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La grande difficoltà nel praticare sport nel Municipio IX

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centro sportivo papillo

Troppi impianti sportivi sul territorio restano inutilizzati. Ecco il punto della situazione

Dal rugby all’atletica, passando per il calcio, la pallavolo, il nuoto, la scherma, l’hockey su prato, le bocce. Le discipline sportive che è possibile praticare nel Municipio IX, anche ad ottimo livello, non mancano. Ciò che difetta, nel territorio governato dal Presidente Santoro, è la capacità di utilizzare gli impianti, molti dei quali di nuova costruzione. Un problema sicuramente ereditato dalla passata consiliatura; un pesante lascito del centrodestra, sia a livello comunale che municipale, con cui è necessario fare i conti.

“Da via Mendoza a Tor de’ Cenci, ci sono diversi impianti che versano in condizione di degrado, mentre sarebbe il caso che il Dipartimento Sport intervenisse in maniera immediata per renderli fruibili – spiega Agostino Colapicchioni, già Vicepresidente della Commissione Sport – Per non parlare del Tre Fontane e della Nuova Rugby Roma di Roberto Barilari, che avrebbe tutto il diritto di rientrarvi. Ed ancora – incalza il Consigliere della Lista Marino – c’è l’impianto del Papillo con un aggiudicatario che, pur avendo vinto un bando, per note vicende giudiziarie non può riaprire i cancelli. Mentre io credo che dovrebbe farlo, perché non possiamo permetterci di tenere chiuso un altro impianto. Senza considerare, poi, quello di via Fiume Giallo, al Torrino, che è inutilizzabile. Io dico, a tal proposito, che se una realtà non ha la forza economica per affrontare determinate spese, è il caso che vi rinunci, perché quello è uno spazio pubblico che va fruito dai cittadini”.
Tante situazioni da affrontare dunque. Con poche, sostanziali novità. Partiamo proprio da via Fiume Giallo, il cui impianto sportivo fu oggetto di un contenzioso vinto dal Consorzio Algarve, di cui Paolo Patriarchi è Presidente. L’edificio, finito di costruire nel 2005, non ha mai aperto i battenti. Il Comune, infatti, dapprima lo assegnò, previo bando, ad una società sportiva che poi si verificò esser sprovvista di alcuni titoli. L’intervento del Consiglio di Stato annullò di fatto la delibera d’assegnazione del Comune.

Passati un paio di anni l’impianto venne consegnato nelle mani dell’Algarve, a quel punto completamente vandalizzato. “Viviamo una situazione paradossale – premette Patriarchi – ora abbiamo quantificato una spesa di circa 350mila euro, per risistemare il solo edificio, devastato al momento in cui ci vennero consegnate le chiavi. Poi ci sono le spese per gli arredi, dai canestri per il basket al parquet, e parliamo di somme ingenti. Il problema è che abbiamo già passato i primi due anni a riaccatastare l’immobile, cosa che nel passaggio di consegne tra il Consorzio che ha costruito il quartiere e Roma Capitale, non era avvenuto. Trascorso questo tempo a far dialogare tre Dipartimenti comunali, ci viene chiesto di rimettere in sesto l’immobile, per la ristrutturazione del quale abbiamo già ottenuto la DIA (Dichiarazione Inizio Attività). Contiamo di incominciare entro la fine dell’anno, però siamo finiti davvero a gestire una situazione paradossale – spiega Patriarchi – perché ci chiedono di aggiustare l’edificio con i nostri soldi, visto che il Comune dopo la storia dei PVQ non ha più fondi per concedere fideiussioni. Poi, quando avremo finito di ristrutturarlo, dovremo incominciare a pagare un affitto. Da qui il paradosso: noi abbiamo una concessione di 6 anni. I primi due sono passati per individuare le particelle catastali. Altri serviranno per la ristrutturazione, per la quale dobbiamo chiedere un mutuo ovviamente. Di conseguenza, quando l’edificio sarà ultimato, avremo poco tempo per utilizzarlo e per rientrare dell’investimento fatto. Insomma, noi lo sistemiamo, ma poi Roma Capitale sarà libera di riassegnarlo a qualcun altro. Se non è un paradosso questo…”, valuta, amareggiato, il Presidente dell’Algarve.
Ma non c’è solo l’impianto di via Fiume Giallo. Negli ultimi mesi, a causa dell’occupazione di due casali, il piccolo quartiere del Papillo ha guadagnato gli onori della cronaca. Tuttavia, pur trovandosi di fronte alla masserizia, la struttura sportiva municipale, di rilevanza comunale, ancora rimane chiusa e nessuno se ne interessa. Anche in questo caso c’è stato un ricorso da parte della costituenda ATI che arrivò seconda e che contesta una serie di vizi formali, e non solo, nell’assegnazione dell’impianto. Su questo fronte, è particolarmente battagliera Vitinia Sport, capofila dell’Associazione Temporanea d’Impresa che vorrebbe la realizzazione di un nuovo bando e che per ora resta in attesa di sapere quale sarà l’esito del suo ricorso.

Da un impianto di rilevanza comunale ad uno che a tutti gli effetti è di Roma Capitale, il Tre Fontane. Nel corso del mese di settembre, per la vicenda legata alla sua gestione, sono finiti nel registro degli indagati l’ex Vice Sindaco Sveva Belviso, l’ex A.d. di Eur Spa, già Presidente della Rugby Roma Club, Riccardo Mancini. E ancora, Alessandro Cochi, delegato del Sindaco Alemanno allo Sport; il direttore dell’Ufficio Sport Bruno Campanile e Diego Nepi, dirigente della Coni Servizi. “Noi stiamo aspettando il 6 novembre, data per la quale è previsto il giudizio di merito del ricorso che abbiamo presentato al TAR – ricorda Roberto Barilari, Presidente della Nuova Rugby Roma – Per ora abbiamo vinto, lo scorso inverno, il primo ricorso presentato al Tribunale amministrativo regionale. La seconda sezione del TAR, infatti, ha sentenziato la riammissione della polizza fideiussoria che presentammo in copia, quando partecipammo al bando. Poi abbiamo ottenuto anche la sospensiva sull’assegnazione alla Rugby Roma Club”, la società che era di Mancini. Nel frattempo, però, la Nuova Rugby Roma continua a perdere atleti: “Questa vicenda ci ha danneggiato e non poco, perché non avere un impianto regolamentare dove poterci allenare, ha fatto ridurre il numero dei nostri atleti, ora scesi a circa 150”. Un danno enorme, per una società che vive solo di tesseramenti. “Noi stiamo continuando a cercare un’interlocuzione con l’Assessorato allo Sport, ma è un muro di gomma. Ci avevano promesso che ci avrebbero aiutati, che avremmo avuto la possibilità di continuare la nostra attività sportiva, al limite anche in un altro impianto. Ma così non è stato”, e la Nuova Rugby Roma continua, di conseguenza, a pagare un sostanzioso affitto ad un privato, per usufruire di campi adattati ma non conformi a determinate categorie.
“Sulla gestione del Tre Fontane la magistratura dovrà terminare le sue indagini, nelle quali sono rimaste coinvolte cinque persone, quasi tutte vicine al Sindaco Alemanno – ricorda il Capogruppo del M5S Giuseppe Mannarà – Noi auspichiamo che la Nuova Rugby Roma, forte di due sentenze del TAR, torni ad essere presa in considerazione dal Dipartimento Sport di Roma Capitale per l’utilizzo di quell’impianto, ma il Dipartimento sembra sia affetto da incomprensibile immobilismo”. Il Tre Fontane, tuttavia, non è l’unica ad essere stata attenzionata dai “pentastellati”. “Al Torrino l’impianto ha subito gravi danni, per occupazioni abusive ed atti vandalici, quantificati in una somma compresa tra i 200mila ed i 300mila euro. Ci sono problemi per capire chi deve sborsare queste somme per l’apertura, perché il problema è che la struttura, non è stata ancora messa a disposizione dei cittadini”. Ma i disagi, sul versante sportivo, non riguardano soltanto i grandi impianti.

“A Fonte Laurentina, nel Parco di Pontecorvo, c’è un centro che è stato ultimato da 5 anni ed i residenti, ancora una volta, non riescono a beneficiarne. Ci sono stati due bandi di gara, il secondo dei quali realizzato nel 2009 ed aggiudicato nel 2011. Ma le società che dovevano prendere in carico il centro non l’hanno fatto e di fronte all’inerzia dell’amministrazione, nonostante le segnalazioni dei residenti, rimane un’unica certezza: le occupazioni abusive e gli atti vandalici”. Insomma, si ripete a livello micro un film già visto altre volte. Il finale, almeno una volta, si spera che riservi delle sorprese. Positive, possibilmente.

Fabio Grilli