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Le Torri Tim porteranno 3mila dipendenti all’Eur entro 18 mesi

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torri eur tim

Ma ancora non si parla di parcheggi, opere sulla viabilità e incremento del trasporto pubblico

Tratto da Urlo n.132 febbraio 2016

EUR – Nelle ex Torri delle Finanze dell’Eur si lavora per realizzare il nuovo headquarter di Tim. Sotto dei teloni colorati si nascondono gli edifici smembrati che ospitano, oggi, persone all’opera per rendere gli uffici pronti al massimo tra 18 mesi. La struttura accoglierà ben 3mila dipendenti (mentre altri 2.000 saranno dislocati in una sede della vicina via dell’Arte) e sarà all’avanguardia, coniugando l’innovazione tecnologica alla sensibilità energetico-ambientale e offrendo un ambiente lavorativo funzionale in linea con le più attuali tendenze dello smart working.

“La rigenerazione delle Torri, progettate negli anni ’50 dall’architetto Cesare Ligini – si legge nel comunicato Tim – restituisce alla Capitale un tassello fondamentale della sua storia e del suo tessuto urbano e costituisce per l’Eur un’importante occasione di riqualificazione territoriale”.

Dal Municipio IX arriva piena soddisfazione per il progetto dal Presidente Andrea Santoro: “Abbiamo avviato una rivoluzione nella fruizione dell’Eur come quartiere in cui la vocazione alla produttività e all’innovazione, tipiche di questo quadrante cittadino, si fonderanno con le potenzialità turistiche di marca congressuale. Come avevamo promesso, la strategia di rilancio dell’Eur è partita e si compirà con l’ultimazione di tutti i cantieri che per anni hanno tenuto ferma la ripresa economica e il tessuto produttivo locale, privando i cittadini di importanti spazi di fruizione”.

E proprio qui si arriva ad un punto nevralgico. Se da un lato, infatti, è auspicabile che i cantieri aperti si concludano in fretta, sia per far ripartire l’economia e la produttività, che per restituire decoro all’area, dall’altro sorgono dei dubbi importanti su come verrà gestito tutto ciò, con il rischio che il degrado si manifesti in altra forma: traffico paralizzato e parcheggio selvaggio. Infatti, con la stimata prossima apertura di Nuvola, Acquario, Luneur e Torri Tim, l’afflusso di persone sarà notevolissimo. Come si pensa di gestire la viabilità in un quartiere che già ora è al collasso per traffico e parcheggi? Ad oggi non ci sono molte certezze in merito, ed è per lo meno strano considerando che in tempi non sospetti si erano fatte valutazioni differenti, sulla base di situazioni oggettive: quando gli uffici del Ministero delle Finanze occupavano le Torri, a disposizione dei dipendenti c’era un grande parcheggio che era nientedimeno l’area dove oggi sorge la Nuvola (quindi non più fruibile per tale scopo). Dove parcheggeranno i nuovi lavoratori di Tim? Quando il nuovo progetto per le Torri (quello di Renzo Piano) prevedeva ancora le residenze di lusso, con un’affluenza quindi notevolmente inferiore di persone rispetto ai circa 3.000 lavoratori Tim, era comunque prevista la realizzazione del sottopasso Europa-Colombo (da realizzare con gli oneri concessori), ma ora non se ne parla più. Come si fluidificherà il traffico veicolare? A servizio della Nuvola di Fuksas erano previsti i famosi parcheggi di piazza Marconi, bloccati dalla Sovrintendenza e attualmente caduti nel dimenticatoio e non ancora ricollocati. Dove parcheggeranno i congressisti? Perché si ritenevano necessarie queste opere allora, con stime di traffico ben più parsimoniose, e non ci si pensa adesso? Intanto l’ufficio stampa di Tim ci ha fatto sapere che “sono stati coinvolti gli enti preposti per valutare gli impatti sulla viabilità e l’eventuale necessità di parcheggi esterni rispetto a quelli già presenti”. E che “sono previsti dei parcheggi interni”. Ma della loro capienza non è ancora dato di sapere nulla, né da Tim né da Eur Spa; inoltre ci si chiede in che modo si potrebbe soddisfare “l’eventuale necessità di ulteriori parcheggi esterni”.

L’assurdo è che, anche quando si concepiscono correttamente nuovi importanti progetti, prevedendo opere accessorie necessarie per la cittadinanza, queste sono sempre tralasciate come di minore importanza, finendo poi, nella migliore delle ipotesi, per vederle realizzate a metà o in forte ritardo, se non addirittura non vederle proprio. E su questo punto Andrea De Priamo, Coordinatore romano di Fratelli d’Italia ed ex Assessore all’Urbanistica municipale, ricorda il progetto del sottopasso Colombo-Europa quando ancora era in vigore il progetto di Piano. “Ora viene previsto l’headquarter di Tim ma viene meno questa infrastruttura. Chiaramente se i numeri presentati sono di questa portata (3mila più 2mila lavoratori, ndr) è difficile immaginare la sostenibilità dal punto di vista trasportistico se non si prevede nessun intervento. Quando il progetto di Piano naufragò era importante, con il concepimento di una nuova opera, mantenere le infrastrutture previste, che tra l’altro sarebbero ancora compatibili. Quindi ne rilanciamo la richiesta”. E il sottopasso della Cristoforo Colombo sembra un’opera ripercorribile anche per Umberto Marroni (Pd), Deputato e membro della Commissione Ambiente, Lavori Pubblici e Territorio: “Il sottopasso, una delle previsioni del progetto di Piano e degli oneri che riguardavano la sua realizzazione, andrebbe ripreso con fondi pubblici, per permettere la fluidificazione della Colombo e per migliorare la fruibilità del Nuovo Centro Congressi”. E per quanto riguarda le problematiche di parcheggi e traffico veicolare, Marroni afferma: “La preoccupazione è legittima. In Parlamento abbiamo ottenuto 120 milioni di euro dal Governo per realizzare il Ponte dei Congressi, un’importante infrastruttura che contribuirà a fluidificare il traffico di passaggio. Dobbiamo però anche puntare a rendere efficiente il trasporto pubblico. I parcheggi di piazza Marconi (previsti inizialmente nel progetto della Nuvola e poi caduti nel dimenticatoio, ndr) sono una questione ancora aperta che andrà discussa. La Sovrintendenza ebbe dei dubbi per quella sede ma nel quartiere si possono trovare altri spazi per realizzare dei parcheggi”.

Dunque questa è una partita ancora da giocare, visto che alcuni progetti passati ancora restano in piedi, nonostante non se ne parli granché. E, lo ricordiamo, queste sono interventi imprescindibili per l’apertura delle nuove opere dell’Eur. Su questa linea è anche Andrea Santoro, che rassicura: “Seguiamo la questione per coniugare le nuove esigenze di mobilità in tutto il quadrante cittadino. Per questo, ferme restando le valutazioni degli Enti competenti, il Municipio siede a un tavolo tecnico convocato da Eur Spa sulla riorganizzazione dei parcheggi, insieme all’Agenzia per la mobilità, all’Atac e agli uffici tecnici. Inoltre – continua – il Municipio sta promuovendo, con il management e il mobility manager di Tim, un piano per la gestione della mobilità dei dipendenti, anche sfruttando la fermata metropolitana prossima agli edifici”.

Sarà. Intanto gli annunci delle prossime inaugurazioni sono stati fatti, quindi, ora è tempo di parlare anche di come rendere fruibili le nuovi opere e di come garantire la vivibilità del quartiere a tutti i cittadini. Anche la comunicazione, come le infrastrutture, infatti, resta un fattore imprescindibile per il benessere della comunità.

Serena Savelli