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Eur: la Meloni vuole vendere la Nuvola per affrontare i problemi di Roma

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nuvola flash mod meloni

Dopo la provocazione la replica di Santoro: “Adesso provoca, ma non si è mai detta contraria”

LA NUVOLA – Questa mattina il flash mob dei militanti di FdI davanti al cantiere della Nuvola di Fuksas all’EUR. Presente anche la candidata Sindaco Giorgia Meloni che ha lanciato la sua personale provocazione nei confronti della grande opera ancora incompiuta. “La nuvola è costata 400 milioni di euro e 10 anni di lavoro”, ha detto la leader di FdI. 

VENDESI AL 50% – Giorgia Meloni ha postato sui social un video in cui parla della Nuvola davanti ad un grande cartello ‘Vendesi’: “Vogliamo vendere al 50% la “Nuvola” di Fuksas una delle tante opere sulle quali le precedenti amministrazioni di Roma Capitale hanno buttato i soldi dei cittadini. È una provocazione, ma solo in parte – spiega – 400 milioni di euro il costo della “Nuvola”, 20 milioni di euro solamente all’Archistar Fuksas. Usiamo i soldi dei romani per affrontare i problemi concreti, primo fra tutti quello della manutenzione stradale. Basta sprechi e basta buche”. 

LA REPLICA DI SANTORO – Non tarda ad arrivare la replica del minisindaco uscente, Andrea Santoro, che parla di una provocazione da chi in passato, da Ministro e da Vicepresidente della Camera, non si è mai detta contraria all’opera: “Sorprende la provocazione della candidata sindaco della Capitale, Giorgia Meloni, che vorrebbe vendere la Nuvola di Fuksas per ripianare le buche. Una sparata davvero singolare per la candidata che da ministro del governo Berlusconi non si oppose alla realizzazione dell’opera. Né da vicepresidente della Camera manifestò dissenso quando Gianni Letta, poi sottosegretario nello stesso governo, poneva la prima pietra in cantiere. Nemmeno dichiarò il proprio scontento quando a continuare i lavori con Eur spa c’era Riccardo Mancini, braccio destro di Alemanno, suo collega di partito. Cara Giorgia – conclude Santoro – occhio alle provocazioni. La storia, a differenza di altro, non si ritocca”.

LeMa