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GRA BIS: tegola o opportunita’ per il territorio?

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Prossima la realizzazione di un Raccordo Anulare bis, esterno al GRA e a pagamento. Interesserà l’agro pontino e buona parte del Municipio XII.


La piccola borgata di Tor de’ Cenci mai, come in questi ultimi mesi, è stata al centro di polemiche ed attenzioni. Bastava la vicenda legata alla chiusura del campo nomadi, per far uscire il quartiere dall’anonimato cui, media e politici cittadini, lo avevano relegato per anni. Ed invece, gli onori della cronaca sono stati saldamente conquistati, ma i residenti ne avrebbero fatto volentieri a meno, per il vespaio ingeneratosi sulla realizzazione della nuova autostrada Roma-Latina e per lo scempio della Bretella Tor de’ Cenci- A12.

E proprio con quest’ultima ci eravamo lasciati, prima delle vacanze, raccontando di un Consiglio Straordinario durante il quale, finalmente, ai cittadini veniva presentato il progetto esecutivo, poi approvato in Conferenza di Servizi all’unanimità. Con un certo stupore i presenti avevano constatato il pressappochismo di un’Amministrazione regionale, in quel caso rappresentata dall’Assessore Malcotti (Pdl) che, presentando il tracciato delle Bretella, non si era accorto di un lapalissiano errore: al posto di Torrino-Mezzocammino, il popolato quartiere che sarebbe fortemente danneggiato dalla realizzazione dell’opera, era indicata una vasta area rurale. Come a dire, lì non diamo fastidio a nessuno, fatto salvo qualche pastore ed il suo gregge.

Archiviato, per il momento, il discorso sulla Bretella, torniamo a parlare di Tor de’ Cenci per un’altra vicenda, legata sempre agli sviluppi trasportistici del quadrante. La notizia, in questo caso, è relativa alla prossima realizzazione di un Raccordo Anulare bis, esterno rispetto all’attuale GRA ed a pagamento. Un’opera che interesserà il piccolo quartiere dell’agro pontino, come una buona parte del territorio municipale.

“Contrariamente a quello che è successo per l’altra opera, dove abbiamo dovuto un po’ rincorrere gli eventi, facendo un Consiglio straordinario – ammette Pasquale Calzetta, Presidente del Municipio XII – questa volta siamo stati informati per tempo, forse anche perché siamo stati notevolmente contrariati rispetto al modo di proporre le cose, e particolarmente, per l’assenza di un confronto col territorio. Ho chiesto un appuntamento all’ANAS ed ho parlato con i progettisti che ci hanno spiegato un po’ la situazione – ci informa Calzetta – Ci hanno detto che si sta ancora nella fase di un progetto molto preliminare, si è aperta una pre-conferenza di servizi e quindi c’è tutto il tempo per poter vedere, studiare e soprattutto proporre eventuali modifiche”.
E senza dubbio delle modifiche, anche sostanziali, dovranno esservi. Perché, stando al progetto preliminare che abbiamo avuto modo di esaminare, il rischio questa volta non è soltanto quello di deturpare un’area, peraltro sottoposta a vincoli ed a ridosso di due quartieri, come era per via del Risaro, questa volta il pericolo è che, oltre alla definitiva devastazione della vallata dove un tempo si coltivava il riso, verranno seriamente danneggiate altre zone verdi, di gran pregio.

“Siamo in piena area naturale protetta – ci segnala Ferdinando Bonessio, Presidente dei Verdi Lazio, quando ci mostra il progetto – qui l’autostrada taglierà per il casale della Perna, per trovarsi
completamente all’interno di terreni agricoli, molti dei quali convertiti ad agricoltura biologica. Dopodichè comincia a costeggiare la stazione radio militare su via di Vallerano…” e la descrizione sarebbe veramente lunga perché quest’autostrada, che si estende per 34,5 km, servirà a mettere in comunicazione l’aeroporto di Fiumicino con Fiano Romano e San Cesareo. “Il limite di tutta questa operazione è che ci stanno proponendo un modello di sviluppo del secolo scorso, dove la parola intermodale che viene ripetuta, prende in giro i cittadini romani e non solo – spiega Bonessio – Lasciano supporre che ci sia del trasporto pubblico, possibilmente su ferro. In realtà questo tracciato interseca delle linee ferroviarie già esistenti. Qui – indicando la zona di Tor de’ Cenci – si parla di un corridoio della mobilità ben al di là da venire, e gli abitanti lo sanno che se si vuole raggiungere una linea su ferro si deve arrivare almeno all’Eur. Poi, proseguendo verso la Laurentina, incrocerebbe l’altro corridoio della mobilità – ormai impantanatosi sull’ipotesi del cavalcavia sul GRA, troppo costoso – e andando ancora avanti la Roma-Cassino sulla linea Capannelle-Ciampino, poi l’alta velocità… insomma, tutte linee che quando ospitano il traffico regionale, negli orari di punta, sono strapiene di pendolari. E poiché il tracciato si interseca con gli scambi ferroviari già esistenti, senza potenziarli, l’intermodalità – si chiede il Presidente dei Verdi Lazio – dove starebbe?”
Anche il Cdq di Tor de’ Cenci, informato dell’opera commenta: “Sulle prime abbiamo pensato, ma siete matti? Già c’è un casino per la Bretella, adesso tirate fuori pure l’autostrada? Poi ci hanno spiegato che si incanalerà sulla Bretella stessa… però abbiamo capito una cosa: il problema dell’intermodalità non è per niente affrontato. Anzi, direi, che siamo in presenza del buio più assoluto”.
Eppure, l’operazione complessiva non costerà poco. “Stiamo parlando di un percorso di 34 km, che costerà quasi 1 miliardo e 700 milioni, di cui 410 ricevuti dalla Comunità Europea, sono già disponibili, il resto – ricorda Bonessio – sono da reperire con lo strumento del project financing”. Un progetto meno costoso della Roma-Latina, e comunque molto oneroso. E, per tornare sempre al parallelismo con l’altra grande opera viaria, c’è da sottolineare una cosa. “Nel caso della Roma-Latina hanno prodotto delle valutazioni parziali, e non si dovrebbe fare. Invece, in questa circostanza – effettivamente allo studio in una preconferenza di servizi – l’Europa prescrive che bisognerà farle nell’insieme. Non soltanto per la Valutazione di Impatto Ambientale, ma anche per la Valutazione Ambientale Strategica, che considera l’impatto sociale, sull’economia, sul tessuto antropizzato, in una visione più complessiva e non attraverso una parcellizzazione che ne fa inevitabilmente perdere il senso ed il peso dell’opera sul territorio. Cosa, ripeto, che secondo noi è avvenuta per la Roma-Latina”.

E dopo aver esplorato le tante difficoltà di un progetto che prevede un tunnel di quasi 6 km da scavare sotto l’Appia Antica (sic!), la devastazione della Tenuta Pallavicini, l’attraversamento dei campi coltivati a Frascati DOC e DOCG, va fatta una considerazione importante: il Municipio XII, anche sulla scorta di quanto accaduto per la Bretella, sta cercando di avviare un confronto con i cittadini, per valutare dove sarà possibile intervenire.

“Il 18 ottobre, vorrei tenere un’assemblea in Municipio, per svolgere una presentazione del progetto – ci anticipa Calzetta – Ho già avuto la disponibilità dell’ANAS, la stiamo chiedendo anche agli Assessori comunali, al fine di fare un confronto reale. Inviteremo i cittadini, i comitati e coloro che vorranno intervenire, per fare in modo di dare tutte le informazioni necessarie in nostro possesso. Anzi, le forniranno direttamente i progettisti. E poi, naturalmente, io chiederò che sia data al Municipio, ma anche ai cittadini, la possibilità di proporre delle controdeduzioni a questo intervento. Che è molto pesante, perché non interesserà soltanto la parte di Decima e dunque della cooperativa, ma anche tutta la parte di Castel di Leva. Per la verità nel progetto che ci è stato consegnato – riconosce Calzetta – ci sono almeno quattro proposte di percorso, che naturalmente stiamo vedendo. Ma lo vogliamo fare in tutta trasparenza, coinvolgendo i cittadini ed i comitati, perché non succeda come l’altra volta per lo svincolo Tor de’ Cenci del quale non ci era stato detto nulla. Questa volta siamo stati coinvolti da subito e quindi ritengo assolutamente opportuno organizzare un incontro con la più ampia partecipazione possibile”.

Fabio Grilli