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L’Architetto Fuksas attacca: “Con la Nuvola ci ho rimesso”

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Fuksas: “Roma e l’Italia paesini di comari”

 

L’INTERVISTA – L’archi-star Massimiliano Fuksas è intervenuto quest’oggi nell’emittente Radio Cusano Campus, stazione radio dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, per dare la sua versione sulla vicenda della Nuvola, il centro congressi dell’EUR al centro della polemica sulla vendita degli immobili storici di EUR Spa. “Ho fatto un concorso nel 1998 – ha spiegato Fuksas – e l’ho vinto, per progettare una cosa che serviva a Roma, un palazzo dei congressi. Io sono nato a Roma, vivevo a Parigi e non avevo mai costruito nulla per la città in cui sono nato, quindi mi sono detto: Perché no? Mi sembrava il momento di fare un’opera per la mia città”.

I RITARDI NELL’OPERA – È di dominio pubblico che i lavori per la realizzazione del centro congressi sono andati a rilento per lunghissimo tempo: “Già nel 2000 quando ho vinto non c’era nessuna legge finanziaria predisposta per finanziare l’opera. Non è stato mai previsto un finanziamento per il palazzo dei congressi di Roma, come invece accaduto, ad esempio, per l’Auditorium – seguita Fuksas – Si è andati avanti a tozzi e bocconi con soldi che venivano un po’ da Roma Capitale e un po’ da qualche debito che faceva l’Eur, una società che alla fine vale non più di 800 milioni”. La domanda sui costi, aumentati nel corso degli anni di cantiere, non poteva di certo mancare. Ma è perentoria la risposta dell’Architetto: “Non è vero. Questa è una balla che fa bene alle comari che a Roma e in Italia non mancano. La cifra è rimasta quella di partenza, 280 milioni, e non si è mai arrivati neanche a questa cifra. Io avevo un budget e l’ho rispettato, senza spendere una lira più di quanto avrei dovuto”.

COSTI E PARCELLA – Per l’Architetto non servirebbe nemmeno la vendita degli immobili storici dell’EUR per fare cassa al fine di completare la Nuvola: “Nel centro congressi bisogna solo finire gli interni. Il governo deve nominare un commissario per gestire la fine di questa anomalia e poi dare un finanziamento per finire quest’opera. Il centro congressi darà lavoro a molta gente, è quanto manca ancora a una metropoli come Roma per avere strutture ricettive d’avanguardia – aggiunge – Ovviamente poi ci dovranno essere dei manager all’altezza, il centro congressi bisognerà saperlo gestire, e questo è un problema tipicamente italiano. Il centro congressi è un edificio produttivo, non un monumento”. Sulla notizia delle indagini della Corte dei Conti riguardo la sua parcella per l’Opera, Fuksas non manca di esprimere tutto il suo malcontento: “In Italia quando i giornalisti non sanno più che dire parlano della parcella dell’architetto. Le parcelle degli architetti nel mondo si aggirano sempre sulla stessa cifra, circa il 10% del valore dell’opera. Noi abbiamo tre studi, uno a Parigi, uno in Cina e uno a Roma, purtroppo. Dico purtroppo perché solo a Roma si sono preoccupati della mia parcella, mai si sono chiesti in Francia quanto prendessi di parcella. Deluso dall’Italia? No, le comari nei paesini ci sono sempre state”.

I COMMENTI SU BORGHINI E MARINO – Pesantissimi i commenti nei confronti del Presidente di EUR Spa, Pierluigi Borghini: “Borghini è uno che doveva continuare a fare il lampadinaro, lui sapeva fare quello, le lampadine, poi si è improvvisato politico, poi è diventato manager. Per me Borghini è un nulla, un personaggio che non ha spessore, che non merita neanche risposta. Sono i trombati della politica che ci ritroviamo poi purtroppo a gestire cose importanti che non hanno mai fatto”. Poi conclude sul Sindaco Marino: “Fare il sindaco a Roma è una cosa che non si augura nemmeno al peggior nemico. Marino è stato impavido quando ha deciso di candidarsi. Roma è una città non solo difficile, ma che viene da un’incuria di trent’anni. Ci sono pochi soldi, tante difficoltà, una città senza sviluppo, irraggiungibile, con un aeroporto che è una specie di baraccone, quindi fare il sindaco a Roma è un’impresa quasi impossibile”.

L.M.