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Corridoio mobilità, tra mosse elettorali e malcontento

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corridoiomobilità giugno2013

Alemanno inaugura, senza presentarsi, 1,5 km di corsia preferenziale sulla Laurentina

MUNICIPIO IX – I corridoi della mobilità sono un tema ampiamente trattato dai media locali e, recentemente, anche da alcune inchieste di respiro nazionale. L’attenzione di Report sulle presunte tangenti intascate da Riccardo Mancini, ex Ad di Eur Spa, uomo di fiducia dell’ex Sindaco Alemanno, hanno infatti contribuito a riaccendere i riflettori su una vicenda dai contorni opachi. Ma la storia del corridoio e dei suoi mezzi di trasporto, è molto più antica. “Il progetto iniziale – ricorda il neo Presidente del Municipio IX, Andrea Santoro – nasce con la tratta Eur Tor de’ Cenci, sulla quale si voleva realizzare una tranvia. Successivamente si è deciso, visto che c’erano anche gli oneri per il Consorzio Tor Pagnotta 2, di fare un mezzo più leggero, sempre su corsia riservata. L’idea di realizzare il filobus nasce così, insieme a quella di allargare la copertura inizialmente prevista, creando una rete di trasporto pubblico. Oltre ad Eur-Tor de’ Cenci venne pertanto inserito anche il percorso Laurentina-Tor Pagnotta-Trigoria, più un altro sistema di corridoi della mobilità che, con lo stesso costo, andava a toccare più quartieri. L’obiettivo era di realizzare la prima vera rete di trasporto pubblico, su corsia riservata, dell’ex Municipio XII”.

Sappiamo dal CdQ di Tor de’ Cenci e Spinaceto che, tra l’una e l’altra fase, passarono degli anni, durante i quali vennero visionati diversi progetti. Ma alla fine, come ricordava Santoro, la decisione di costruire un altro quartiere nell’agro romano, estendendo i confini di Fonte Laurentina, portò a ragionare anche su altre opzioni. E nacque così l’idea del corridoio che, transitando sulla via Laurentina, ad un certo punto doveva inevitabilmente affrontare un problema: la presenza del GRA e la conseguente necessità di progettare un cavalcavia per superarlo.

Arriviamo al 24 maggio scorso quando, con un certo stupore, sembrava annunciarsi l’inaugurazione del corridoio Laurentina-Tor Pagnotta. “In realtà si è trattato dell’apertura di una corsia preferenziale lunga 1,5 km, all’interno della quale è stato permesso il transito a 4 linee del Trasporto Pubblico Locale. Ma tutti gli altri autobus che devono entrare su via Sapori continuano a non poterne usufruire – ricorda Maurizio Filipponi, portavoce del CdQ Laurentino-Fonte Ostiense, appena eletto al Consiglio Municipale nella Lista Marino – Alle 7 di mattina, con alcuni residenti, siamo andati ad attendere l’inaugurazione di questa tratta, riservata ad alcuni bus, ma Alemanno non si è presentato. D’altra parte si parla di una cosa del tutto inutile. È certamente meglio tenere aperta questa corsia, che lasciarla chiusa, ed infatti noi del CdQ era da settembre dello scorso anno che glielo chiedevamo. Se l’ha fatto adesso, è stato solo per evidenti motivi elettorali”. Ma dopo tanto tempo, se ancora oggi non c’è stata la possibilità di inaugurare qualcosa di diverso da un percorso di 1,5 km, ciò è dovuto, molto probabilmente, alla mancata realizzazione del ponte sul GRA. “Noi vorremmo che fosse rispettata la convenzione che doveva ricalcare la delibera 148 del 2005 – osserva Giuseppe Mannarà, Consigliere eletto tra le fila del M5S – Quella convenzione prevedeva che le concessioni per costruire Tor Pagnotta 2, fossero subordinate alla copertura economica della viabilità esterna, incluso il ponte sul GRA. Questa convenzione è stata disattesa, ed invece noi vogliamo che sia rispettata”. Ad oggi, nonostante l’edificazione di Tor Pagnotta 2 sia quantomeno a buon punto, non si registrano particolari spiragli di luce. E tuttavia, qualche elemento in più alla riflessione, ce lo regala il Presidente del CdQ di Fonte Laurentina, Alessandro Recine: “Noi non abbiamo registrato grosse novità sul fronte del ponte sul GRA. Recentemente, però, l’ex Presidente del Municipio Pasquale Calzetta, quando era ancora in carica, è venuto ad una nostra riunione e ci ha spiegato d’aver partecipato ad un incontro con Roma Metropolitane. In quella sede, pare che proprio Roma Metropolitane abbia proposto di eseguire l’opera, in cambio di altri lavori che il Consorzio Tor Pagnotta 2 dovrebbe svolgere dopo il 2015. Da parte di Tor Pagnotta 2, col cui Presidente siamo in continuo contatto, non abbiamo però avuto alcuna ufficializzazione di quanto riportato”. E la situazione rimane quella che si conosce. Con qualche dettaglio in più perché proprio Roma Metropolitane ha indicato nel febbraio 2014 l’apertura del corridoio, pur senza spiegare, almeno sul proprio sito, come s’intende risolvere la questione del GRA.

Ma se Sparta piange, Atene non ride. Ed infatti dell’altro corridoio, quello per il quale erano stati cercati dei finanziamenti, non si sa più nulla. “Per quanto riguarda il filobus, il CdQ è tutto sommato contento che non siano iniziati i lavori della linea Eur-Tor de Cenci – premette Guido Basso, Presidente del CdQ Tor de’ Cenci – definizione anche impropria, perché questo filobus, dopo esser passato sulla Colombo, raggiunge Tor de’ Cenci solo per vie traverse. È inevitabile che, con le nuove giunte comunale e municipale si debba incominciare una nuova fase di discussione per far sì che i finanziamenti oggi destinati al filobus vengano dirottati sul progetto di una metropolitana che, partendo dall’Eur, arrivi a Tor de’Cenci, marciando sulla via Pontina”. Si tratta, più esplicitamente, della nota proposta del CdQ relativa al “trenino pontino”, un mezzo che, muovendosi in superficie ed in trincea per pochi tratti, sia in grado di connettere l’Eur con i quartieri a sud del Raccordo Anulare. Una proposta che i cittadini avanzano da un po’ di tempo, che reca con sé, come nuovamente espresso da Basso, l’ennesima bocciatura del progetto legato al filobus. “Capisco che i residenti di Tor de’ Cenci – ammette Santoro – siano disincantati: sono 15 anni che si parla di un intervento che poi non vede mai la luce. Ma l’idea del trasporto pubblico serve anche ad impedire al traffico di arrivare in città, dando la possibilità, ai quartieri più periferici, di raggiungere le metropolitane in pochissimi minuti. Non dimentichiamo che oggi, da Tor de’ Cenci e Spinaceto, per raggiungere l’Eur, la mattina si impiegano almeno 40 minuti. Con il filobus, invece, i tempi di percorrenza saranno dimezzati: secondo gli studi realizzati occorrerebbero 18 minuti. Quindi serve investire sempre di più sul trasporto pubblico e di conseguenza serve anche un’opera come il filobus che vada su sede propria. I cittadini, anche in questa campagna l’hanno ribadito, vogliono incrementare il trasporto pubblico. E quello non solo lo rappresenta, ma è anche un servizio di qualità, perché offre la garanzia di tempi certi”.

Ammesso, però, che il percorso avvenga tutto in sede protetta, e non ci sembra questo il caso. Ad ogni modo, prima di gettare la croce sull’amministrazione entrante, sarà il caso di ricordare che il progetto iniziale prevedeva “160 milioni di euro, derivante in parte da finanziamenti regionali, in parte dal CIPE ed in parte dal Comune. A questi, poi – osserva Santoro – si sarebbero dovuti aggiungere in questi 5 anni, dei finanziamenti per i parcheggi di scambio. Questi ultimi fondi, però, non sono stati trovati ed adesso, invece, andranno individuati per portare a termine anche quest’intervento”. O, per meglio dire, almeno quest’intervento. Visto che, come ci ricorda lo stesso Santoro, il progetto originario del centrosinistra, poi venuto meno, prevedeva “una rete di trasporto pubblico che comprendesse un tratto su Eur Castellaccio, in grado di arrivare fino alla stazione di Tor di Valle. Ed un altro tracciato da viale Ignazio Silone fino a Castellaccio. Peccato che, con Alemanno, questa rete sia diventata un pezzettino di corridoio sulla Laurentina”. E poco altro, in prospettiva, sulla Colombo. A meno che, e chiediamo scusa per il gioco di parole, adesso non si intenda imboccare un altro percorso: quello che consente una reale inversione di marcia, in favore di una mobilità pubblica sicura ed efficiente.

(tratto dal n. 106 di Urlo: la scena di Roma sud, giugno 2013)

Fabio Grilli