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Inizia l’anno scolastico anche per i piu’ piccoli. Con qualche difficolta’

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Negli asili liste d’attesa ridotte al minimo storico, ma un bambino su due ancora non viene accettato. Ritardi sull’apertura dei due asili di Torrino-Mezzocammino.

Non si capisce se esserne felici o scontenti. Fatto sta che quest’anno “per la prima volta le liste d’attesa degli asili nido sono scese sotto quota 8.000 posti”. Così ha dichiarato soddisfatta  l’Assessore alle Politiche Educative Scolastiche del Comune di Roma, Laura Marsilio, che ha aggiunto: “Si arriverà a 7131 domande non accolte, con i nuovi 427 posti che saranno disponibili a settembre”. Ed è vero, ma anche singolare. Dover festeggiare un risultato del genere fa pensare ad una vittoria di Pirro. Eppure l’Amministrazione comunale, a fronte di un bilancio non certamente fiorente, è corsa ai ripari, cercando di intervenire in una situazione completamente sfuggita di mano. A danno di migliaia di famiglie romane.
Ad oggi, con l’apertura di altri 4 asili nido, si riuscirà a soddisfare, su 18.645 richieste regolarmente presentate, soltanto il 55% delle stesse. Quasi un bambino su due, di conseguenza, non verrà accolto in adeguate strutture ricettive, con susseguenti ricadute sulle prospettive di carriera dei genitori che dovranno occuparsene. Di soldi tuttavia ce ne sono pochi in bilancio e di strade si cerca di percorrerne in tutte le direzioni. Ed è per questo che il Comune, col piano di ampliamento nell’offerta dei servizi all’infanzia, oltre ad aver ristrutturato 6 asili, sta “sperimentando, al pari di quanto fatto da altre realtà locali, formule organizzative diverse dalla gestione diretta dei nuovi servizi” con l’intenzione di “coniugare gli attesi livelli di qualità con quelli di costo sostenibile dei servizi” selezionando “organismi privati del settore” con cui disporre “rapporti di collaborazione, cooperazione o partnership” si legge in una delibera di Giunta risalente ai primi di agosto. Tradotto, significa che il Campidoglio sta cercando altre strade, con una formula pubblico/privato nella gestione di 6 nuovi asili nido. Tra questi anche quello di via Trafusa e largo Camboni, nel Municipio XII.
“L’improvvisa decisione del Comune di Roma di dare in affidamento ai privati le strutture comunali di Torrino–Mezzocammino – ha denunciato solerte Federico Siracusa, Vicepresidente del Consiglio del Municipio XII – ha provocato un incredibile ritardo nell’apertura dei due asili nido, visto tra l’altro che quello di via Trafusa è pronto già da sei mesi. Con il risultato che centinaia di famiglie che facevano affidamento sull’apertura delle due strutture nel Municipio XII si ritrovano ora nell’incertezza assoluta”.
Il Comune, in effetti, ha realizzato un bando di gara per affidare ai privati anche gli asili nido dell’area Torrino-Mezzocammino, assieme ad altri 4 presenti in diverse zone della Capitale. Ma questo passaggio cosa determinerà? Secondo l’Assessore alle Politiche Educative del Municipio XII Gemma Gesualdi, “prendendo atto della volontà dell’Amministrazione comunale, i cui bandi sono pubblicati sul sito, ci sentiamo di dire che ciò nulla toglie, anzi. Noi speriamo che migliori ancor più la qualità del servizio. Al Municipio spetterà la responsabilità di vigilare”.
Ma le giovani famiglie della zona si chiedono se qualcosa cambierà in termini economici. Secondo l’Assessore Marsilio “per il servizio (di asilo nido) che è stato dunque rafforzato non c’è stato alcun aumento della quota, che tra l’altro è comprensiva anche dei pasti”. Ed in effetti l’intenzione dell’Amministrazione è stata quella di contenere i costi, ponendo come condizione di partecipazione al bando la soglia massima di 500 euro mensili a bambino. Una scelta che comunque non è stata apprezzata dai sindacati di categoria, dal momento che, come si legge in una nota, il Segretario generale Fp CGIL Roma Sud Fabio Moscovini ha dichiarato che “si tratta di una singolare sperimentazione di “ribasso preventivo”, ma è l’ennesimo tentativo del Campidoglio di assegnare al mercato e ai privati la gestione del Welfare locale”.
Adesso le considerazioni passano ai genitori, che dovranno decidere se essere felici o scontenti di questi provvedimenti.

Fabio Grilli