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Casale Papillo: in vista del Tavolo continuano le polemiche

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Sel chiede la presenza del Campidoglio nel tavolo di lavoro, i cittadini scrivono a marino, mentre il M5S mette in guardia su altre occupazioni

 

IL COMITATO DI QUARTIERE – dopo la tumultuosa seduta del Consiglio del Municipio IX di martedì 11 febbraio, durante la quale gli attivisti del casale Papillo hanno occupato l’Aula di via Silone nel tentativo di bloccare una mozione di sgombero, i cittadini del CDQ EUR Papillo Acqua Acetosa Ostiense ha scritto una lettera aperta al Sindaco Marino, per metterlo a conoscenza del loro punto di vista. “Alcuni residenti del quartiere EUR Papillo ed i Consiglieri del IX municipio sono stati aggrediti sia verbalmente che fisicamente con atti di violenza, da un gruppo di facinorosi che, come avrà saputo, hanno occupato la sala Consiliare del Municipio – si apre la lettera – I protagonisti di questo atto sono gli stessi che da ben sette mesi si sono impossessati abusivamente per fini politici di uno spazio del Comune”. I cittadini spiegano le necessità di un quadrante isolato come il Papillo: “Non è di un centro sociale che ha bisogno la cittadinanza del quartiere. Noi abbiamo bisogno dei servizi che da sempre mancano e che da lunghi anni sono fermi nei meandri della burocrazia”. Sarebbe poi la sicurezza a preoccuparli: “Il nostro quartiere da quando è iniziata questa vergognosa occupazione è stato oggetto di prepotenze, intimidazioni e continui furti e danneggiamenti a mezzi e oggetti privati. Si vive in uno stato di continuo terrore sotto la minaccia di atti violenti come quello perpetrato ieri nell’Aula del Municipio IX”. Il CDQ non manca nemmeno di analizzare l’atteggiamento di alcuni Consiglieri Comunali e del Vice Sindaco Nieri che, nei giorni scorsi, ha parlato della necessità di trovare una soluzione condivisa fra le parti. Al termine della lettera i cittadini fanno quattro semplici richieste al Sindaco Marino: l’intervento del Prefetto per mettere in atto lo sgombero; che non si permetta agli attuali occupanti di sedersi ai tavoli di lavoro sui percorsi condivisi per il futuro del casale; il proseguimento dell’iter per la costruzione di un bando pubblico per l’assegnazione della struttura; e che si faccia chiarezza sulle posizioni della Giunta Comunale “è inaccettabile sentire dei rappresentanti dello Stato che ipotizzano proposte di mediazione con delle persone che stanno fuori dalle regole civili e dalla legge”.

IL TAVOLO – di lavoro è programmato per lunedì prossimo, ne parlano infatti il vice Presidente del Municipio IX, Alessio Stazi, e i consiglieri Sel Mauro Tagliacozzo e Sonia Cardillo, richiamando la necessità che proprio il Campodiglio si renda protagonista del processo condiviso: “Infatti l’occupazione che si protrae da mesi sul nostro territorio, anche in condizioni di pericolosità strutturale per l’incolumità delle stesse persone coinvolte, tanto quanto rappresenta e si colloca in dinamiche e criticità cittadine sugli spazi sociali, altrettanto necessita di un impegno di stesso livello per una soluzione. Per questo motivo ci uniamo all’invito per lunedì prossimo rivolto dal Presidente Santoro agli assessorati all’urbanistica, al patrimonio e all’ambiente di Roma Capitale – proseguono il Vice Presidente ed i Consiglieri – crediamo che per il Municipio questa complessa vicenda debba diventare lo spunto per andare a fondo rispetto a un decennio di confusione ed incertezze attorno ai casali”.

MOLTI I CASALI A RISCHIO – La nota del Gruppo consiliare del M5S, richiama invece alla pericolosità di quanto accaduto nell’Aula del Consiglio Municipale: “Per la prima volta e speriamo l’ultima, il Municipio è dovuto ricorrere alla Forza pubblica per votare un atto. Il pubblico presente – seguita la nota in riferimento ai problemi del quartiere Papillo – che rivendicava l’assenza dei servizi sociali, un insoddisfacente politica di housing sociale e la scarsa tutela dei Beni comuni, ha impedito che il Consiglio votasse il documento per lo sgombero del Casale in zona Acqua Acetosa al c.d. quartiere Papillo e l’apertura di un tavolo tecnico”. Non sarebbe quinid tollerabile l’uso della forza o di strumenti volti a condizionare l’operato delle istituzioni: “Il M5S è fondamentalmente orientato verso il rispetto della legalità e dei diritti di tutti i cittadini. Nello stesso tempo non si possono tollerare iniziative che sopperiscono alle esigenze con la prepotenza e con la mancanza di rispetto degli altrui diritti –seguitano – Non possiamo più assistere a questo progressivo appropriarsi dei Beni pubblici che devono essere tutelati e conservati nelle migliori condizioni possibili. Riporteremo all’attenzione della politica il patrimonio pubblico abbandonato per avere nuovi centri civici e meno degrado; sono molti i Casali del nostro Municipio a rischio occupazione, che devono essere ristrutturati a spese dei Consorzi di lottizzazione”.

Leonardo Mancini