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Ex Velodromo: il Governo risponde sulle polveri d’amianto

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Per il Ministero nessuna dispersione di amianto dopo l’implosione del luglio 2008

L’INTERROGAZIONE IN PARLAMENTO – Il 23 ottobre è stata discussa in Parlamento l’interrogazione sulla dispersione di polveri d’amianto in occasione della demolizione dell’ex Velodromo dell’EUR, avvenuta il 24 luglio del 2008. È stata la deputata penta-stellata, Marialucia Lorefice a richiedere l’intervento del Governo perché si metta in campo una indagine epidemiologica sull’area interessata dalla dispersioni di polveri dopo l’implosione della struttura. Una storia molto lunga e complessa che da anni vede coinvolti i residenti in una campagna per ottenere delle risposte. “In merito alla interrogazione alla Camera dei Deputati sulla vicenda della dispersione di amianto – dichiara l’ex Consigliera in Municipio IX, Matilde Spadaro – vorrei sottolineare come sia apprezzabile la posizione dei deputati Cinque Stelle perché la battaglia per la verità è ancora lunga e per noi avere un appoggio in tal senso è davvero importante”. 

LA RISPOSTA – Sull’interrogazione ha riferito in Aula il Sottosegratario alla Salute, Vito De Filippo, come riportato dal sito Metropoliroma: “Durante la bonifica dei materiali interrati e l’esame delle macerie sono stati effettuati campionamenti di fibre aerodisperse nell’area del cantiere, che hanno dato esito negativo (assenza di fibre di amianto)”. Stessa risposta arriverebbe anche dall’Istituto Superiore di Sanità, come riportato in Aula dallo stesso De Filippo: “ha escluso, nel proprio parere, con ampi margini di probabilità un’esposizione significativa per i cittadini che si trovavano nella zona il giorno della demolizione dell’area del Velodromo olimpico. Inoltre – seguita la risposta del Ministero – rispondendo ad un quesito formulato dal comitato Salute Ambiente Eur nel 2009, l’Istituto Superiore di Sanità rassicurava in merito al fatto che non è stata riscontrata alcuna contaminazione atmosferica causata da fibre di amianto e, poiché tale contaminazione è risultata assente durante le operazioni di rimozione delle macerie, non vi è motivo di ipotizzarla presente durante l’evento della demolizione”. 

LA REPLICA – Marialucia Lorefice non si è però detta soddisfatta dalla risposta alla sua interrogazione ricevuta in Aula: “È stata piuttosto evasiva, – ha detto – non c’è alcun riferimento all’indagine epidemiologica che abbiamo chiesto di avviare. Per questo non ci fermeremo ad un’interrogazione, come parlamentari andremo avanti su questa vicenda per fare chiarezza e per fare in modo che le richieste dei cittadini possono essere ascoltate”. Infatti nel testo dell’interrogazione 5Stelle erano ben chiare le richieste avanzate, come l’avvio di un’indagine epidemiologica: “Finalizzata al controllo dello stato di salute dei cittadini anche all’epoca dei fatti residenti nella zona limitrofa al fine di garantire agli stessi il diritto costituzionale alla salute”. Nel documento, citato da Metropoliroma, si ricorda come a seguito dell’implosione “si sprigionava una enorme nube di polveri che si diffondeva in un’ampia area residenziale, senza un preventivo monitoraggio ambientale” e che dalla relazione conclusiva pubblicata dall’Asl Rmc successivamente alla bonifica dell’area “è emerso che dei 4.535 chilogrammi di materiali in cemento amianto rinvenuti nell’area almeno 130 chilogrammi sono sicuramente coinvolti nell’implosione, con la conseguenza che vi è stata certamente dispersione di amianto nell’aria”. 

Leonardo Mancini