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Amianto, Ex Velodromo: per il tribunale non c’è reato

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La sentenza assolve l’unico imputato per la nube sprigionatasi dopo la demolizione del 2008

LA SENTENZA DI ASSOLUZIONE – Il Tribunale di Roma ha assolto dall’accusa di disastro ambientale Filippo Russo, direttore dei lavori dell’Eur Spa e unico imputato nella vicenda legata ai lavori di abbattimento dell’ex Velodromo dell’Eur. “Esprimiamo soddisfazione per la decisione del tribunale – spiegano gli avvocati Antonio Rucco e Titta Madia, responsabili civili per Eur Spa – Una decisione raggiunta al termine di una istruttoria complessa e dettagliata che ha fatto chiarezza su tutta questa lunga vicenda”.

LA DEMOLIZIONE DEL 2008 – La demolizione dell’impianto realizzato negli anni Sessanta per le Olimpiadi di Roma avvenne il 24 luglio del 2008. Un’implosione controllata che però sprigionò nell’aria una nube di polveri. Secondo l’Ona (Osservatorio nazionale sull’amianto) costituitosi parte civile, circa 10mila cittadini romani sarebbero stati esposti alle fibre di amianto a causa dell’esplosione: “L’esplosione del velodromo ha determinato l’esposizione ad amianto di circa 10mila cittadini romani – spiega il presidente Ezio Bonanni in una nota – che si sarebbe potuta e dovuta evitare, poiché per i prossimi venti, trenta e quarant’anni c’è il rischio di insorgenza delle classiche patologie asbesto correlate, tra le quali il tumore polmonare e il mesotelioma”. Il processo iniziò il 12 febbraio 2013.

LA TESI ACCUSATORIA – Secondo le accuse sarebbero stati omessi “i dovuti controlli perché la nube sprigionatasi dalla demolizione, contenente, polveri di amianto, si spandesse nell’area abitata circostante, faceva sorgere una situazione ci concreto pericolo per l’incolumità e la salute della popolazione residente”.

DAI CITTADINI – Dura la reazione del ‘Comitato Amianto Velodromo’ affidata al profilo Facebook dell’organizzazione: “Ci hanno esploso in faccia una bomba di amianto facendo finta di niente. Ci hanno dato dei demagoghi perché nulla di ciò che abbiamo sostenuto era dimostrabile. Ci hanno deriso e trattato da ambientalisti isterici. Abbiamo speso tutto quello che avevamo risparmiato per pagare avvocati, tecnici, fotocopiare montagne di documenti. Avevano ragione loro. Il 24 luglio 2008 non è successo niente. La giustizia ha assolto l’unico imputato perché il fatto non sussiste. Non abbiamo mai contato nulla e continuiamo a non contare. Di Davide contro Golia ce n’è stato solo uno, nella storia”.

LeMa

 

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