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EUR Spa: dal Ministero arriva il no alla vendita

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Colosseo Quadrato

Anche il Ministro Franceschini si oppone alla dismissione, mentre dal Campidoglio propongono un tavolo

LA VENDITA DEI BENI PER IL RISANAMENTO – Sarebbero 40 le persone che potrebbero rischiare il posto di lavoro a seguito della vendita di alcuni dei beni di EUR Spa. Dopo la modifica dello Statuto societario, che ora permetterebbe la dismissione del patrimonio storico, si sono susseguite le dichiarazioni contro l’operazione finanziaria pensata per coprire i costi della Nuvola. La vendita dei palazzi storici dell’Eur “non è praticabile”. Lo ha all’ANSA il ministro della cultura Dario Franceschini. “Sarebbe sbagliato – aggiunge – vendere per fare cassa non immobili qualsiasi ma edifici vincolati e di grande valore storico e architettonico che contengono al proprio interno l’Archivio Centrale dello Stato e musei di grande importanza come il Museo delle Tradizioni Popolari, il Pigorini, il museo dell’alto medioevo”. Una posizione che il Ministro ha poi ribadito anche attraverso il suo profilo Twitter: “Non si vendono per fare cassa immobili di grande valore storico architettonico, sede all’Eur di musei importanti e dell’Archivio di Stato”.

LA PROPOSTA DI ROMA CAPITALE – Intanto dal Campidoglio parte la proposta di un tavolo interistituzionale permanente, tra Ministero dell’Economia e delle Finanze e Roma Capitale, quale luogo di confronto e progettualità per la valorizzazione degli edifici monumentali della società Eur Spa, “nel rispetto della loro destinazione d’uso originale e del preminente interesse pubblico”. Sembra essere questo l’orientamento: “Riteniamo – afferma il Sindaco Marino – che diversi immobili di Eur Spa, in virtù del valore storico, culturale e artistico unico, debbano poter mantenere la destinazione d’uso originale. Siamo pronti, a partire da domani – continua il sindaco di Roma – a riflettere con il ministro Padoan su ogni possibile soluzione sul tavolo, a cominciare da quella del conferimento degli immobili in un fondo pubblico, con l’obiettivo di completare ‘La Nuvola’ e rilanciare l’intera area”.

L’INDIGNAZIONE DEL MUNICIPIO IX – La proposta della Giunta per il tavolo interistituzionale piace molto alla presidenza del Municipio IX, nonostante la forte critica alla gestione dei beni della società: “Se dopo sette anni di annunci puntualmente disattesi, la sola ricetta per concludere i lavori della nuvola di Fuksas è quella di svendere ai privati i musei dell’Eur, licenziare 40 dipendenti, lasciare cantieri fermi ovunque è il caso di ammettere il proprio fallimento manageriale e passare il testimone. Non vuole essere un’accusa – spiega Santoro – ma una presa d’atto. Non possiamo permetterci più che il rimedio sia peggiore del male”. Per Santoro la crisi attuale dennota “Una mancanza di visione complessiva acuita da chi – continua Santoro -, soprattutto nella scorsa consiliatura, ha concorso ad una guida ondivaga di Eur spa, che tra promesse, minacce di speculazioni edilizie, arresti, scelte commerciali azzardate, ha contribuito a produrre in maniera significativa il degrado in cui oggi versa l’intero quartiere, con i suoi cantieri infiniti del Luneur e dell’Acquario, la scampata speculazione nell’area dell’ex Velodromo, l’annuncio dell’acquisto dei palazzi sventrati delle torri delle Finanze che guardano la Nuvola”.

ML