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Dalle montagne russe alle giostrine: ecco come finisce la storia del Luneur

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Cinecittà realizzerà sulle ceneri del Luneur un parco per bambini da 0 a 12 anni.
Il 21 aprile i cancelli del Luneur sono rimasti serrati. La fin troppo ottimistica data di inaugurazione del nuovo parco di divertimenti nel cuore di Roma non è stata rispettata, come non sono state onorate innumerevoli altre scadenze – palesemente fittizie – nel corso di questi anni. L’ultima novità è che è stata confermata l’intenzione da parte di Cinecittà di aprire un parco per bambini, con aree dedicate ad eventi. “Per il territorio è sempre stato importante che l’area del Luneur mantenesse la sua vocazione di parco dei divertimenti – afferma Pasquale Calzetta, Presidente del Municipio XII – La soluzione prospettata riesce a soddisfare questa esigenza. Infatti la società incaricata della riqualificazione si è orientata verso la scelta di realizzare un parco destinato ai bambini della fascia di età 0-12, mentre a Castel Romano nascerà un altro parco tematico per i più grandi”. In realtà, sebbene venga realizzato un nuovo parco di divertimenti, come del resto previsto dal bando di gara che nel 2007 aveva indetto Eur Spa per la concessione dell’area, vinto poi da Cinecittà, e dunque clausola che non può venire meno, in questo modo si snatura quello che è stato per più di 50 anni lo storico luna park di Roma. E anche la scelta di aprire un ulteriore parco, ma a Castel Romano, è un po’ bizzarra, o quantomeno appare poco pratica, in quanto già esiste un luna park (per di più nel cuore di Roma) che andrebbe solo riqualificato. La risposta, puntuale e pungente, arriva da Saverio Pedrazzini, coordinatore degli ex operatori del Luneur, che ci parla di “interesse ad affossare il Luneur per non togliere pubblico al nuovo parco di Castel Romano, ben più fuori mano”. E dello stesso parere è anche Athos De Luca, consigliere Pd di Roma Capitale. Per lui infatti tutta la questione è dovuta agli “interessi dell’Amministratore delegato di Eur Spa Riccardo Mancini, e a quelli di Luigi Abete (Presidente di Cinecittà Studios ndr). In un quartiere come l’Eur un luna park si innestava e si innesta perfettamente. Con la nascita di un parco per bambini c’è la volontà di mandare a casa tutti i proprietari delle attrazioni più grandi, che dovrebbero definitivamente abbandonare l’idea di riprendere le loro attività. Inoltre c’è anche l’aggravante della poca trasparenza con cui viene gestita la situazione, in quanto ancora non ci è arrivato il progetto di Cinecittà sulla riqualificazione del Luneur”. E il consigliere ci parla anche di un dubbio che sempre più si alimenta di questa poca chiarezza: “Si fa presto a dismettere un parco per bambini per poi farci delle cubature sopra”. 

Torniamo al progetto che ha fatto vincere alla società il bando di gara di cui, a quanto pare, non se ne trova traccia. Questa incongruenza instilla dubbi in Pedrazzini: “Nelle varie commissioni fatte è emerso che il progetto presentato da Cinecittà nel 2007 in occasione del bando di gara non c’è, o quantomeno ancora non è stato presentato. Le società partecipanti hanno speso soldi e tempo per realizzare una progettualità coerente con i punti sanciti dalla gara, vinta poi da una società che oggi snatura il Luneur e non rispetta le condizioni del bando”. Sulla questione del “progetto fantasma” si è pronunciato anche l’Assessorato alle Attività produttive del Comune di Roma. “L’Ing. Pompili – continua Pedrazzini – ha dichiarato durante una riunione tenutasi presso la Commissione Ambiente del Comune di Roma, che pur avendolo più volte richiesto nelle varie riunioni non è mai stato possibile esaminare il progetto relativo all’area in discussione”. La regolarità del bando di gara è stata oggetto di diverse interrogazioni dello stesso Pedrazzini al Senato e al Comune di Roma e di due denunce alla procura di cui il coordinatore vede purtroppo “più vicina la prescrizione che una risoluzione”.

Nel mentre le giostre rimangono ferme, nessun movimento sostanziale all’interno dell’area. Agli standisti, coloro che avevano attività di giochi a premi, “è stata offerta una buonuscita di 2.000 euro” come ci racconta Pedrazzini, una somma davvero ridicola per chi ci ha rimesso non solo il lavoro ma soprattutto una vita spesa all’interno del parco. Le altre giostre attendono invece di essere vendute o rimosse, di essere riutilizzate o di vedere che tipo di destino gli è stato riservato.

E, sfiniti da tanti concitati proclami a vuoto, ora la domanda è per quando sia prevista, finalmente, questa mitologica riapertura del Luneur. “Ad oggi – continua Calzetta – sono stati effettuati tutti i passaggi tecnici con l’avvocatura, il Municipio e l’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, che garantiscono alla società le condizioni necessarie per l’inizio dei lavori. Non mi sbilancerei nell’indicare una data, ma posso dire che è già stata presentata la Dia, per cui l’intervento partirà entro i termini di legge previsti”. Anche Gino Alleori, Consigliere Pdl al Municipio XII, vede nella Dia depositata un segnale positivo, ma dice “basta agli annunci ad effetto. Prima si era detto che il parco sarebbe stato riaperto a gennaio, poi ad aprile. Mi auguro che al più presto si passi dalle parole ai fatti. C’è bisogno che il parco venga riaperto e riconsegnato ai cittadini, non di chiacchiere. Il Luneur è stato per molti anni punto di riferimento, di divertimento e di aggregazione per giovani e famiglie e non bisogna dimenticare tutti gli ex operatori che con la chiusura hanno perso il lavoro. Il Luneur era un centro importante per tutta la città e oggi la presentazione della Dia mi fa ben sperare. Auguriamoci che sia la volta buona”.

Anche Enzo Foschi, consigliere Pd alla Regione Lazio, parla di “mancata assunzione di responsabilità e poca chiarezza su tutta la questione. C’è un rapporto diretto tra Comune e Eur Spa, perché è il sindaco che sceglie l’Amministratore delegato di quest’ultima, e l’Eur Spa è una società che è per il 90% del Ministero dell’Economia e delle Finanze e per il 10% del Comune di Roma. Quindi non si capisce perché nessuno sappia nulla e non vengano rispettati gli impegni presi. Se esiste un bando deve esistere un progetto e quest’ultimo deve essere rispettato. Invece pare che anche da parte di Cinecittà non ci sia volontà nel perseguirlo, in quanto anche quando quelle aree vennero coinvolte nel progetto del Gran Premio nessuno si oppose. È imbarazzante inoltre – ha continuato Foschi – che le numerose interrogazioni presentate non abbiano ricevuto risposta. Quelle sono aree che fanno gola e la poca trasparenza con cui si sta gestendo la situazione fa sorgere dei forti dubbi in merito”.
Cosa succederà? Impossibile saperlo. L’unica cosa certa è che non esiste la volontà di riaprire il Parco così come lo abbiamo lasciato. Quello che ci auguriamo fortemente, visto che seguiamo da vicino le vicende legate al luna park dal 2007, è che si faccia chiarezza in primis sul bando di gara, su cui aleggiano fin troppe perplessità. Ma soprattutto che si crei un percorso serio, condiviso e importante con gli ex operatori. Se non per senso di giustizia quantomeno per non continuare ad alimentare quella scandalosa immagine di una Roma fatta di marchette, cosche e interessi che imbarazza sempre così tanto i suoi cittadini.

Serena Savelli