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In attesa del risanamento di Eur Spa, il punto sulle opere del quadrante

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Dalla Nuvola al Velodromo, progetti fermi sui quali regna totale incertezza

Tratto da Urlo n.125 maggio 2015

EUR – I poeti sono pochi, gli artisti e gli eroi scarseggiano, di santi e pensatori ne avremmo un gran bisogno, gli scienziati sono in fuga e su navigatori e trasmigratori, con gli sbarchi dei migranti e tante dichiarazioni infelici, sarebbe meglio stendere un velo. La situazione sembra pessima se si guarda alle datate incisioni del Palazzo della Civiltà Italiana, con alcuni piani in ristrutturazione per ospitare gli uffici amministrativi di Fendi, affittuaria dell’immobile per 2milioni e 900mila euro l’anno. Se per l’Expo si costruisce una piccola città, il quartiere che non ha potuto ospitare l’esposizione vive uno dei periodi più tristi della sua storia. Le notizie riguardanti l’Eur Spa, società partecipata dal MEF e dal Comune di Roma, che gestisce i beni del quartiere, parlano della richiesta di una proroga di 60 giorni (23 giugno) per il piano di ristrutturazione utile a scongiurare il default, ma anche dell’apertura di un fascicolo da parte della Corte dei Conti sulle opere incompiute. La notizia dell’avvenuta consegna della documentazione da parte del Municipio IX era già stata data dal Presidente Andrea Santoro, in occasione della prevista conclusione dei lavori per la Nuvola l’11 aprile scorso: “C’è un danno per i cittadini: andremo alla Corte dei Conti”, aveva detto.

Intanto il 22 aprile si è aperta un’occasione di confronto sulle grandi opere dell’Eur, grazie alla seduta di Commissione congiunta Revisione Spesa e Urbanistica del Comune, cui erano presenti, assieme a molti cittadini, l’Amministratore Delegato di Eur Spa Gianluca Lo Presti, l’Assessore all’Urbanistica comunale Giovanni Caudo e il Presidente della Mare Nostrum Romae, Domenico Ricciardi. “L’incertezza regna sovrana – comunica il M5S capitolino all’indomani dell’incontro – Non solo per la Nuvola di Fuksas, per la quale mancano all’appello 170 milioni di euro e la cui ultimazione sarebbe prevista a metà del 2016”, ma anche per “la sorte dell’annesso albergo ‘La Lama’. Ma chi se lo compra un albergo senza centro congressi a pieno regime e con un bel panorama su Beirut?”. È infatti questo il nome con cui vengono (ri)conosciute attualmente le ex Torri delle Finanze, sulle quali, come affermato dall’Assessore Caudo, “si è completata da pochi giorni la fuoriuscita dei privati dalla proprietà, che è passata completamente nella Cassa Depositi e Prestiti. Questo è il percorso per recuperarle come uffici”. Al progetto sarebbe interessata la Telecom, che potrebbe trasferire integralmente la sua sede operativa, ma i tempi per la realizzazione non sono ancora stimabili: “Intanto – seguita Caudo – si procederà alla copertura delle torri con una grafica artistica, in attesa della ripresa dei lavori”. “Speriamo nella ristrutturazione – afferma il Capogruppo di FI in Municipio IX, Massimiliano De Juliis – Ma non siamo stati favorevoli ad incartare le torri, sembra l’ennesimo espediente per prendere tempo e lasciare tutto così com’è”.

Tema centrale è comunque la conclusione dei lavori sulla Nuvola, operazione strettamente legata al salvataggio della società: “Oggi è urgente il salvataggio finanziario di Eur Spa anche per portare a compimento la Nuvola – affermano congiuntamente il 24 aprile il Presidente Santoro e l’Assessore Caudo – ma il fine non è quello di mettere una toppa sugli errori del recente passato per tornare, come nulla fosse, a navigare a vista. Subito dopo si ridiscuta il ruolo e la missione della società”. Se per la commistione con altri enti la partita rimane legata al piano di ristrutturazione, come afferma Lo Presti, l’incertezza sulla Nuvola è legato alla vendita dell’albergo e all’affaccio sulle torri “che non sono un bel biglietto da visita”. “Eur Spa non avrebbe dovuto sobbarcarsi questa spesa milionaria, non era questa la mission dell’azienda – dichiara De Juliis – Forse sarebbe dovuta essere un’opera del Comune, ma oggi va comunque portata a compimento per sanare una ferita”.

Intanto, alcune novità riguardano l’Acquario, con il Presidente Ricciardi che annuncia la ripresa dei lavori, l’arrivo del credito dalle Banche e l’apertura della prima parte dell’impianto entro settembre. Saranno pronte le vasche e la galleria commerciale, mentre l’auditorium e l’acquario virtuale dovrebbero aprire i battenti entro fine anno. Sulla vicenda il M5S è stringato: “Purtroppo sembra essere una musica già sentita”. Ricciardi ha poi voluto rassicurare i cittadini preoccupati per il giardino sovrastante l’impianto: “Verrà ripristinato secondo il disegno originale, la passeggiata sarà illuminata e nei prossimi mesi potremmo far tornare l’acqua nella porzione prosciugata del laghetto”.

Ma le maggiori incertezze, soprattutto in termini di interventi e tempistica, sono legate al futuro dell’area dell’ex Velodromo. Abbattuto nel 2008, con un’operazione che ancora si dipana per le aule di giustizia, a causa della presunta dispersione di polvere d’amianto nell’aria. Su qualsiasi intervento nell’area l’Ad Lo Presti è chiaro: “Il progetto al momento è fermo, ci lavoreremo una volta chiusa la partita del piano di ristrutturazione”. Molte le perplessità sull’intervento: “Se fosse ancora in piedi il progetto del 2007 saremmo di fronte ad una colata di cemento – sottolinea De Juliis – Ma oggi parlare di minore impatto e spazi pubblici avrebbe poco senso”. Una posizione condivisa anche dall’Assessore Caudo, che annuncia comunque l’accettazione da parte di Eur Spa di una modifica dell’intervento: “Sarà presentato un nuovo progetto ridotto salvaguardando l’area dell’ex Velodromo, con la realizzazione di un parco e il ridimensionamento delle previsioni speculative che erano alla base della scellerata decisione di demolirlo”.

Per il Municipio IX, oltre alla necessità di accertare le eventuali colpe dei ritardi nelle opere, sulle quali indagherà la magistratura, bisogna pensare ad un “progetto unitario, che dia un senso urbanistico agli interventi, inadeguati alla storia e alle reali necessità della città, che sono stati fatti all’Eur negli ultimi anni – dichiara Santoro, coadiuvato da Caudo – Ci sta a cuore far tornare nel quartiere iniziative ed eventi che non solo portino risorse economiche ma che gli ridiano vitalità e ne facciano una sede privilegiata per la localizzazione di uffici. L’Eur deve trovare il proprio futuro nel suo cuore antico di quartiere universale aperto al mondo”. Caudo poi precisa, in Commissione, la posizione del Comune nei confronti di Eur Spa: “Dopo averla salvata e aver tolto ogni dubbio sul futuro della Nuvola e del quartiere, si pone il problema della mission della società. Oggi – prosegue – ci interessa chiudere il cantiere della Nuvola per poi decidere il futuro di Eur Spa”. Dalla parte opposta il M5S nutre molti dubbi su come verrà amministrato il quartiere, “non essendo chiara la sorte e la mission della società. Molti invece sono stati i soldi spesi e molti altri ne servono per lavori di riqualificazione dagli esiti incerti. L’incertezza su cosa succede e su cosa succederà nella gestione e valorizzazione del quartiere è totale – concludono – Se oggi si dovesse scolpire la facciata del Palazzo della Civiltà Italiana forse troveremmo inciso ‘un popolo in cerca di risposte concrete’”.

Leonardo Mancini

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