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Un Finale di partita per i più Audaci

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finale di partita

Un vento lontano arriva fino alla casa, porta il suono di una fine che si è consumata da qualche parte e che rimane ignota.

Così conosciamo Hamm, vecchio paralitico e cieco, re di un regno dissolto e paradossale, dove tutto si riferisce a qualcosa che non c’è, che non c’è più o non ci sarà mai. Con lui Clov, il servo, la pedina di supporto che lo assiste, costantemente distratto dalla tentazione della fuga. In due contenitori dell’immondizia “vivono” i genitori di Hamm, Nagg e Nell, scorie di un passato che sopravvive in forma di farsa, figure sospese tra l’umano e il burattinesco. Sulla parete due finestre, da una parte un mare e dall’altra una distesa di terra che si direbbe infinita, due aperture su un mondo che forse è esistito e che di sicuro è stato distrutto. L’universo beckettiano è racchiuso tutto nel salotto di Hamm, dove si consuma una silente lotta, o partita di scacchi, tra personaggi travolti da un’apocalisse silenziosa che gli ha concesso una superiore consapevolezza del tutto. E il tutto coincide pericolosamente col niente. Ogni luogo è indefinito, ogni parola rimanda a ricordi o concetti senza consistenza, ogni riferimento non chiarisce ma riduce ulteriormente qualsiasi possibilità di comprensione. Nella guerra fredda che si manifesta sul palco, la sconfitta non è annunciata, è la condizione di partenza, la sostanza in cui i personaggi si muovono e l’azione prende e perde forma.

L’assurdo, che è nel mondo prima ancora che nel teatro, esplode sulla scena e Beckett, nel rappresentare quattro uomini sconfitti, forse esprime anche la sconfitta del linguaggio, del teatro e dell’arte in genere di fronte a un assurdo che non concede appigli e si espone a innumerevoli interpretazioni. Quell’assurdità Leonardo Cinieri Lombroso, regista dello spettacolo in scena al Teatro degli Audaci dal 7 all 22 marzo, l’ha materializzata sul palco con estrema efficacia, connettendola alla stessa atmosfera di sospensione del giudizio e della conoscenza che caratterizza il nostro presente di guerre sbandierate e crisi annunciate. Il lavoro degli attori sul palco è incisivo e sopravvive al lo stadio delle sensazioni per imprimersi nella memoria. Flavio De Paola, anima dell’attività del Teatro degli Audaci, col suo Hamm rende l’unicità del personaggio e la sua inafferrabilità e con lui Enrico Franchi, Maria Cristina Gionta ed Emiliano Ottaviani creano una rete di ideale capace di trattenere il senso di quanto viene rappresentato.

Avvicinarsi a un’opera come Finale di partita è una scelta che richiede una cospicua dose di coraggio, un coraggio che in questo caso si traduce in una messa in scena studiata, meditata, eppure deflagrante nella sua capacità di sbalordire, di instillare ogni dubbio possibile, di mettere di fronte a verità iperboliche sussurrate da personaggi tutt’altro che pazzi, che finiscono col viverci dentro. Queste folli voci portatrici di consapevolezza sono fatte per tornare a intervalli più o meno regolari, per ricordarci, senza suggerire mosse certe, di giocare l’eterno finale di partita. “E intanto si va avanti”.

Finale di partita
Dal 7 al 22 marzo 2015 (dal giovedì alla domenica)
Teatro degli Audaci
Via Giuseppe De Santis 29 (Montesacro – Bufalotta)
http://www.teatrodegliaudaci.it/
organizzazione@teatrodegliaudaci.it
06/ 9437 6057

Stefano Cangiano