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Il Palazzo della Civiltà Italiana sarà il quartier generale di Fendi

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Colosseo Quadrato

Eur Spa dà in affitto per quindici anni il “Colosseo Quadrato” alla nota casa di moda romana, ora di proprietà francese

Il Palazzo della Civiltà Italiana, conosciuto anche come “Colosseo Quadrato”, è uno degli edifici più belli dell’Eur. Simbolo dell’architettura razionalista e del fascismo, l’imponente “groviera” venne inaugurata nel 1940, nonostante fosse incompleta, e la sua ultimazione avvenne solo nel dopoguerra. Da anni il Palazzo è oggetto di importanti opere di restauro monumentale e di ristrutturazione edilizia, lavori che avrebbero dovuto portare alla costituzione, al suo interno, dell’Esposizione Permanente del Made in Italy e del Design Italiano e dell’Istituto per i Beni Sonori ed Audiovisivi. Ma oggi lo scenario è, improvvisamente, cambiato, come recita una nota di Eur Spa: “Nel corso del 2012 la soppressione della Fondazione Valore Italia (che doveva curare il primo progetto, ndr) […] e, contestualmente, le severe misure di contenimento della spesa imposte al MiBAC (che doveva curare il secondo progetto, ndr) hanno determinato, per ciascuno dei suddetti co-firmatari insieme ad Eur Spa della Convenzione, la rinuncia al progetto di propria pertinenza. Pertanto – continua la nota – al fine di garantire comunque il completamento dell’opera di valorizzazione e messa a reddito intrapresa negli anni precedenti, Eur Spa ha sottoscritto nel luglio 2013 un contratto di locazione di durata quindicennale (nove anni rinnovabili per altri sei) con la Fendi Srl (Gruppo francese LVHM), conseguendo il duplice obiettivo di garantirsi un canone di riguardo, nonostante le negative performance del mercato immobiliare, ed affidare al conduttore un perfezionamento impiantistico ed allestitivo che aumenterà notevolmente il valore dell’immobile. Eur Spa potrà così, inoltre, provvedere al compimento dei lavori del polo tecnologico annesso all’edificio”.

In sintesi: Eur Spa ha affittato per 15 anni il Palazzo della Civiltà Italiana a Fendi, che ne farà il suo quartier generale. La fine dei lavori e la consegna dell’edificio è prevista per giugno 2014. Al pian terreno verrà realizzata, su una superficie di circa 1.000 mq, una vasta area espositiva che ospiterà mostre ed installazioni aperte al pubblico. La scelta è stata dettata tenendo “in considerazione dei costi di manutenzione e gestione del Palazzo – continua la nota di Eur Spa – che, senza un’adeguata locazione, sarebbero risultati troppo onerosi da sostenere. Inoltre vale la pena evidenziare il beneficio che una vetrina internazionale della moda sicuramente genererà nell’indotto commerciale dell’intero pentagono”.

L’affitto che Fendi dovrà corrispondere annualmente è di 2.800.000 euro che, a conti fatti su un’area complessiva di 12.000 mq, sono circa 20 euro mensili al metro quadro. Un po’ pochino, considerando che Bernard Arnault, titolare del gruppo LVMH di cui fa parte anche Fendi, è il decimo uomo più ricco del pianeta. E fare i conti in tasca, in questo caso, è necessario visto che l’assegnazione del Palazzo è stata fatta direttamente, senza alcun bando di gara. Poi, discorso non sottovalutabile, c’è sempre di mezzo Eur Spa che è una società controllata al 90% dal Ministero dell’Economia e per il 10% dal Comune di Roma. Ogni perdita ed ogni guadagno, quindi, interessa ogni cittadino. Ciò che emerge da questo accordo – nonostante la cessione di edifici pubblici a privati per svolgere attività, quando l’alternativa è lasciarli chiusi, non sia affatto da demonizzare se fatta con criterio e lungimiranza – è una “svendita” di uno dei monumenti più famosi di Roma. E di questo si parla in una ragionevole interrogazione al Sindaco Marino da parte di Riccardo Magi, Consigliere dei Radicali al Comune di Roma: “Non ho problemi sul fatto che vengano dati in uso palazzi pubblici per realizzare progetti di privati. La questione è l’anomalia che presenta la procedura di assegnazione. Non è stato fatto alcun bando di gara e in più l’accordo è stato effettuato in un momento in cui l’Amministratore delegato di Eur Spa, Riccardo Mancini, era assente per le note vicende. Inoltre – ha continuato il Consigliere – per una stima fatta dalla stessa Eur Spa, la valutazione del canone di locazione doveva essere di 4.500.000 euro, e non di 2.800.000”.

Quindi il succo è: niente gara e canone d’affitto non conforme all’effettivo valore dell’immobile da una parte ma un’attività comunque di pregio all’interno del quartiere Eur che valorizzerebbe di certo la struttura, ormai inutilizzata da anni, dall’altra. Comunque, nel bene o nel male, il Palazzo della Civiltà Italiana riaprirà e questo, secondo Andrea Santoro, Presidente del Municipio IX, è tutto sommato un fattore positivo: “È singolare come scelta, ma è anche vero che Fendi potrebbe rappresentare un’occasione per aprire un percorso turistico della moda all’Eur. È importante riaprire degli spazi, ma questo non vuol dire essere sregolati. La proposta di Fendi, a detta del Presidente di Eur Spa, era quella che rispondeva maggiormente alle loro richieste economiche. Gli altri progetti, tra l’altro, non sono mai decollati ed il mio interesse è che quel palazzo, chiuso da troppi anni, venga ridato ai cittadini”.

Tra circa un anno, quindi, avremo un polo della moda all’interno dell’Eur. In un periodo dove sempre più i privati si immettono nel pubblico, tra affitti, restauri e sponsorizzazioni, l’unica cosa che si nota è che lo Stato non riesce più neanche solo a gestire il proprio patrimonio e già questo, al di là di tutto, dovrebbe far riflettere.

Simone Dell’Unto