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Corridoio della Mobilità Laurentina: l’apertura slitta ad aprile

Ritardi nei lavori e, in attesa dei collaudi, si riapre il dibattito sull'ultimo tratto tra viale dell'Umanesimo e la Metro Laurentina

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Tratto da Urlo n.164 Gennaio 2019

LAURENTINA – A inizio dicembre la Sindaca Virginia Raggi e l’Assessora alla Città in Movimento, Linda Meleo, hanno parlato dello stato d’avanzamento dei lavori per l’apertura del Corridoio della Mobilità di via Laurentina. L’opera, attesa da più di dieci anni e che ha attraversato non poche traversie, metterà in collegamento il quartiere Fonte Laurentina con la stazione della Metro Laurentina. Un tratto di strada di circa 6 chilometri che grazie a questo intervento diverrà molto più agevole percorrere per i mezzi pubblici, senza rischiare di rimanere imbottigliati nel traffico. “Siamo ormai alla fase finale dei lavori – commentava Linda Meleo il 6 dicembre scorso – Nei prossimi giorni sarà completato l’ultimissimo tratto della rampa per poi passare alla fase di collaudo. A breve residenti e lavoratori del quadrante sud della Capitale avranno a disposizione un’infrastruttura strategica con una corsia riservata e protetta per i filobus”. Purtroppo queste tempistiche sembrano essere state disattese e per l’apertura del Corridoio ci sarà ancora da attendere qualche tempo.

I RITARDI – Su questa vicenda abbiamo contattato il Consigliere comunale e Presidente della Commissione Mobilità, Enrico Stefàno, che ci ha confermato qualche ritardo nella conclusione dei lavori: “C’è stato un piccolo slittamento – ha spiegato il Consigliere – la fine dei lavori è ora prevista per fine gennaio, poi servirà il tempo dei collaudi”. In questo caso ci sono state confermate le tempistiche già riportate in passato. Per i collaudi, infatti, si dovranno attendere circa due mesi, necessari per ottenere il via libera dell’Ustif, l’ufficio del Ministero che si occupa delle nuove infrastrutture. Presumibilmente quindi, se non ci fossero ulteriori intoppi, l’apertura del Corridoio della Mobilità di via Laurentina potrebbe avvenire non prima del mese di aprile.

GLI INTERVENTI – Sui lavori portati avanti fin qui lungo il Corridoio in questi mesi è intervenuto il Consigliere municipale del M5S e Presidente della Commissione Mobilità, Giulio Corrente: “Sul tracciato sono stati eseguiti gli interventi di palificazione e di elettrificazione. Allo stesso tempo – spiega Corrente – è stato svolto l’interramento dell’elettrodotto di Terna, un intervento non collegato al filobus che però ha portato non pochi problemi alla mobilità dell’area”. I lavori maggiori si sono svolti sul ponte che attraversa il Gra, e quindi all’interno del deposito Atac di Tor Pagnotta, “con gli interventi da via Carucci al Raccordo – spiega Corrente – e con quelli in carico al Consorzio di Tor Pagnotta 2 di elettrificazione e palificazione a Fonte Laurentina”. Lavori conclusi (consegnati il 28 novembre) anche su piazzale Douhet, dove il parcheggio dei taxi è stato temporaneamente spostato in viale dell’Aeronautica per realizzare il passaggio per il filobus e il nuovo posteggio.

IL TRASPORTO PUBBLICO – Con le nuove linee di filobus, all’indomani della definitiva e completa apertura del Corridoio, il tratto dovrebbe poter essere coperto in circa 18 minuti. Sarà il numero 74 a effettuare il tragitto, quasi interamente all’interno del Corridoio, con circa 15 mezzi impiegati nell’ora di punta. Inoltre ci saranno altre due linee filobus a servizio del quadrante: la 72, che collegherà Laurentina con il Campus Biomedico, e la 73 che collegherà Trigoria con piazzale dell’Agricoltura. In relazione al Corridoio subiranno modifiche anche le linee 044, 073, 071 e 731, mente la circolare di Trigoria (il 795) diventerà di quartiere. In questi mesi si è invece risolta la vicenda legata alla possibile soppressione del bus 763, contro la quale non sono mancate le proteste dei cittadini di Cecchignola. Questa linea è stata invece potenziata grazie all’accordo con la Città Militare per il passaggio (dal lunedì alla domenica), fino alle ore 21, su viale dell’Esercito. “Inoltre – ha spiegato il Consigliere Corrente – per non penalizzare il quartiere è stata aumentata la frequenza e il periodo di esercizio – fino a mezzanotte e mezza, ndr – della linea 721, che lo collega alla metro”.

L’ULTIMO TRATTO – Nei mesi scorsi si era aperto un ampio dibattito in merito al destino dell’ultimo tratto del Corridoio in prossimità della stazione Metro Laurentina. Su questa porzione di strada (da via dell’Umanesimo), il progetto prevedeva il rientro del filobus nel traffico ordinario, senza quindi alcuna corsia preferenziale. La volontà dell’Amministrazione è stata però quella di rivedere il progetto (con l’ausilio di Roma Servizi per la Mobilità) per proseguire la preferenziale fino alla stazione della Metro. Questa ipotesi ha immediatamente attirato le critiche dei cittadini della zona, preoccupati per le alberature, i marciapiedi e il restringimento della via. Il Consigliere Stefàno su questa tematica ha voluto sottolineare che “anche nel tratto da Umanesimo alla Metro Laurentina si farà la preferenziale, ma solo in prossimità degli incroci semaforici”. Il motivo di questa decisione, ha spiegato il Presidente della Commissione comunale, “è dovuto all’impossibilità di realizzare una corsia continuativa, come spiegato dallo studio di Roma Servizi per la Mobilità, sia a causa di problemi legati alla raccolta dei rifiuti porta a porta, che per la presenza di alcuni passi carrabili”. Lungo questo tratto gli impianti semaforici sono due, quello di viale dell’Umanesimo e quello di via dei Corazzieri. Ora, se i lavori dovranno essere conclusi entro gennaio e i collaudi dovranno essere realizzati sull’intero asse viario, ipotizziamo che nelle prossime settimane verranno fatte anche queste nuove porzioni della corsia. Dalle opposizioni in Municipio IX non mancano le perplessità sul mantenimento delle tempistiche. È il Consigliere Dem Alessandro Lepidini a sottolineare che questo progetto va avanti con lentezza da diverse consiliature: “Siamo alla metà del mandato della Raggi e abbiamo solo i proclami. Il problema saranno i due mesi di collaudi – spiega Lepidini – che coinvolgeranno tutti e sei i chilometri dell’infrastruttura: c’è da sperare che tutto vada per il verso giusto. Magari per le prossime occasioni sarebbe meglio fare maggiore attenzione alle dichiarazioni sensazionalistiche”.

Leonardo Mancini


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