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Le nuove (ennesime) soluzioni per il Luneur

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Borghini: “Riapriremo in 8 mesi”. Ma dopo anni chi ci crede più?


Avete presente quella storiella in cui il pastore burlone gridava sempre “al lupo, al lupo” e poi venne divorato? Ecco, focalizzatela bene. Non vi sembra molto simile a quello che accade da ormai cinque anni al Luneur? Quante volte avete sentito parlare di aperture impellenti, inaugurazioni programmate, progetti fantasmagorici e promesse elargite senza timore alcuno? Bene, anche noi, e come da anni facciamo non potevamo lasciarvi digiuni delle ultime novità. Perché è stato proprio il Presidente di Eur Spa, Pierluigi Borghini, a dare uno stupefacente proclamo: “Siamo in dirittura d’arrivo. Mancano solo i permessi della Soprintendenza, abbiamo già consegnato la DIA, la dichiarazione di inizio lavori.
Tutto è pronto, dovremmo iniziare a giorni e finire in 8 mesi”. Finalmente, verrebbe da dire. Perché come ci ricorda Saverio Pedrazzini, implacabile coordinatore degli ex lavoratori del Luneur, “il bando prevedeva che il parco dovesse essere riaperto entro 120 giorni, invece sono passati 5 anni. E in tutto questo ancora non esce fuori il progetto di riqualificazione”. Come ormai ben si sa, infatti, l’assegnatario Cinecittà Entertainment, che latita nelle dichiarazioni sul futuro del Luneur, ancora non avrebbe reso noto il suo grande piano di restauro e rilancio.

L’unica cosa ormai risaputa, confermata anche da Borghini, è che il Luneur diventerà un Family Park: “Sarà rivolto soprattutto alle famiglie, con 34 stand di divertimenti destinati essenzialmente a bambini da 2 a 12 anni. Ci saranno nuovi giochi modernissimi, di ultima generazione. E non mancherà il trenino, quello delle miniere, che porterà in giro i bambini per tutto il luna park. Per finire, troverà spazio anche un teatro permanente con una tensostruttura, ovviamente dedicato ai ragazzi. Divertimento per tutti, insomma”. Proprio per tutti, però, è allargarsi troppo. Il Luneur, infatti, non è mai stato un parco giochi per bambini, ma ha sempre raccolto tutte le fasce d’età. E per fare una variazione del genere ” bisognerebbe cambiare il bando di gara, che non prevedeva quello”, ha continuato Pedrazzini, che racconta come “né il Sindaco, né l’Eur Spa, né Cinecittà diano risposte. Tutti vogliono rilasciare dichiarazioni, ma poi hanno paura del confronto”.

È difficile, ad oggi, essere ottimisti sulla sorte del Luneur. Per molti la sua fine è segnata e di tutta la questione resta un forte imbarazzo. Perché è vergognoso che Roma non abbia più il parco meccanico più antico d’Italia. Vergognoso è che da 5 anni si abbia un’area, nel cuore di Roma, abbandonata, degradata, piena solo di squallore e fatiscenza. Vergognoso è che centinaia di operatori non abbiano più il loro lavoro dopo anni di dedizione, attività spesso tramandate di generazione, i cui esiti hanno bloccato la vita di persone non più giovani, e inesorabilmente dei loro figli, del loro futuro.

La speranza di un lieto fine sembra lontana, nonostante tutti se la augurino. “Mi rammarico che si vada così tanto per le lunghe – ha dichiarato Gino Alleori, Presidente della Commissione Scuola al Municipio XII – per riaprire una struttura così importante per il territorio e per Roma, un punto di aggregazione per le famiglie e per i ragazzi. Molti lavoratori, inoltre, da troppo tempo sono in attesa di avere delle certezze sul loro futuro e mi auguro che si faccia tutto il possibile per fargli riavere il loro posto di lavoro. Nonostante ciò prendo positivamente le dichiarazioni di Borghini, e anzi auspico che i tempi siano ancora più ridotti. Sul progetto del Family Park – ha continuato Alleori – credo che sia limitativo rispetto a quella che è sempre stata la storia del parco, dedicato sia ai bambini che agli adulti”.
Le modalità con cui riaprirà il “nuovo” Luneur, tra l’altro, dovrebbero essere le stesse dell’ultimo, fallimentare, cambio di gestione pre-bando di gara. Il parco infatti, a detta di Borghini, “sarà dotato di un sistema di alta sorveglianza, capace di scongiurare ogni genere di rischio. Si potrà entrare con un abbonamento mensile o un biglietto giornaliero ma, anche se a basso costo, l’ingresso sarà comunque a pagamento. In questo modo contiamo di scoraggiare l’accesso a persone indesiderate o attaccabrighe”. Questo sistema però, 5 anni fa, svuotò il parco non solo di malintenzionati, ma anche di visitatori. Tanto che dopo pochi mesi dovette chiudere e iniziò la sua, ormai celebre, sfortunata epopea.
Cosa succederà ora? Non vogliamo pronunciarci in pronostici. Perché, a differenza dell’attuale tendenza di accendere speranze, anche quando non c’è certezza, non troviamo giusto giocare ad un altalenante totoscommesse. Quello che, ancora una volta, ci auguriamo è che escano fuori i progetti, che vengano finalmente date risposte ai lavoratori e ai cittadini, che le istituzioni non girino la testa ma diano finalmente un segnale pratico. E soprattutto che il Luneur riapra, sì, ma con coscienziosità e voglia, soprattutto, di risolvere tutte le problematiche che si porta dietro. L’unica prospettiva veramente grande in cui, ora come ora, si possa realmente sperare.

Serena Savelli