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Luneur: annunciata l’apertura, ma troppe domande restano in sospeso

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Il luna park dovrebbe riaprire i battenti ad aprile, ma ci sono dei punti ancora da chiarire

Tratto da Urlo n.131 gennaio 2016

EUR – Qualche settimana fa è stata annunciata, a sorpresa, la riapertura del Luneur in primavera. E sottolineiamo, con stupore, perché, come sappiamo, in passato sono state fissate così tante inaugurazioni, che puntualmente sono state poi disattese, da credere che la cautela, arrivati a questo punto della storia, sia d’obbligo. Ma forse questa potrebbe essere la volta buona e a dirlo, ad esempio, sono i lavori che proseguono all’interno del Parco che, nonostante un colpo d’occhio ci faccia intendere che sia ancora ben lontano dall’essere terminato, fanno ben sperare per una possibile inaugurazione in tempi non biblici. È innegabile che il movimento che si vede in questi giorni, in passato, non c’è mai stato. Sono state montate alcune attrazioni nuove, mentre alcune di quelle vecchie sono rimaste e, a quanto pare, faranno parte del carnet di giostre del nuovo Luneur.

Secondo quanto si apprende da un recente articolo apparso su Il Messaggero, il Luneur avrà attrazioni per grandi e per piccini, con dodici giostre nuove di zecca e altre cinque, tra quelle originali, ristrutturate. Nel pezzo si parla non solo di case fatate e ruote panoramiche variopinte, ma anche di attrazioni ben più adrenaliniche, come ottovolanti, horror house, una mini skytower e un’area adibita ai più grandi, che però aprirà solo nel 2017.

Certo, tutti vogliono che il Luneur riapra e che si esca da quel degradante stato di abbandono che impervia da otto anni, e che solo in tempi recenti è stato smosso, appunto, dal cantiere in corso. Ma restano molte le domande senza risposta, su questioni che abbiamo già posto in passato, e che abbiamo riproposto oggi alla nuova dirigenza di Eur Spa e a Cinecittà Entertainment. Purtroppo non ci è pervenuta risposta, ma noi, ritenendole legittime, ve le riproponiamo.

In primis: come mai, se il nuovo Luneur doveva essere un Family Park (come ci avevano più volte annunciato), adesso, a pochissimi mesi dall’apertura, si annuncia che sono previste anche attrazioni per i più grandi? Lascia perplessi, poi, la scelta di fare un’inaugurazione a metà. È certo che l’attesa è stata tanta, ma avere comunque un’offerta incompleta fin dal principio non potrebbe risultare una scelta un po’ rischiosa?

Altro fattore importante sarà il costo del biglietto d’ingresso. È ovvio che Cinecittà, avendo già esperienza di parchi di divertimento, valuterà bene i pro e i contro dell’entrata a pagamento, considerando tutti i vari aspetti: il fatto che il Luneur sia un parco “anomalo”, perché, nonostante la sua estensione, è sempre stato considerato un lunapark cittadino e il suo pubblico, benché sicuramente non sarà più lo stesso di un tempo, è sempre stato abituato a pagare ogni singola attrazione; in seconda battuta la preoccupazione deriva dalla disastrosa esperienza del 2008, quando venne introdotto un biglietto d’ingresso sotto la breve gestione della Santa Eleonora (proprietaria dello zoosafari di Fasano). Tale esperimento fallì (soprattutto perché il prezzo non comprendeva tutte le attrazioni all’interno) e il parco chiuse definitivamente. La paura che gli errori del passato possano ripetersi, dunque, è scontata. 

Nonostante ciò un fattore positivo legato al “nuovo Luneur” sarà la creazione di nuovi posti di lavoro. Non possiamo dimenticare però che la sua chiusura, nel 2008, provocò la perdita delle proprie attività a molte persone. Per anni gli ex giostrai si sono battuti con i sindacati per cercare di trovare una soluzione, inizialmente paventata nel bando di gara, e poi superata senza alcuna spiegazione chiara in questi anni. Dunque, verranno aperte delle selezioni oppure si darà la possibilità alle 200 persone che hanno animato il vecchio Luneur per oltre 50 anni di riprendere il loro posto? In fondo potrebbe essere una scelta saggia: si avrebbe manodopera qualificata, forte dell’esperienza passata, e si metterebbe “una pezza” sulle spiacevoli vicende degli ultimi otto anni.

È bene ricordare, inoltre, altri punti della vicenda irrisolti. Cinecittà avrebbe dovuto terminare i lavori del Luneur in 120 giorni dalla consegna del Parco, avrebbe dovuto pagare delle gravose penali per non aver rispettato questa scadenza e, invece, godette di canone di locazione dimezzato da Eur Spa. Anche per queste “stranezze” sul bando di gara vinto da Cinecittà (anzi, dalla collegata Luneur Park), otto anni fa indagò l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, che riscontrò dei punti da chiarire. E per tali ragioni la Corte dei Conti venne interpellata per esprimersi sull’ipotesi di danno erariale. Come sono andate a finire queste vicende? Ma soprattutto, anche se il Luneur dovesse riaprire, chi ridarà ai cittadini i soldi e il tempo perso?
Su alcune di queste argomentazioni abbiamo interpellato due esponenti del Municipio IX, Giuseppe Contenta, Capogruppo Pd e Massimiliano De Juliis, Capogruppo Fi. Per quanto riguarda il biglietto d’ingresso, ad esempio, Contenta ricorda che nel 2008 l’opzione fallì “in quanto non erano comprese tutte le attrazioni” e che Cinecittà, per giustificare i ritardi nella realizzazione dell’opera, probabilmente si è appellata al fatto che “i continui ricorsi e gli interventi dei giostrai hanno rallentato i lavori, e quindi gli introiti di alcuni anni sono venuti meno”. Per i lavoratori, invece, “18 di loro – ha continuato Contenta – sono stati ricollocati nel servizio giardini di Eur Spa e, secondo un accordo sottoscritto con la CGIL, si prevede che una volta riaperto il Luneur essi vengano reintegrati in base alle loro professionalità”. Anche per Massimiliano De Juliis la vicenda dei lavoratori dovrebbe essere portata a termine. “Sono passati tanti anni – ha detto il Capogruppo Fi – alcuni magari potrebbero non avere più interesse ad una situazione del genere, ma qualcun altro potrebbe essere reintegrato ove ce ne fosse il bisogno. Speriamo quindi che venga posta l’attenzione anche su questo tema”. E per quanto riguarda il parco in sé ci sono delle perplessità proprio sulle attrazioni, visto che, come dichiara De Juliis, “eravamo rimasti al progetto di un Family Park da 0 a 12 anni e oggi veniamo a sapere che ci potrebbero essere delle attrazioni per i più grandi”.

Che di sicuro la questione sia stata gestita male fin dal principio, anche con buona parte della colpa del Comune di Roma che, nel tempo, non è intervenuto in modo sostanziale per condannare tale situazione, è certo. Davide Bordoni, Coordinatore romano di Forza Italia, crede infatti che “chi siederà sulla poltrona di Sindaco nella prossima consiliatura dovrà affrontare seriamente la questione Luneur, e in generale dell’Eur Spa. Sebbene il 90% sia di proprietà del Ministero del Tesoro – continua Bordoni – Roma Capitale deve intervenire più da vicino sulle scelte strategiche e sui controlli. Ogni possibilità di creare sviluppo, turismo e posti di lavoro deve essere intrapresa con determinazione ed efficienza. Non ci possiamo permettere di perdere tempo, o Roma resterà inesorabilmente indietro rispetto alle altre capitali europee”.

Come detto, il Luneur potrà anche aprire ad aprile (e tutti ce lo auguriamo), ma l’inaugurazione di un’opera non cancella quello che c’è stato in passato. Vorremmo che le nostre domande non cadessero nel dimenticatoio, ma che presto abbiano una risposta dai diretti interessati, gli unici che, ad oggi, possono spiegare alla cittadinanza su che basi verrà fondato il vecchio-nuovo parco dei divertimenti di Roma.

Serena Savelli