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Addio al verde. Su Tor di Valle si scatenano gli appetiti

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Tra l’ipotesi di uno stadio ed il progetto d’un nuovo quartiere, rimane incerto il destino dell’area di Tor di Valle.


 


Ci sono dei territori nascosti, come l’area di Tor di Valle, che resistono immutabili nel tempo e che hanno, ancora, le caratteristiche di un paesaggio in buona parte vergine, sul quale ancora non si sono accaniti gli appetiti famelici di costruttori e visionari amministratori. Ma non resisterà a lungo. L’area, che si estende a ridosso della Via del Mare, poco distante dal Raccordo Anulare e vicinissima all’Eur, costituisce un bottino prelibato.

In effetti si è ricominciato a parlare di Tor di Valle all’indomani dell’insediamento di Thomas Di Benedetto alla guida dell’A.S. Roma. Il progetto di un nuovo stadio ed il rendering che ne era scaturito fecero il giro dei giornali, circa un anno fa. Poi, per quasi una stagione, calò un silenzio che sarebbe perdurato se, in Commissione Ambiente del Municipio XII, non fosse arrivato un altro rendering “sul quale esprimere una valutazione di massima, non una votazione come hanno scritto su Repubblica – spiega Andrea Santoro, Coordinatore Pd nel Municipio XII e membro della Commissione – In sostanza la Giunta Calzetta, avendo ricevuto un rendering da Roma Capitale circa tre mesi fa, lo ha girato in Commissione. Noi, in quella sede, abbiamo espresso una valutazione generale, perché è chiaro che in quella zona ci sono altri interventi da portare avanti”. Ed il riferimento di Santoro va ad un documento presentato dal gruppo Pd del Municipio XII nel novembre 2011, in un periodo in cui ancora si parlava del possibile nuovo stadio giallorosso. “Ma prima di tutto bisogna intervenire sulla mobilità, sull’ambiente e sul depuratore” chiarisce Santoro, in qualche modo rimandando proprio al documento che, in quattro pagine, elenca le opera da realizzare nel quadrante.

Partendo dall’ambiente, va considerato che “ai fini della funzionalità delle rete ecologica del Nuovo PRG, l’area costituisce un potenziale nodo a livello locale e nello stesso tempo potrebbe essere recepito come corridoio da numerose specie – spiega la Consigliera municipale Matilde Spadaro (gruppo misto), già Assessore all’ambiente nella precedente consiliatura – La tenuta di Tor di Valle e l’ansa del Tevere sono inserite in una matrice paesistica di confine ed analizzando le previsione del PRG, l’area risulterebbe l’ultima grossa superficie agricola non interessata da espansioni e progetti edilizi”.
Finora. Perché, appunto, nel rendering che è stato “valutato” in Commissione Ambiente, si parla di pesi edificatori non indifferenti. 224.000 mq di costruzioni, all’interno di un’area pari a circa 90 ettari. Una serie di lotti, con palazzine dai 4 ai 7 piani ed un parco attrezzato con percorsi salute, costituirà il centro civico dei neo residenti, che potranno acquistare le loro abitazioni da Parsitalia Real Estate, il gruppo dell’ingegner Luca Parnasi. Lo stesso delle due “torri” di Castellaccio, del prossimo centro commerciale di Tor Pagnotta e della nuova sede del Municipio XII. Un costruttore, verrebbe da credere, molto attento, come anche Marronaro e Caltagirone, agli sviluppi urbanistici di questo territorio. Che dovrebbero prevedere anche la realizzazione di infrastrutture e servizi, ma che sciaguratamente, per le difficoltà di cassa del Comune, si decide di realizzare sempre come oneri concessori. In altre parole, si dà mandato ai costruttori a riempire di cemento il territorio, in cambio di strade, asili, aree verdi, che si chiede vengano realizzate “a scomputo”. Un paradosso di cui, il territorio del Municipio XII, è colmo.
Intanto, prima di parlare di servizi ed interventi urbanistici, registriamo anche la posizione del neo Presidente della Commissione Ambiente del Municipio XII, Cristiano Carpignoli (Pdl). “Come prima cosa mi preme sottolineare che all’epoca – parliamo di fine marzo – il presidente era Tortosa, in quota Pd, che chiese fortemente ed ottenne di fare una Commissione su Tor di Valle, premettendo che mentre i media sottolineavano che dovesse esservi lo stadio della Roma, nel progetto presentato in Commissione lo stadio non è mai stato presente. Si trattava semplicemente di un rendering di 15 pagine in cui erano segnalate la struttura delle palazzine e poco più. Ovviamente, in quell’area è noto che sussiste un problema legato alla presenza del depuratore però la cosa importante è che non c’è stata nessuna votazione in Commissione. Ed alcuni consiglieri, in maniera bipartisan, hanno espresso la loro valutazione sul progetto, in termini positivi. Personalmente però credo che sia improprio parlare di una proposta, di un progetto, in quanto non venivano approfondite né le questione di impatto ambientale, perché sappiamo che si tratta di un’area soggetta a vincoli ambientali e paesistici. E poi non si è neanche parlato degli oneri, del depuratore, né dell’ippodromo di Tor di Valle, il cui utilizzo è rimasto un’incognita. Non si può parlare che di una bozza di progetto presentatoci in Commissione e della quale non mi risulta ci sia stato nessun seguito successivo. Per ora, non ha alcun tipo di futuro”.
Tutto sommato, bene così, perché non sono poche le obiezioni che si potrebbero muovere. E basta ascoltare i residenti dei quartieri limitrofi, per farsene un’idea. “Si distrugge un territorio, con danni complessivi che si pagano in termini di erosione di terreni agricoli, di carenza di servizi ed in generale di qualità della vita – commenta amaro Augusto Garzia, Vicepresidente del CdQ Decima Torrino – Dobbiamo stare in guardia, perché con le elezioni alle porte, qualche colpo di mano c’è da aspettarselo. Ma noi ribadiamo che, se si vuole intervenire a Tor di Valle, bisogna affrontare prima il nodo del depuratore che, se non è causa dei miasmi ripetutamente avvertiti, sicuramente non è un buon vicino per un quartiere residenziale. E poi c’è il problema della mobilità, o meglio dell’immobilità che si verrebbe a creare con un unico sbocco sul via Ostiense. Infine va preso in considerazione anche il progetto, stilato anni fa con il WWF, di farne un parco”.
E su questo tema, sembrano concordare tutti, da Matilde Spadaro che ricorda come “da Assessore mi impegnai per la realizzazione di un parco fluviale, poiché, in un’area densamente popolata, potrebbe rappresentare un ultimo cuscinetto disponibile” al gruppo consiliare del Pd, che nel proprio documento su “La riqualificazione dell’Ansa del Tevere” scrive di puntare “fortemente sul tema della riqualificazione ambientale di Tor Di valle, che preveda un intervento per la sistemazione delle aree golenali, valorizzandone la vegetazione e la biodiversità” ma anche attraverso un “intervento che consenta di unire il percorso della pista ciclabile lungo le due rive del fiume e di realizzare un percorso pedonale per collegare le aree protette di Acquacetosa-Laurentino, Tenuta dei Massimi e della Riserva Naturale del Litorale”.
Si tratta di una serie di opere utili a salvaguardare, per dirla con la Spadaro, “l’ultimo cuscinetto verde”, evitando di caricarlo di particolari gravami edificatori. E se si tornasse a parlare dello stadio dell’A.S. Roma? La risposta è semplice, ed ancora una volta è contenuta nel documento redatto dal Pd del Municipio XII, laddove si specifica che il partito “ritiene che lo stadio non dovrà essere localizzato su aree agricole che hanno una destinazione di Piano Regolatore compatibile con tale funzione”. In altre parole, si dichiara la propria contrarietà all’erosione di altre quote di verde ad uso agricolo. Continueremo a seguirne gli sviluppi. “Staremo in guardia – come suggeriva Garzia – perché a ridosso delle elezioni qualche colpo di mano c’è da aspettarselo”. E staremo a vedere se, alla presenza di altri “rendering” piuttosto che di progetti maggiormente sviluppati, questo impegno di salvaguardia delle aree verdi e agricole verrà realmente rispettato.

Fabio Grilli