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Il rilancio dell’Eur passa per le Torri

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Così ‘Beirut’ diventerà la sede della Telecom

UN QUADRANTE ‘IN COSTRUZIONE’ – La Beirut dell’EUR, è questo l’appellativo con i cui residenti del pentagono indicano le Torri di Ligini, altrimenti dette ex Torri delle Finanze. La porta d’accesso a Roma per chi percorre via Cristofono Colombo, ma anche uno dei motivi più volte richiamati per giustificare il mancato acquisto del vicino albergo La Lama, al fianco del cantiere della Nuvola. Tre enormi problematiche urbanistiche in meno di 400 metri, sulle quali si potrebbe giocare il destino delle grandi opere dell’Eur e del futuro di Eur Spa.

IL FUTURO DELLE TORRI – Nella seduta congiunta delle commissioni Revisione Spesa e Urbanistica di Roma Capitale, tenutasi proprio in relazione alle grandi opere dell’Eur il 22 aprile scorso, era stata accennata la possibilità che su entrambe le torri ci fosse l’interessamento di una grande società. “Erano di proprietà di un fondo immobiliare composto da Fintecna e da altri privati che avevano presentato un progetto di riconversione delle torri in edificio residenziali. Avevano pronto il permesso a costruire e mancava il versamento degli oneri. Poi con la crisi economica si è capito che quell’operazione non poteva essere portata a termine– ha spiegato l’assessore Capitolino all’urbanistica, Giovanni Caudo – La compagine privata si è progressivamente ritirata dall’operazione e dieci giorni fa si è ultimata la fuoriuscita da parte tutti i soggetti privati, che sono stati liquidati con la quota delle loro azioni. Adesso gli edifici sono al 100% di proprietà non più di Fintecna Immobiliare ma di Cassa Depositi e Prestiti Investimenti, che l’ha assorbita”.

LA SOCIETÀ INTERESSATA – Sarebbe quindi svanita l’idea di trasformare le torri in appartamenti. Inoltre quest’oggi è arrivata l’ufficialità del nome della società interessata agli immobili. A quanto affermato in una nota dal presidente del Municipio IX, Andrea Santoro, sarebbe la Telecom a pensare al trasferimento: “Il recupero delle Torri di Ligini, che diventeranno la sede di Telecom, rappresenta il primo passo per il rilancio dell’Eur, un quartiere dalle grandi potenzialità turistiche a vocazione congressuale completamente abbandonato e svilito dalla passata amministrazione di centro-destra e da una gestione inadeguata della partecipata Eur spa – seguita il minisindaco – In questo quadrante della città il cambio di passo rispetto al passato è evidente e lo dimostra il rispetto degli impegni assunti sulla riqualificazione delle Torri delle Finanze per cui occorre rendere merito all’assessore capitolino Giovanni Caudo e alla diligenza delle Amministrazioni che governano questa città”.

DALL’ASSESSORATO – Poco dopo arriva anche la dichiarazione dell’assessore Caudo sui 65.000mq che saranno recuperati per la nuova sede centrale di Telecom: “Questa mattina nell’incontro con il responsabile di Telecom Italia, dottor Pierfrancesco de Martino, e di CDP immobiliare, proprietario dell’immobile, dottor Giovanni Paviera, abbiamo ufficializzato l’avvio del progetto di recupero che avrà una valenza non solo edilizia ma anche urbana. Lunedì ci sarà già il primo incontro tecnico – aggiunge Caudo – L’obiettivo è aprire i cantieri entro l’anno. Un progetto che sana una ferita e rilancia il quartiere dell’E42. Cancellare un paesaggio tristemente noto per lo stato di abbandono e degrado, era l’impegno preso dal sindaco Marino in campagna elettorale, promessa mantenuta”.

LM

 

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