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Influenza A: al S. Eugenio un Pronto Soccorso dedicato

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s.eugenio

Inaugurata il 14 ottobre una nuova struttura di accettazione ed assistenza per la possibile emergenza della nuova influenza A-H1N1.
 “E’ il primo sistema, oltre allo Spallanzani, organizzato per le persone con sospetta influenza che si potrebbero recare in ospedale  senza dover aspettare al Pronto Soccorso insieme ad altri utenti”.  Lo ha dichiarato il Presidente della Commissione consiliare speciale Politiche Sanitarie, Ferdinando Aiuti, che  si è complimentato con il direttore generale Elisabetta Paccapelo per  “l’efficacia dell’organizzazione sanitaria che potrà assistere tutti i cittadini romani e, in particolare, i 700.000 afferenti alla ASL  RMC”. Si tratta infatti di un pronto soccorso differenziato dove, oltre allo screening dei casi sospetti, è previsto il trasporto separato del paziente con ambulanze e lettighe dedicate, l’arrivo in sale isolate per la valutazione e, se necessario, per il ricovero. Il pronto soccorso della Asl RMC ha infatti a disposizione cinque posti letto per le emergenze, i casi meno gravi verranno invece ricoverati al «Cto Alesini» in un’area di contenimento isolata dove sono stati allestiti dieci posti letto.
Il professore Aiuti, portando i saluti del Sindaco agli oltre 300 dirigenti e dipendenti dell’ASL RMC presenti all’inaugurazione, li ha invitati a sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale nell’interesse della comunità.
Dal punto di vista sintomatico, la nuova influenza non si distingue in alcun modo dalla classica influenza stagionale. La vera differenza è rappresentata dal fatto che l’influenza A si diffonde più rapidamente dell’influenza stagionale e quindi colpisce un maggior numero di individui perché, trattandosi di un nuovo virus, molte persone non hanno ancora gli anticorpi per difendersi.
Mentre il presidente degli Stati Uniti ha ufficializzato lo stato di “emergenza nazionale” per accelerare le operazioni di contrasto agli effetti della pandemia del virus A-H1N1, In Italia, al contrario, non sarà necessario dichiarare lo stato di emergenza. Lo ha detto il viceministro del Welfare, Ferruccio Fazio, in una breve telefonata a “Domenica In”: “Non prevedo la necessità di un provvedimento come questo, in Italia c’è già il massimo coordinamento”. “Il sistema sanitario Usa è molto diverso dal nostro, meno adatto ad assorbire questi impatti. Il nostro è un sistema regionalizzato, ma con un coordinamento centrale”.

Simona D’Auria
Urloweb.com