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Il mercato di Largo Sergi si spostera’ a Casal Brunori

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Tutti d’accordo sulla necessità del trasferimento, ma divisi nella scelta dell’area.

La costruzione del PvQ in via di Mezzocammino, sebbene ancora in cantiere, sta producendo una serie di ricadute sul territorio, che ineriscono anche l’aspetto della partecipazione democratica andando a disegnare un quadro complesso, fatto di incontri, proposte, trattative e talvolta discussioni che vale la pena di approfondire. Anche per capire come, spesso, il lavoro dei nostri amministratori sia tutt’altro che agevole, quando si interagisce con molti attori. Senza dimenticare che, d’altra parte, questo scambio, questo intreccio di legittimi interessi, anche quando porta a contrapposizioni nette, costituisce il sale di un sistema democratico moderno. Basato sulla dialettica. Tesi, antitesi e sintesi.
Il tema, stavolta, è quello dello spostamento del mercato di Largo Sergi. Dall’attuale area al futuro sito, nella vallata di Casal Brunori, si contano meno di duecento passi. Eppure, da qualsiasi punto la si guardi, si notano differenze sostanziali.
A proporci un’interessante prospettiva, scolpita nella sua coerenza, è Mario Turco, Presidente dell’Associazione Amici del Parco. La premessa è granitica: “Il mercato così com’è risulta insostenibile per gli abitanti del quartiere”. C’è un problema di igiene. “Nei giorni di mercato si crea una situazione indecente, a causa delle buste. L’AMA pulisce la zona del plateatico, ma non si cura delle strade adiacenti e soprattutto del parco, dove il vento trasporta tutte queste buste, riempiendolo di immondizia”. Inoltre, data l’assenza di bagni chimici, il personale esercente, qualora ne abbia necessità, è obbligato a sopperire a tale carenza utilizzando gli abbondanti, limitrofi spazi verdi del parco.  La soluzione proposta consiste nel trasferirlo di qualche centinaio di metri, verso la vallata di Casal Brunori.
Realizzando, ci spiega l’Assessore all’Urbanistica e Vicepresidente del Municipio XII Maurizio Cuoci, “una nuova piazza, delimitata da un muretto ed una recinzione che permetterà l’apertura e la chiusura del mercato. Con bagni pubblici ed un piccolo parcheggio per i clienti”.
Il progetto è indubbiamente all’insegna della riqualificazione. L’individuazione del sito è giunto per esclusione e per necessità. La necessità nasce dall’inevitabile spostamento del mercato, a causa dei lavori sul PvQ di Spinaceto.  Pertanto “andava trovata un’altra area” riconosce Cuoci. Nello sceglierla  “abbiamo preso atto di un parere dei vigili urbani, che ci vietava di ricollocare il mercato in via di Mezzocammino durante l’esecuzione dei lavori”. La motivazione addotta era che, ci ricorda il VicePresidente, “avrebbe bloccato il transito di quella che è diventata un’arteria di scorrimento e di collegamento fra vari quartieri”. Un problema su cui nessuno solleva obiezioni, quello della viabilità. Un tratto di strada che il sabato è effettivamente molto transitato e caotico. 
Poi ci sono i cittadini dell’Associazione Vivere In e del Comitato di Quartiere di Casal Brunori. Loro costruiscono l’antitesi, nel pensiero dialettico. E sono molto determinati nel sostenere la propria posizione di assoluta intransigenza rispetto alla collocazione del mercato nella vallata per un motivo di ordine ambientale. Quell’area è interessata dalla realizzazione, ancora su carta, del PvQ di Casal Brunori. E per ragioni anche di carattere sanitario. Sotto la zona del futuro mercato, è presente un depuratore. L’Assessore ci rassicura: “Ci è arrivata una comunicazione dell’Acea. Ci ha informati del fatto che il depuratore, allo stato attuale, non è attivo. Inoltre la stessa Acea ne ha in programma la dismissione e quindi lo smantellamento totale”.
Ma i cittadini, sebbene siano a conoscenza di questa lettera, sono preoccupati. È quanto emerge dagli interrogativi che pone Renato Feliciani,  Presidente del CdQ Casal Brunori, allorquando dichiara che  “se un depuratore  è stato dichiarato non operativo, per quale motivo ogni settimana viene acceso? Vediamo fumi che escono. La verità è che noi sappiamo perfettamente che tutte le fogne di Casal Brunori continuano a buttare da quella parte, perché nessuno ha ancora comunicato che è stato aperto un ramo in via Ostiense”.
Inoltre, l’area interessata alla realizzazione di quest’opera sottrarrà una porzione di superficie pari a 11.000 mq al PvQ. Una rinuncia che, a onor del vero, potrebbe risultare temporanea. Tale è infatti il carattere del progetto di trasferimento del mercato. Temporaneo e per un anno e mezzo. Ma Cuoci su questo punto non si mostra affatto intransigente. E dichiara che “ci riserviamo di fare una verifica di qui a 18 mesi. Se quel mercato funziona possiamo pure ipotizzare una stanzialità.” Cosa che gli abitanti del quartiere non vedrebbero di buon occhio. Ed allora quale altra prospettiva potrebbe derivarne?
Feliciani, conscio della necessità di trasferire il mercato, che giudica privo dei requisiti igienico sanitari, ha avanzato altre proposte, dal parcheggio dell’Elite sulla Colombo, all’ex campo nomadi di Tor de’ Cenci. Suggerimenti non particolarmente apprezzati, dal momento che per Cuoci, “l’unica altra allocazione possibile è rimetterlo nel sito originario, a largo Sergi.”
Una domanda, a denti stretti, il CdQ se la sta ponendo. “Dopo la bocciatura dei vigili urbani di spostare il mercato in via di Mezzocammino, come si è scelta la nuova, attuale, area? – si chiede Feliciani – Ci stiamo rendendo conto che ci sono una serie di passaggi che vengono fatti con atti amministrativi che non esistono. Io mi chiedo come può un’amministrazione pubblica appaltare  un lavoro di un milione e 700.000 euro ad un costruttore privato senza fare una gara che sia pubblica”, insiste il Presidente del CdQ. Che, tra l’altro, tra i primi a livello nazionale, ha deciso di ricorrere al TAR col nuovo strumento di giurisprudenza attivo da gennaio, la Class Action.
La questione non è conclusa. La dialettica è difficile da praticare. Eppure, a ben vedere, un elemento di comunione lo si rintraccia proprio nel Punto verde qualità. In questo caso l’amministrazione, rappresentata sempre dal Vicepresidente municipale, lascia aperto uno spiraglio interessante. “Non appena verrà presentato un progetto preliminare per la riqualificazione di Casal Brunori, abbiamo intenzione di sottoporlo all’attenzione dei cittadini”. Dovrebbe trattarsi di un vivaio, realizzato con una struttura leggera fatta di plexiglass ed elementi lamellari. Questo per riqualificare un’area che, allo stato dell’arte, “se è vero che è una zona verde, è altrettanto vero che non ha una fontanella, né una panchina. Non ha assolutamente nulla. E vogliamo riqualificarla secondo un concetto di utilità”.
Dichiarazione che farà piacere ai residenti ed alle associazioni del quartiere. Al netto del taglio di 11.000 mq di verde. Ma siamo arrivati ad una sintesi che, per definizione, comporta una perdita. In questo caso, a malincuore, di parco.

Fabio Grilli