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TUTTE LE MOSTRE DEL PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI

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Si chiude la stagione invernale trattando i temi della società in cambiamento e del rapporto uomo- natura

Quattro fantastiche mostre vanno in scena a Roma al Palazzo delle Esposizioni sui temi del cambiamento nella società moderna, delle trasformazioni dell’identità collettiva e una panoramica sugli scenari della natura.

L’arte e la rappresentazione di immagini è come sempre il trait d’union dell’esperienza di vari artisti che trovano in questo unico momento espositivo organizzato da Palaexpo l’occasione di essere riuniti tutti sotto un’unica cornice di fondo che vuole mettere in risalto l’impatto della società attuale sulla natura e le nostre coscienze. Ma procediamo con ordine. Ad aprire la rassegna ci pensa una mostra intitolata Il Mito della Velocità sull’influenza avuta dai motori già dai primi del ‘900 sull’arte e la società. Pane per i denti degli appassionati delle due e delle quattro ruote che quì potranno osservare praticamente tutti i modelli di automobili in particolare, dalle primissime Fiat alle potentissime Alfa Romeo per arrivare infine alle moderne monoposto Ferrari di Formula 1. A fare da cornice a tanto sviluppo tecnologico stanno i lavori di tanti artisti famosi che nelle loro tele hanno cercato di esprimere i cambiamenti di fondo che la società di quegli anni stava affrontando. Bellissimo il "Trittico della velocità" di Gerardo Dottori o il "Ciclista moltiplicato" di Fortunato Depero, trasposizioni su tela del tema della volocità filtrato dalla sensibilità degli artisti. Accanto, sempre al piano terra, si trovano esposti anche i lavori di Gregory Crewdson, al quale è intitolata questa mostra, prima e unica tappa italiana dell’artista newyorkese che ordina il suo percorso artistico in diverse sezioni che rappresentano la sua attività a partire dal 1987 fino al 2005. I titoli delle raccolte, Early Works, Beneath the Roses, Natural Wonder e Dream House, sono composte da una serie di fotografie che raccolgono le principali tematiche trattate da Crewdson in circa vent’anni di carriera. L’ultima serie, "Twilight", è quella che segna il riconoscimento internazionale del fotografo americano. Il tema di fondo è costituito dall’introduzione di elementi repressi, inquietanti e inspiegabili in un mondo apparentemente sicuro. Quella che Crewdson mette in scena non è l’America spettacolare di New York, ma quella rurale e provinciale che sta al di là della grandi metropoli e che si stende nel lanscape americano fatto di villette di legno verniciate in tinte pastello, delle sedie a dondolo fuori dall’uscio di casa, di strade deserte e di incroci senza macchine. L’enfasi sull’insolito e l’aberrante veicolano nella fotografia di Crewdson le ansie di una società solo in apparenza idilliaca, ma in realtà dilaniata dalla solitudine, dall’angoscia e da un’ansia psicologica di fondo che è allo stesso tempo paura e desiderio. La Natura è ancora protagonista di un’altra bellissima esposizione organizzata dal National Geographic dal titolo AcquaAriaFuocoTerra. La mostra presenta tutta una serie di scatti per la maggior parte inediti provenienti dagli archivi del National Goegrafic, la rivista che si occupa da circa un secolo di raccontare il mondo e la natura con immagini straordinarie. In occasione del 2008, che l’Onu e l’Unesco hanno proclamato "Anno internazionale del Pianeta Terra", la mostra vuole essere un omaggio alla fragile bellezza di un pianeta che sta attraversando una fase di cambiamenti vertiginosi che rischiano di compromettere l’altrettanto fragile rapporto uomo-natura. Si tratta insomma di un inno alla vita, all’ottimismo della ragione e a una riflessione sulla necessità di uno sviluppo sostenibile. A chiudere la rassegna ci pensa Cina, XXI secolo, che raccoglie i lavori di alcuni eccezionali artisti contemporanei cinesi come Cao Fei e Chen Chieh-Jen. Insieme a loro altri quindici artisti allargano la riflessione sull’impatto che la società attuale ha avuto sull’individuo, denunciandone l’alienazione nell’odierno ambiente urbano. Questa nuova sensibilità artistica si è sviluppata a partire dal 1955 in concomitanza con la nascita della cosiddetta "double-sex society", ossia una società in cui convivono comunismo e capitalismo, frutto della rapida trasformazione della Cina avviatasi all’inizio degli anni novanta.  Le fotografie immortalano aspetti di una società in forte cambiamento in cui si sovrappongono svettanti architetture, immagini di consumo di massa, caos sociale e nichilismo.
Il biglietto di entrata valido per visitare tutte e quattro le mostre costa 12,50. L’ingresso è consentito tutti giorni dalle 10.00 alle 20.00 fino a un’ora dalla chiusura, ma affrettatevi perchè alcune di loro chiuderanno i battenti già ai primi di marzo.

Stefano Lippera