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Casal Brunori: il TAR spegne l’antenna per 60 giorni

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Nuove misurazioni e poi la decisione, mentre continua il lavoro del tavolo fra cittadini, Municipio XII e l’operatore Vodafone.

I residenti di Casal Brunori possono tirare un sospiro di sollievo, nonostante rischino ancora di dover trattenere il fiato per molto tempo. La costante partecipazione dei cittadini alla vita del quartiere, così attiva da dar vita a due differenti organizzazioni per contrastare l’installazione dell’antenna Vodafone, è sicuramente la parte più importante di questa storia. Il ricorso al TAR del Lazio del Movimento No Antenna, fondato nel giugno di quest’anno per non concentrare il Comitato di Quartiere su un unico tema, sta dando infatti i primi frutti.

Il 22 novembre scorso è stato decretato lo spegnimento dell’impianto per sessanta giorni. “In seconda sezione cautelare – spiega il Presidente del Municipio XII, Pasquale Calzetta – il TAR del Lazio ha emesso una nuova ordinanza che stabilisce sino a fine gennaio lo spegnimento dell’impianto radio mobile di via Maestrini”. Questa decisione è arrivata anche a seguito dell’istruttoria del 16 ottobre scorso, con la quale Vodafone aveva espresso la sua disponibilità a nuovi rilievi svolti da parte dell’ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambientale), per misurare i campi magnetici prodotti dall’attivazione dell’impianto. È stato quindi previsto, nei 60 giorni di fermo, un piccolo periodo di funzionamento per permettere le rivelazioni dell’ARPA stessa. Questa decisone è stata presa in relazione alla presenza di aree destinate alla realizzazione di centri sensibili a soli 50 metri dall’antenna. Si prevede, infatti, la costruzione di un asilo nido e di un centro civico polivalente. La vicenda potrebbe risolversi nella Camera di Consiglio del TAR prevista per il 7 febbraio 2013 quando, rilevamenti alla mano, si potrà comprendere quale impatto provochi questo impianto. La portavoce del Movimento No Antenna, Mikaela Petrocchi, ha voluto ricordare le difficoltà incontrate per giungere fino a questo punto: “La nostra protesta è stata lunga e faticosa, abbiamo dovuto ricorrere persino a dei presidi in tenda e allo sciopero della fame. Ma grazie a questa protesta abbiamo mobilitato la cittadinanza e convinto il Municipio a supportarci”. Le iniziative per contrastare l’accensione dell’antenna sono proseguite con il tavolo tecnico aperto dal Municipio XII, convocato per martedì 20 novembre: “A seguito della precedente ordinanza dello scorso mese di settembre, con cui il TAR imponeva un primo stop all’accensione dell’antenna – spiega Calzetta – nei due mesi trascorsi è stata prodotta dal Municipio XII la documentazione richiesta al fine di poter valutare il trasferimento dell’impianto in un’altra area, in linea con le istanze degli abitanti del territorio. Adesso si aprirà una nuova fase di valutazione”.

Questo strumento di concertazione non potrà però prescindere da quanto deciso dal TAR del Lazio: “Quanto stabilito ieri dal TAR – prosegue Calzetta – dà nuova forza alla posizione sinora espressa dal Municipio e dai cittadini circa l’opportunità di individuare siti alternativi. Insieme al Vicepresidente del Municipio XII, Maurizio Cuoci, e al Presidente del Consiglio municipale, Marco Cacciotti, abbiamo aperto un tavolo di confronto con i referenti dell’azienda, i comitati e le associazioni di quartiere, per studiare una diversa localizzazione. La società – conclude Calzetta – ha manifestato un’apertura in questa direzione, e questo ci fa essere fiduciosi sul fatto di poter giungere ad una soluzione condivisa”. Da rilevare l’impegno nella partecipazione al tavolo tecnico, con Vodafone e il Municipio XII, del CdQ Casal Brunori impegnato per individuare un sito alternativo all’installazione dell’impianto: “La decisione del TAR è un’ottima notizia – dichiara Filippo Cioffi, portavoce del Comitato – intanto continuano i lavori del tavolo tecnico dal quale, purtroppo, non ci sono ancora certezze sulla delocalizzazione. Quello che noi proponiamo è escludere le zone interne del quartiere e fare uno studio di fattibilità per la zona a ridosso della Colombo. Parallelamente – continua Cioffi – chiediamo all’Amministrazione capitolina di adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, come stabilito dal comma 6 dall’art 8 della legge quadro n. 36 del 14 febbraio 2001”.

Sullo stesso tema è intervenuta anche Matilde Spadaro, Consigliere Sinistra Arcobaleno al Municipio XII: “Il tavolo tecnico si è concluso senza nulla di concreto. Nonostante questo, dal nostro punto di vista, solamente adesso siamo entrati realmente nel merito della questione. Bisogna prendersi la responsabilità, anche politica – continua la Spadaro – di agire su questa situazione. Perchè in dieci mesi ancora non c’è stata una proposta realmente fattibile? Tutto questo sarebbe già stato risolto in presenza di un piano sulle antenne. Uno strumento capace di mettere in relazione misurazioni e luoghi sensibili”. Spadaro ha poi voluto ribadire l’importanza di presentare “qualsiasi decisione al vaglio dei cittadini, che fino ad oggi sono stati la linfa vitale di questo processo”. Una forza che però rischia di non ottenere quello che chiede: “I lavori del tavolo tecnico, seppur rappresentano una buona possibilità di contrattazione, non hanno ancora dato il risultato sperato – spiega Petrocchi del Movimento No Antenna – La proposta di spostare l’impianto di 50 metri di certo non soddisfa la cittadinanza, dato che mantiene l’antenna all’interno del quartiere e vicina a strutture sensibili. Purtroppo – continua la portavoce – nemmeno la nostra proposta di spostare l’impianto sul lato della Colombo è stata accettata da Vodafone la quale, in quel caso, prevedrebbe l’installazione di due antenne per coprire le necessità di trasmissione. Questa ipotesi andrebbe a spostare il problema in altri quartieri, non è nostra intenzione scaricare il barile ad altri cittadini. Casal Brunori è un piccolo paradiso – conclude Petrocchi – popolato principalmente da coppie giovani con bambini piccoli. Con la nostra protesta vogliamo far sì che questa situazione venga salvaguardata”.

Nei prossimi mesi avremo di che parlare in relazione a questa antenna. Noi, così come i cittadini di Casal Brunori, aspettiamo la nuova convocazione del tavolo tecnico in Municipio, durante il quale si continuerà a presentare e vagliare le proposte di delocalizzazione. Altro appuntamento importante è quello con i risultati delle misurazioni effettuate dall’ARPA, che daranno ulteriori informazioni su cui potrà esprimersi il TAR del Lazio. Il terzo appuntamento che aspettiamo è proprio quello della Camera di Consiglio del 7 febbraio prossimo, nel quale verranno analizzati i dati raccolti e si potranno avere le idee più chiare sul futuro dell’antenna di Casal Brunori.

Leonardo Mancini