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I cittadini insorgono contro la nuova cabina Acea di via Millevoi

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millevoiacea

Infuria la polemica sull’operato del Municipio che non ha espresso un parere

Tratto da Urlo n.118 ottobre 2014

MILLEVOI – Uno spicchio di città, che sta per essere sommerso da nuove edificazioni, ha perso la sua vocazione a verde pubblico per permettere l’installazione di una nuova cabina primaria dell’Acea. Il caso riguarda il quartiere Giglio in zona Millevoi dove, ben 5000 mq destinati a “Verde Pubblico” sono stati convertiti in “infrastrutture tecnologiche”. L’opera non servirà i residenti, ma bensì le nuove edificazioni previste in tutto il quadrante. Di fatto sorgerà una struttura lunga 38 metri alta 5 e larga 9, senza contare i tralicci. L’impianto, poi bloccato dalla Soprintendenza, era inizialmente previsto sul lato opposto di via della Cecchignola. Nel 2011 durante la conferenza di servizi, gli attori coinvolti hanno espresso parere positivo per l’opera. L’autorizzazione rilasciata ha avuto bisogno di una proroga che, dal maggio del 2013, ha portato un anno dopo alla cantierizzazione dell’area. I lavori sono andati avanti nonostante alcune iniziative molto partecipate promosse dal Cdq Millevoi-Ardeatina e la richiesta da parte del Municipio IX di sospendere i lavori. “L’area era destinata a verde – spiega il Capogruppo di Fi al Municipio IX, Massimiliano De Juliis – L’unica cosa mancante era una variante urbanistica per trasformare la zona in infrastrutture tecnologiche”. Ogni delibera necessita di un parere del Municipio di competenza prima di essere discussa e votata in Assemblea capitolina ed il Municipio può approvare, bocciare o dare delle prescrizioni. “Il Municipio IX, non ha espresso alcun parere ed è il motivo per cui, una volta che la delibera è arrivata in Assemblea capitolina, è stata approvata senza neanche una osservazione”. Su questa vicenda abbiamo ascoltato il Presidente della Commissione Ambiente municipale, il Consigliere Pd Alessandro Lepidini: “Il parere è obbligatorio ma non vincolante. Per costringere l’Amministrazione a ragionare sulla vicenda, dovevamo avere tutta la documentazione e costruire un parere forte”. Lepidini spiega poi quali siano state le difficoltà nell’ottenimento dei documenti: “La delibera ci è arrivata il 20 dicembre 2013 con la scadenza per il parere fissata per l’8 gennaio, ma non ci è stata consegnata la documentazione richiesta. Alla fine abbiamo deciso di chiedere una proroga sulla quale non si sono nemmeno degnati di rispondere”. Per il Consigliere De Juliis il comportamento della maggioranza municipale non manca di sorprendere: “La documentazione mancante è arrivata il 15 gennaio. Infatti l’Assemblea Capitolina ha rinviato la discussione in aula per tre volte per aspettare il Municipio fino al 25 febbraio. Questo significa che il Municipio ha avuto un mese e mezzo per fare i dovuti approfondimenti e per esprimersi. L’argomento è stato trattato in Commissione solo il 9 gennaio e il centrosinistra non ha espresso parere, ha preferito indicare delle perplessità”. Molti dubbi sono stati avanzati sull’iter seguito per l’inizio dei lavori. Secondo il Consigliere Lepidini la disciplina applicata per la cabina, che va a coinvolgere il Comune, non sarebbe esatta dato che la Conferenza di Servizi è stata organizzata dalla Provincia: “Probabilmente non si doveva procedere con una variante urbanistica – spiega Lepidini – Hanno applicato una procedura legislativa non pertinente che gli ha dato modo di andare avanti più velocemente”. Per l’opposizione l’errore discriminate in tutta la vicenda rimane comunque quello di non aver espresso alcun parere in Consiglio: “Chi ha acquistato la propria casa sapendo che ci sarebbe stato un parco e tra poco si troverà con queste infrastrutture ha subito un danno. Non è escluso che si possa chiedere un risarcimento – aggiunge De Juliis – magari a chi ha votato la variante oppure al Municipio che non ha espresso alcun parere. Stiamo alzando il livello procedendo con la presentazione di un atto in Campidoglio tramite i consiglieri Cozzoli e Quarzo”. I cittadini del Cdq in ogni caso non demordono, cercando di far sentire le loro ragioni in tutte le sedi competenti: “Purtroppo – ci spiega il Presidente del Cdq, Roberto Benedetti – l’interlocuzione con Acea è stata difficile sin dal principio, in quanto l’utilità e l’economicità dell’opera per loro sembra assodata. Noi andremo avanti con la nostra posizione sullo spostamento della cabina, seguiremo tutte le vie possibili per bloccare l’opera che consideriamo estremamente invasiva. Stiamo anche valutando la possibilità di organizzare al più presto una nuova manifestazione”.

Leonardo Mancini