Home Municipi Municipio IX

Il corridoio intermodale Roma Latina: se si fara’, nuova autostrada o nuova Pontina?

SHARE

Dalla Capitale a Latina un asse viario a tre corsie. Costo: un miliardo di euro. Un’opera che si modifica negli anni, da Storace alla Polverini.

Vale la pena riprendere un discorso mai sopito per parlare di una grande opera di collegamento stradale che, dalla Giunta Storace in poi, è stata appellata con vari nomi: “Corridoio Tirrenico Meridionale”, ribattezzata “Super Pontina” da Marazzo, infine trasformata, dalla Polverini, in “Nuova Pontina”. Parliamo della strada che collegherà Roma a Latina.
Sono in previsione, nel Lazio, due grandi opere strategiche di comunicazione viaria, per le quali, “la Regione Lazio ha avviato, il 28 settembre 2007 – si legge sul sito di StradeAnas – la procedura di approvazione presso il CIPE del progetto definitivo dell’intervento”. Queste due opere riguardano l’intervento “A12 -Pontina-Appia” e l’intervento “Bretella Cisterna-Valmontone”. A dirla tutta, già il 21 dicembre 2001 il Comitato Interministeriale di Programmazione Economica, aveva inserito queste due strade tra le opere strategiche da realizzarsi con la Legge Obiettivo. Tuttavia in seguito si era deciso di procedere con una modifica, come si legge sempre sul sito dell’ANAS, tesa ad offrire una “nuova localizzazione dell’opera con relativa reiterazione della Valutazione dell’Impatto Ambientale rispetto a quanto approvato, sul progetto preliminare, dal CIPE nel settembre del 2004; a seguito delle variazioni progettuali introdotte”.
Riassumiamo. Giunta Storace: nasce la prima proposta di realizzare un collegamento tra Roma e il basso Lazio, il cosiddetto Corridoio Tirrenico Meridionale. Si tratta di un’autostrada che congiungerà Fiumicino con Formia avente una bretella, all’altezza di Valmontone, di saldatura con l’A1. E’ un’opera titanica, a forte impatto ambientale. I Verdi e molte associazioni ambientaliste denunciano la possibile devastazione di ben due riserve naturali, caratterizzate da primaria importanza per la fauna e l’avifauna stanziale e migratoria: Decima Malafede e la Riserva Statale del litorale romano. Andrebbero poi aggiunti i danni arrecati al reticolo idrografico del basso Lazio, in particolare relativo alla Sorgente Mazzoccolo che rifornisce d’acqua Formia e Gaeta. Si denuncia, inoltre, l’erosione di migliaia di ettari coltivati nell’agropontino, con ricadute sul mercato ortofrutticolo di Fondi. Risultato: Storace incassa una sconfitta nelle aree dove maggiore è la sua penetrazione. Fenomeno reso palese dalla manifestazione di Latina del 2004, alla quale presero parte circa 10.000 persone che reclamarono la chiusura del progetto, ponendo fine alla vicenda del Corridoio Tirrenico Meridionale.
Capitolo successivo. Giunta Marrazzo. Il CIPE recepisce la richiesta di utilizzare i fondi destinati al progetto di Storace per realizzare la Super Pontina, cioè un’unica parte del tracciato: la Roma-Latina e la Cisterna-Valmontone. “La decisione – spiegava Marrazzo alla stampa il 3 dicembre 2005 – è stata presa perché su questo tratto ci sono delle criticità e delle emergenze che hanno priorità su tutto. La nostra richiesta è nata dall’idea che il Corridoio Tirrenico Meridionale era un progetto rifiutato dai cittadini, ma anche dalle esigenze delle infrastrutture”. Il movimento “NO Corridoio” che fino ad allora aveva montato la protesta tira un sospiro di sollievo. L’opera che propone il nuovo governatore è meno impattante, non fosse altro perché il tracciato è decisamente più breve.
Eccoci ai giorni nostri. La Polverini, giocando un po’ con le parole, ha ribattezzato il tracciato Nuova Pontina. “Il progetto definitivo prevede la realizzazione del collegamento autostradale Roma-Latina con inizio sulla Pontina in località Tor de’Cenci (esternamente al GRA), e fine a Latina località Borgo Piave, per un totale di 55 km circa. L’opera viaria consiste nella realizzazione di un’autostrada a tre corsie per senso di marcia da Roma (Tor de’ Cenci) ad Aprilia Nord e di un’autostrada a due corsie per senso di marcia nel tratto tra Aprilia Nord e Latina” si legge sempre sul sito StradeAnas.
Di nuovo c’è che nel marzo 2008, tra l’ ANAS e la Regione Lazio, viene costituita una società mista denominata Autostrade del Lazio S.p.a, che dovrà predisporre un bando di gara per la realizzazione del progetto integrato Corridoio intermodale Roma-Latina e Collegamento Cisterna-Valmontone. Successivamente avrà l’incarico di aggiudicare la concessione ad un privato, che si assumerà l’onere del 60% dei costi e sul quale vigilerà per la realizzazione e la gestione dell’opera.
L’importo complessivo risulta di 1.031 mln di euro per il tratto Pontina “Tor de Cenci -Latina” e 637 per quello Cisterna-Valmontone. Iva esclusa. Una cifra importante, di cui lo Stato dovrà sovvenzionare il 40%.
E sui costi, oltre che sul progetto complessivo, si scopre quello che in precedenza, con il passaggio Storace-Marrazzo, non è stato evidenziato: il malcontento.
“Il movimento a quel punto, con l’investitura di Marrazzo, non c’era più – ci confida il rappresentante del Comitato No Corridoio, Gualtiero Alunni – Il sindacato si era spostato sulle posizioni del nuovo governatore. Persino Legambiente, che era stata una delle avanguardie della battaglia contro Storace, divenne favorevole alla proposta del nuovo governatore. E con questa operazione si spaccò il movimento”. L’obiettivo fu allora quello di ricostruire, pezzo dopo pezzo, nodo dopo nodo “perché questo Comitato ha una particolarità adesso, siamo una rete, con tanti nodi e nessuna affiliazione politica. Ad ogni città che verrà attraversata dalla nuova autostrada corrisponde un nodo, fatto di Cdq, associazioni ambientaliste come il WWF o Italia Nostra, iniziativa privata ed associazioni di semplici cittadini” prosegue Alunni che tiene a precisare, quando parla del progetto di Marrazzo come di quello della Polverini, che “non si tratta di chiamarla Super o Nuova. Non è la Pontina. Si tratta di un’autostrada classificata come A, e quindi al pari, per esempio, dell’Autostrada del Sole. E poi la Pontina parte da Roma ed arriva a Terracina, mica si ferma a Latina come vogliono fare con questa”. Nemmeno sul discorso della messa in sicurezza c’è accordo. “La Pontina è la seconda strada per numero di morti in Italia, dopo la Romea, quindi va messa in sicurezza. E se la trasformano in autostrada, la rendono certamente sicura. Ma il 70 % circa degli incidenti mortali si verifica nel tratto Latina-Terracina, cioè in quello che non sarà interessato dal progetto”.
Come affrontare il problema della mobilità verso Roma? “Bisognerebbe cercare di ridurre il flusso di auto verso Roma, attraverso l’intermodalità che dà il nome al progetto. Noi proponiamo la cura del ferro. Dal momento che la TAV ha liberato 26 corse sulla tratta Roma Napoli, che interessa pure Latina, noi suggeriamo di mettere in rete vettori che possano portare i pendolari nella Capitale. Con un costo di circa 5 mln per ogni treno, sapendo che basterebbe acquistarne 10, già avremmo fatto un passo significativo. In aggiunta la costruzione di una metropolitana leggera Roma-Pomezia-Ardea, garantirebbe per queste aree a forte urbanizzazione una buona alternativa all’utilizzo dell’auto. Con un basso impatto ambientale, e una riduzione di tempi e costi, completando il tutto con parcheggi di scambio”. Insomma una serie di iniziative finalizzate al rilancio del trasporto pubblico. Laddove, in un progetto definito Corridoio “Intermodale” Roma Latina, non se ne vede traccia. Attendiamo riscontri.

Fabio Grilli