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I CITTADINI DEL CASTELLO DELLA CECCHIGNOLA PAGHERANNO PER GLI ERRORI DEL COMUNE?

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A maggio l’esito del contenzioso relativo all’esproprio dei terreni.
Il 28 marzo circa cento cittadini hanno partecipato alla riunione pubblica in Piazza Castello della Cecchignola, promossa dal Comitato di quartiere per fare il punto sulle questioni urbanistiche dell’area.
Il Piano di Zona del 1985 prevedeva la realizzazione di cinque scuole, un centro commerciale, un centro civico (con l’acquisizione del Castello), banche, Poste ed un parco attrezzato, progetti mai realizzati. I cittadini sono ormai abituati a convivere con un quartiere desolato dove è necessario spostarsi altrove, per raggiungere i servizi fondamentali. “Il Sindaco non ha ancora risposto all’interrogazione che abbiamo fatto il 6 marzo 2009 su come l’amministrazione intende sanare l’assenza di servizi nel quartiere” ha affermato il presidente del CdQ, Daniele Ricciardi. Inoltre la Corte d’Appello di Roma ha condannato il Comune a risarcire 13 mln di euro per il contenzioso relativo all’esproprio dei terreni della famiglia Torlonia. Ma il Comune, nel corso della riunione del 27 marzo 2009 in Commissione Urbanistica, ha negato l’acquisizione dei terreni nel patrimonio comunale. Chi sarà a pagare? I cittadini? “L’esproprio dei terreni è un problema che coinvolgerà tutta Roma” sostiene Matilde Spadaro, ex Assessore all’Ambiente del Municipio XII ed oggi consigliera PD, “credo sia necessario chiedere un fondo governativo per questo problema: non si può lasciare tutto in mano al Comune o ai cittadini. È assurdo che siano gli attuali residenti del quartiere a pagare”. Ma non sono solo gli abitanti degli appartamenti siti sui terreni della famiglia Torlonia a doversi preoccupare, ma anche gli altri residenti negli edifici del Gruppo Fonte Meravigliosa stanno vivendo una situazione simile. “Per questi terreni il Comune ha promosso un ricorso verso una sentenza del 2007 del Consiglio di Stato che aveva riconosciuto l’illegittimità del loro esproprio dal Piano di zona, condannando il Comune stesso alla loro acquisizione e a pagare un risarcimento di 195 mln di euro”. Questa cifra, in realtà, non è definitiva, ma solamente una previsione di stima dei danni. A maggio si svolgerà l’udienza per quantificarla definitivamente. “Ricordiamo che l’Ufficio Espropri nel 2008 ha rimandato all’esito dell’udienza le eventuali conseguenze patrimoniali per i proprietari degli appartamenti” precisa Ricciardi. Se saranno gli attuali residenti a pagare, quindi, lo sapremo presto. “I cittadini non sanno di avere un forte potere – conclude la Spadaro – c’è ancora poca partecipazione. Ognuno di noi dovrebbe dedicare una parte del proprio tempo alla politica, per la sicurezza e il benessere dei nostri stessi quartieri”.

Arianna Adamo
Urloweb.com

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