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Il Punto Verde Qualita’ in via di Mezzocammino

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Le istituzioni aprono alla partecipazione, ma fuori tempo massimo?

In un perimetro di 174mila mq, tra Largo Sergi, attuale sede del mercato bisettimanale, ed il parco pubblico retrostante, è prevista la costruzione di un impianto comprendente un asilo nido, un centro sportivo coperto, un’area parcheggio e soprattutto un centro commerciale di cui i cittadini dichiarano di non sentire particolare bisogno. Nel farlo, denunciano soprattutto un mancato coinvolgimento, un’assenza di comunicazione da parte degli attori istituzionali, a dispetto di una normativa, la delibera 57/06 del Consiglio Comunale che testualmente dichiara “fondamentale la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali strategici, agli strumenti di pianificazione urbanistica ed ai progetti di trasformazione urbana”, dove “per processo partecipativo si intende il coinvolgimento di tutti gli attori sociali, e che tale processo partecipativo non deve limitarsi ad aspetti di informazione e consultazione ma ha carattere di continuità, strutturazione e non occasionalità”.
Abbiamo deciso allora di parlarne, oltre che con gli esponenti dell’amministrazione municipale,  con i cittadini stessi, ed in particolare con i rappresentanti dei Cdq e delle associazioni locali.
Augusto de Maglie, storico fondatore del Cdq Spinaceto/Tor de’ Cenci, di cui attualmente riveste il ruolo di Presidente Onorario, persona che di democrazia diretta e partecipata ne ha fatto una ragion d’essere, ha candidamente riconosciuto che “nonostante la delibera comunale 57 preveda la partecipazione, dalla nascita al compimento, di progetti di trasformazione urbana” si sono trovati a discutere di un progetto “che ci è stato presentato quando era già esecutivo. Abbiamo sollevato diverse obiezioni, soprattutto in merito al fatto che la cubatura principale, 2000 mq, è riservata ad un centro commerciale, in un quartiere dove, come abbiamo fatto notare, ci sono negozi che chiudono in continuazione, soffocati dalla presenza di grandi centri commerciali.  In sostanza di questi 2000 mq  non se ne vede l’utilità”.
Ma “non c’è nessun centro commerciale – tiene a precisare Maurizio Cuoci (Pdl), Vicepresidente e Assessore Ambiente e Territorio del Municipio XII – Si tratta al contrario di punti vendita frazionati, nella fattispecie circa 8 negozi, oltre ad uno spazio più ampio. È pertanto una piccola area, l’equivalente di 20 appartamenti e sarebbe  più corretto chiamarlo punto commerciale”. 
Rimane il fatto che i residenti non ne ravvisano l’utilità. E si pone un problema di partecipazione. “Ma la partecipazione andava incoraggiata 15  anni fa, nel momento in cui si stabiliva e si sceglieva l’area – continua Cuoci – In questa fase ci stiamo occupando di verificare la progettualità che è stata messa in campo, cercando di aggiustarla laddove il territorio ce lo richiede”. E tuttavia “ le nostre possibilità di intervento, nello specifico, sono molto poche purtroppo, perché questo progetto ce lo siamo trovato già pronto”. 
E allora bisogna rassegnarsi. E sperare che, 15 anni fa, l’amministrazione cittadina abbia individuato le reali esigenze del territorio. Ma è così? Federico Siracusa, Vicepresidente del consiglio del Municipio XII (Idv) denuncia un gap di programmazione. E lo fa riportando l’esempio dell’asilo nido, previsto nel progetto che sta entrando nella fase esecutiva. Una struttura di cui certamente il territorio ha bisogno. E tuttavia ci ricorda che “a 400 metri di distanza, in un’area che lambisce il PVQ, c’era una scuola per la quale, con una delibera del 2000, è stata cambiata destinazione d’uso, trasformandola in una struttura a fini abitativi. Pertanto se c’era una necessità, perché è stata fatta questa variante? C’è un gap di programmazione, se si considera, che da una parte viene convertita la destinazione d’uso di quella scuola e dall’altra si stabilisce di edificare un asilo. È una gestione caotica del territorio”.
E tutto sommato questa assenza di lungimiranza, assolutamente bipartisan, è condivisa da tutti gli attori sociali che abbiamo incontrato. Resta da chiedersi quale sia la ragion d’essere di questi punti verde qualità. Servono a preservare aree verdi, sottraendole al degrado? Come vengono stabiliti i criteri di assegnazione delle zone edificabili? “C’è un soggetto competente –conclude Siracusa- il Dipartimento X del Comune, ed un attore privato, cui viene assegnata una concessione per 33 anni. L’area edificabile, in proporzione con l’area verde, è massimo il 30%. Dopodiché bisogna puntare sul fatto che i servizi realizzati abbiano una spendibilità commerciale, in maniera da consentire alla società che ottiene la concessione di ricavarne un utile. Se questo non avvenisse, faticherebbe ad occuparsi della manutenzione del parco, ed in ultima analisi il Comune si vedrebbe costretto a ritirarle la concessione”. Producendo uno spreco enorme, per la realizzazione di strutture non efficaci. Strutture interessate a riqualificare un’area che, come si è detto, sorge tra un piazzale adibito a mercato, ed un parco. Il mercato verrà temporaneamente trasferito in un’area limitrofa, probabilmente a Casal Brunori. Ma di questo torneremo a parlare prossimamente.
Il verde pubblico, invece, che fine farà? Lo siamo andati a chiedere a Mario Turco, Presidente dell’associazione Amici del Parco. “Le conseguenze della realizzazione del PVQ sul parco, andrebbero ad incidere in una maniera che ancora non è valutabile molto bene, perché bisogna vedere come lo realizzano. L’architetto del Dipartimento XII del Comune di Roma ci ha fatto vedere il progetto in  una planimetria. C’erano degli schizzi sui quali erano indicati l’ubicazione delle strutture. Ma sinceramente soltanto un esperto avrebbe potuto ricavare informazioni dettagliate”. E sul versante della partecipazione com’è andata? I CdQ e le associazioni in che modo sono state informate? “Nel contesto dell’argomento del mercato di Largo Sergi, -conclude Turco- abbiamo parlato anche di questo PVQ, ma non specificatamente, con un incontro ad esso dedicato. Eppure era forse l’argomento più importante da trattare”. Ci sarebbe molto altro da aggiungere sulla vicenda del Punto Verde Qualità in via di Mezzocammino, ma torneremo a trattare l’argomento.

Fabio Grilli