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Machina: in mostra la tecnologia dell’antica Roma

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C’è tempo fino ad aprile per scoprire tutti i segreti delle macchine che hanno contribuito alla costruzione ed alla gestione dell’Impero Romano.

L’esposizione “Machina.Tecnologia dell’Antica Roma” è stata inaugurata a fine dicembre dall’Assessore alle Politiche Culturali Umberto Croppi e dal Sovraintendente ai Beni Culturali Umberto Broccoli, resterà fino ad aprile a Roma per poi spostarsi in Italia e all’estero. Il nome della mostra prende ispirazione dalla parola “machina”  e si compone di oltre cento esempi di tecnologia tra reperti archeologici, ricostruzioni virtuali, macchine, meccanismi ed opere in scala, nonché 47 calchi della collezione museale e 32 frammenti originali provenienti dall’Antiquarium comunale. “Oltre tre anni di lavoro per organizzare la mostra ed il catalogo – ci confida l’Associazione Piazza Duomo, curatrice dell’evento- ma ne è valsa la pena”. La realizzazione delle macchine esposte è stata affidata all’artigiano fiorentino Gabriele Niccolai che si dedica da tempo a ricreare i modelli di alcune delle macchine progettate da personaggi come Vitruvio e Leonardo Da Vinci, sulla base di studi di reperti e testimonianze, impiegando accuratamente materiali dell’epoca come bronzo, legno, ferro e pece vegetale che conferisce proprio al legno il tipico colore rossiccio scuro. “Grazie agli avanzati prodotti di grafica abbiamo elaborato e riproporzionato i disegni originali in modo da realizzare macchine più funzionanti rispetto ai vecchi modelli di cinquant’anni fa. Il nostro obiettivo è creare un’interattività tra il visitatore e le macchine che hanno fatto la storia dell’evoluzione meccanica, evidenziando i principi fisici che ne regolano il funzionamento. Questa visione permette divertimento e didattica per tutti ed allo stesso tempo di avere un riscontro pratico degli studi che si stanno effettuando, suggerendo un parallelo con il contemporaneo”  
Le opere ed i macchinari esposti sono un occasione per analizzare l’importanza strategica del settore tecnologico per lo sviluppo dell’Impero Romano, riguardano undici settori tra i quali alcuni esempi di macchine per lo sfruttamento delle risorse ambientali attraverso l’energia idraulica ed eolica. La mostra è promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Sovrintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma, Fondazione Roma, Regione Lazio, Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e l’Università “La Sapienza” che ha permesso la ricostruzione filologica dei materiali presi in esame.

Michela Romoli