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Tra le “Sette nuove meraviglie della natura” niente Europa

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Le “Sette nuove Meraviglie della Natura”: tanta Asia e Sudamerica, ma l’Europa non c’è.


Assente l’Europa e assente l’Italia nella lista delle “Sette nuove Meraviglie della Natura” che l’organizzazione New7Wonders ha diffuso lo scorso undici novembre dalla sua sede di Ginevra. Per il bel Paese erano candidate il Cervino e il Vesuvio, ma anche gli altri siti europei non hanno superato il confronto con l’Asia e il Sudamerica, le vere trionfatrici della lista diffusa dall’organizzazione no profit che negli ultimi due anni ha raccolto decine di milioni di voti degli internauti, e tra 77 candidate poi ridotte a 28 da una giuria di esperti presieduti da Federico Mayor Zaragoza ex capo dell’UNESCO, ha decretato le migliori sette, che sono: la Foresta Amazzonica; la Baia di Halong in Vietnam; le Cascate dell’Iguazù, tra Brasile e Argentina; l’isola di Jeju in Corea del Sud; l’Isola di Komodo in Indonesia; il fiume sotterraneo di Puerto Princesa nelle Filippine, e la Table Mountain di Città del Capo.

Il risultato resta ancora provvisorio, fa sapere l’organizzazione tramite il suo sito, perché basato su un parziale conteggio effettuato alla data dell’undici novembre scorso, e per questo ancora in fase di controllo, fino alla lista definitiva che sarà annunciata all’inizio del prossimo anno, nel corso della cerimonia di investitura ufficiale.

L’organizzazione che ha realizzato la classifica, è nata dall’idea di Bernard Weber di lanciare in rete un referendum per determinare le “Sette nuove Meraviglie del Mondo” tra una lista iniziale di 17 opere architettoniche in gara (che ben presto arrivò a ben 150 candidature), fino al sette luglio del 2007, il giorno palindromo scelto non a caso, in cui nello stadio di Lisbona fu presentata la lista ufficiale che ha decretato vincitori la Grande Muraglia cinese, la città di Petra, la statua di Cristo Redentore di Rio de Janeiro, la città perduta di Machu Picchu, il complesso di Chichén Itzá, il Colosseo, e il Taj Mahal.

Michela Romoli