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Ardeatina Antica: continua la battaglia per il Parco Archeologico

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ardeatina antica

I cittadini, anche con iniziative culturali e di sensibilizzazione, continuano a chiedere la tutela della strada e dell’area contro le nuove edificazioni

Tratto da Urlo n.127 luglio 2015

CECCHIGNOLA – Se all’inizio dell’estate ci si trova immersi nella campagna romana, alle ultime luci del pomeriggio, mentre il sole lento si abbassa verso l’orizzonte, non si può fare a meno di pensare a chi questo suolo lo ha calpestato prima di noi. A quello che rappresentava per chi, questi campi, li ha coltivati per generazioni e a chi, questa campagna, la ama e cerca di proteggerla tutt’ora. È un insieme di queste sensazioni quello che si prova se si seguono le attività del Coordinamento Agro Romano Bene Comune, intento da alcuni mesi in una vertenza per la salvaguardia di un pezzo importante del nostro passato: il tracciato romano dell’Antica via Ardeatina. Un lungo tratto della vecchia carreggiata spuntato durante gli scavi archeologici propedeutici alla realizzazione delle edificazioni del consorzio Cecchignola Ovest. Dopo un primo sit-in molto partecipato, prima del quale il tratto di basolato era stato ricoperto in via conservativa, i cittadini hanno voluto organizzare un nuovo appuntamento: l’Archeo-Parco-Fest del 25 giugno. Una serata di musica e approfondimento per sensibilizzare la cittadinanza verso la richiesta dell’istituzione di un grande parco archeologico che comprenda tutte le criticità, ambientali e archeologiche, presenti nell’area fino al GRA. “Ribadiamo a gran voce che l’immediata sospensione dei lavori, il blocco di tutti i cantieri e dei permessi di costruire è l’unica soluzione praticabile – affermano gli attivisti del Coordinamento – accompagnata da un provvedimento di tutela di tutta l’area attraverso l’ampliamento del Parco regionale dell’Appia Antica e la tutela integrale e definitiva della Valle del Fosso della Cecchignola – battaglie storiche già sostenute da oltre 16.000 firme di cittadini – e dall’istituzione del parco archeologico dell’Ardeatina Antica”. All’iniziativa è intervenuto anche l’archeologo e giornalista Manlio Lilli, che ha spiegato come ci si trovi in coincidenza di un crocicchio di strade e con delle strutture di varia fattura, presumibilmente relative ad una stazione di posta. “Al di là di quella che sia la rilevanza, il progetto non dovrebbe essere solo archeologico ma anche sociale – spiega Lilli – La fruibilità di un sito dovrebbe essere anche legata alla capacità del territorio di metterlo in moto. Il rischio in queste circostanze è che il progetto iniziale non venga seguito e che quando ci sarà bisogno di fare manutenzione non ci siano più fondi. Bisogna rendere autonomi questi siti, per farli diventare una risorsa e non un problema”.

La posizione tenuta dagli attivisti risulta molto più avanzata rispetto a quanto deciso dal Consiglio del Municipio IX il 4 giugno scorso. Nel testo votato l’istituzione del Parco Archeologico viene relegata ad una “eventualità”, mentre assume maggiore forza la creazione di un tavolo per integrare una qualche forma di tutela con le infrastrutture previste e le edificazioni in corso. “Una vittoria a metà – dichiaravano gli attivisti al termine della seduta in cui venne votato l’atto – avremmo preferito una posizione più forte del Municipio in questa vicenda”. In ogni caso il tavolo è stato convocato il 18 giugno e anche i cittadini sono stati invitati a partecipare. “Il dipartimento urbanistica non si è presentato – ci raccontano – c’era la Soprintendenza, mentre dal Gabinetto del Sindaco non è arrivato nessuno. Noi avevamo chiesto anche la presenza dell’Assessorato alla Legalità, ma non è stato nemmeno convocato. Averci invitato come Coordinamento per noi è comunque un passaggio di legittimazione importante. Si è evidenziato che c’è una disponibilità a cambiare alcune cose – concludono – come la direzione delle fognature che dovranno passare al di sotto dei reperti”. Anche il Consigliere Pd in Municipio IX, Alessandro Lepidini, le cui dimissioni da Presidente della Commissione Ambiente risultano al momento congelate, parla di un tavolo “zoppo”: “Non siamo ancora riusciti ad avere un riscontro effettivo da parte delle istituzioni. Da quanto emerso dal tavolo si punta a richiedere un elemento di tutela puntuale sul ritrovamento del basolato. Un primo tassello, ma dobbiamo arrivare alla tutela integrale di quest’area, fatta di beni archeologici, beni naturalistici, per costruire un museo all’aperto e pensare un’idea di sviluppo diverso rispetto al mattone e al consumo di suolo”. Dall’opposizione municipale, che non ha votato questa mozione, la critica è molto accesa: “In questa vicenda i cittadini sono stati presi in giro – incalza il Capogruppo di FI, Massimiliano De Juliis – Abbiamo una maggioranza che fa dichiarazioni in direzione del Parco, ma che poi fa retromarcia e si trincera dietro ad un tavolo. In questo modo si abbassa il livello, bisogna parlare chiaramente ai cittadini: o eliminiamo le cubature con una ‘compensazione della compensazione’, un percorso lungo e potenzialmente devastante per altre aree, oppure non ci si può svegliare dopo dieci anni di Prg e chiedere un parco archeologico”.

Qualche novità arriva anche dal Consorzio Cecchignola Ovest, che ha espresso in una nota la sua posizione e i motivi che hanno portato alla copertura del basolato proprio a ridosso delle iniziative di sensibilizzazione organizzate dai cittadini: “La copertura del prezioso ritrovamento non rappresenta in alcun modo un tentativo di occultamento del sito, né una rivalsa nei confronti della comunità locale e delle organizzazioni cittadine che la rappresentano – spiegano – Tale decisione si è resa necessaria, dopo un adeguato confronto tecnico con la Soprintendenza archeologica di Roma, per garantire la tutela della strada stessa e la sicurezza dei partecipanti alla manifestazione”. Già in quell’occasione la proprietà aveva sottolineato la “presenza di persone non autorizzate all’interno del cantiere che ne hanno messo in serio rischio l’integrità”. Sarebbe quindi questo, assieme alle forti piogge del 27-28 aprile scorso, il motivo della ricopertura del tratto di basolato: “Per questi motivi, il Consorzio Cecchignola Ovest Roma ribadisce che sarà osservato il massimo impegno nel preservare l’area, seguendo le indicazioni impartite dalla Soprintendenza”.

La vertenza sull’Ardeatina Antica non si chiude certo con alcune manifestazioni pubbliche. I cittadini del Coordinamento Agro Romano Bene Comune sono convinti della necessità di salvaguardare l’area e hanno intenzione di andare avanti su questa vertenza. “Crediamo che tutto questo sia parte di un modello di sviluppo sbagliato. Si prende un terreno, si costruisce, lo si rivaluta e si dà in garanzia ad una banca per ricominciare altrove – concludono – Quello che chiediamo è un modello di sviluppo diverso”.

Leonardo Mancini