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Turner – Opere dalla Tate

Fino al 26 agosto in mostra al Chiostro del Bramante

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Dopo oltre 50 anni, torna a Roma dalla Tate Britain di Londra, l’esponente emblema del romanticismo britannico.  Precursore dell’impressionismo, Joseph Mallow William Turner è conosciuto come “Il pittore della luce” proprio perché crede possibile l’emanazione dello “spirito divino” attraverso la lucentezza. Grazie all’inaugurazione della mostra, avvenuta lo scorso 21 marzo, si apre un nuovo scenario di collaborazione tra la Tate ed il Chiostro del Bramante. La mostra romana, curata da David Blayney Brown, ha preso in prestito più di novanta opere appartenenti alla galleria londinese, tra le più significative perché non destinate alla vendita, ma alla libera espressione e studio dell’artista.  L’esposizione vede appunto la spontanea crescita ed evoluzione di Turner, da giovane studente della Royal Academy School di Londra, dove era stato accolto appena quattordicenne, ad un ritorno più avanti da Istitutore.  Oltre ad essere un pittore audace ed innovativo per la sua epoca, Turner era anche poeta ed abile imprenditore. Attraverso le sue pitture ed in maniera particolare in questa mostra, possiamo viaggiare insieme a lui, inizialmente per la Gran Bretagna percorrendo il Tamigi e notando non solo le variazioni di colore, ma anche il mutamento paesaggistico e successivamente addentrandosi nel cuore dell’Europa, come la cima del Monte Bianco, Parigi, la laguna veneziana e Roma. Turner viene ricordato come un uomo dal carattere particolare, sicuramente di spicco nella sua corrente artistica. Ha compiuto numerosi studi riguardanti i colori ed il modo di poterli mescolare tra di loro. Dipingeva maggiormente (se non interamente) con gli acquerelli, più semplici da portare con se durante i suoi numerosi viaggi e tecnica più espressionistica del movimento romantico che cercava di richiamare la suscettibilità delle emozioni e dei sentimenti. La sua arte è caratterizzata fin da giovanissima, dal rapporto tra uomo ed acqua, elemento che lo sensibilizza perché imponente e dinamico, come è dinamico il destino che costringe l’uomo a combattere contro travolgenti avversità e che spesso, soprattutto dall’interpretazione di Turner, finisce con una sconfitta per l’essere umano. Nonostante fosse apprezzato nel suo periodo storico, è interessante sapere che per la maggior parte degli artisti, suoi contemporanei, era considerato troppo fuori dagli schemi. La sua arte si allontanava esageratamente dalla rappresentazione realistica della natura appartenente all’epoca. Fu proprio ad un’esposizione da lui curata, durante il suo secondo soggiorno a Roma che mostrando alcune delle sue opere, presenti momentaneamente al chiostro del Bramante, non fu apprezzato dai suoi colleghi continentali, bensì criticato. Le opere di Turner saranno in prestito a Roma fino al 26 agosto e grazie all’audio guida gratuita per tutti i possessori del biglietto sarà un viaggio interessante nei paesaggi protagonisti assoluti delle sue opere.

Alice Conti