto aiutato a capire la gente che mi circondava, ad osservare e spiare i difetti e le caratteristiche delle persone comuni. Ritengo che l’italiano medio sia una vera e propria macchietta. Se si guarda bene, i personaggi descritti in together si possono trovare tutti i giorni sull’autobus, in metro, in classe, in ufficio, nelle università. Non mi è mai interessato parlare ad una nicchia o a pochi esperti,  a me interessa parlare alla gente del mio quartiere, gente cha lavora, gente semplice,umile.

Non sono un grande scrittore, al massimo penso di essere un buon  comico. Spero che il mio spettacolo faccia ridere, questo è il più grosso successo che possa ottenere un commediografo: far ridere una persona e sollevarla per almeno due ore dall’ansia del vivere quotidiano.
Grazie Andrea ..allora ci vediamo a Teatro!
Grazie a te!                                                                   

Claudia Dionesalvi

urloweb.com