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UN’ALTRA ESTATE SHAKESPEARIANA CON IL GLOBE THEATRE

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Ripartita la stagione del teatro elisabettiano, con una programmazione che da luglio a settembre si snoderà tra i grandi classici di Shakespeare, mostrando un lato oscuro del drammaturgo.
La stagione si è aperta con Il mercante di Venezia, la piece che forse più di ogni altra lo scorso anno ha attirato il pubblico e lo ha stupito con la sua forza espressiva, attualizzando ancora una volta e con peculiarità di pregio un messaggio che Shakespeare ha saputo rendere universale.

Dalla regia di Scaramella a quella di Dipasquale, che curerà Troppu trafficu ppi nenti, in cartellone fino al 22 luglio. Opera dialettale, scritta in un messinese tanto poetico quanto vivo, la sua creazione viene ascritta a Michele Agnolo Scrollalanza, autore quacquero che visse in fuga dalle autorità religiose e attorno alla cui figura si è visto se non un riferimento di Shakespeare (“Troppo rumore per nulla” si sviluppa proprio su una vicenda simile a quella posta al centro di questo precedente) forse l’autore stesso. Pare infatti che Scrollalanza abbia passato gli ultimi anni della sua vita in Inghilterra e per sfuggire definitivamente alle persecuzioni religiose che abbia inglesizzato il suo nome in William Shakespeare (cognome tradotto letteralmente). Un motivo in più che incuriosisce e offre l’occasione per assistere ad uno spettacolo diverso, audace, senza dubbio innovativo. Dallo “pseudo-Shakespeare” si passa a quello più sognante, onirico, favoloso, quello del Sogno di una notte di mezza estate, altra riconferma per la regia di Riccardo Cavallo, in cartellone dal 25 luglio al 2 agosto. Un’opera multiforme e che sembra autorigenerarsi ad ogni rappresentazione, un banco di prova con cui cimentarsi per moltissimi autori del ‘900 e che rivivrà quest’anno creando la magia necessaria per consentire agli spettatori di diventare parte di una magia suprema che presiede al dipanarsi dell’intera vicenda, in cui l’uomo è solo una parte come tante altre, tutte uguali e tutte indispensabili. Al favoloso segue la verità straziante di un sentimento tutto umano, la gelosia, che in Othello trova un’espressione assoluta e tragica. Lo spettacolo resterà in cartellone ad agosto 7 al 14 e dal 18 al 30. A segnare la scena non sarà ora il movimento collettivo ma la vicenda tragica del singolo, dell’uomo travolto dal suo lato oscuro, dalle forze che crede di dominare e che invece lo rendono un ostaggio dei sentimenti. La vicenda è rappresentata con forza, senza ritrosie e pudori, con quell’anelito all’universale che percorre tutta la rivoluzionaria produzione di Shakespeare. Per concludere la stagione verrà messo in scena dal 4 al 20 settembre La bisbetica domata, spettacolo curato da Marco Carniti, definito “una commedia sull’illusione e sulla  manipolazione mentale”. E in effetti, dietro la forma “leggera” della commedia a prendere corpo è una riflessione sulla condizione labirintica della vita umana, dove ogni individuo si trova a fronteggiare la commistione tra vero e falso, a dominare ed essere dominato, senza mai sapere quale sia la verità, restando intricato in una matassa di illusioni impossibile da sciogliere. Un altro motivo del teatro shakespeariano che segna i messaggi di questi testi con una sensibilità fin troppo attuale, rendendone necessario il recupero e lo studio, da intendere nel significato latino del termine “studium”, passione viscerale che ci conduce fino all’Inghilterra del Seicento e parallelamente dentro noi stessi. L’operato degli ultimi tre anni testimonia l’impegno della guida artistica di Gigi Proietti che, in segno di continuità, è stato confermato alla guida del Globe per altri tre anni. Dopo i trentaseimila spettatori della passata stagione adesso si punta più in alto e l’obiettivo non pare affatto ambizioso, date le premesse, un connubio tra lungimiranza imprenditoriale, passione artistica, unicità del luogo e desiderio di sperimentazione.

 

Stefano Cangiano

Urloweb.com

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