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LUNEUR CHIUSO: TUTTA LA VERITÀ SULLO STORICO LUNAPARK ROMANO

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Perchè il Luneur ha improvvisamente chiuso i suoi cancelli? Facciamo un po? di chiarezza

Se provate a passare davanti al Luneur vedrete solo cancelli chiusi, giostre ferme e sit in di protesta degli ex giostrai,

dipendenti e subconcessionari, che armati di cartelli con slogan di rabbiosa denuncia, lamentano il loro ?esser stati derubati della propria attività lavorativa e di non saper di cosa vivere?.
I lavoratori del Luneur si sono trovati improvvisamente, infatti, senza avere la possibilità di entrare nello storico parco romano e di poter mette mano sulle loro attività, che tra l?altro era già stata ridotta al solo weekend dalla società concessionaria uscente, la Lu.P.P.Ro.  Considerando poi l?aggravante che i dipendenti sono stati avvertiti solamente da una circolare interna il giorno precedente alla chiusura ecco che si spiegano le manifestazioni di dissenso e stupore degli stessi giostrai, che ormai presidiano stabilmente durante il weekend le aree antistanti il parco.
Ma facciamo un po? di chiarezza. Se ci colleghiamo sul sito ufficiale del Luneur (www.luneur.it) si legge chiaramente che il parco è chiuso per lavori di ristrutturazione e ciò confonde ampiamente i cittadini, che credono che all?interno dello stesso siano partiti i lavori. ?In realtà non è così. La prefettura, durante il suo controllo annuale, ha dichiarato che l?impianto di illuminazione non era a norma e che c?erano quindi dei lavori da fare entro 30 giorni ?afferma Remigio Cona, rappresentante della CALPE ? ALAL, che raccoglie buona parte dei subconcessionari- La Lu.P.P.Ro ha aggirato il problema  chiudendo inizialmente al tramonto, in modo da non incappare nella sanzione (perchè non veniva, appunto, utilizzato l?impianto di illuminazione) e poi, invece di spendere soldi su un?area che doveva lasciare, ha chiuso direttamente i cancelli, impedendoci così di lavorare?.
Il problema è che ad oggi la stessa società occupa l?area sine titulo e la Cinecittà Entertainment, vincitrice della gara per la gestione dell?area, non può iniziare i sei mesi previsti di lavori che provvederanno a trasformare il Luneur in Luneur Park.
?Abbiamo richiesto l?urgenza di sfratto, ma dobbiamo attendere una serie di incontri, previsti per giugno, con il giudice collegiale? dichiara Mauro Miccio, Amministratore delegato di Eur S.p.A.?. A quanto pare sono tutti con le mani legate finché la Lu.P.P.Ro non deciderà di andarsene. Ma perchè rimane? ?La Lu.P.P.Ro chiede una buona uscita, come del resto anche gli stessi subconcessionari, che tra l?altro non hanno un rapporto diretto con l?Eur S.p.A ma solo con la concessionaria. Noi però non siamo tenuti a dare alcuna somma di denaro e anzi, abbiamo un credito non riscosso di 400.000 euro con la stessa Lu.P.P.Ro, che ha danneggiato l?area rendendola fatiscente e degradata?.
E se Remigio Cona continua dicendo di ?non aver chiesto mai alcuna somma di denaro? si cercano ancora delle risoluzioni per le decine di famiglie ora disoccupate dopo anni di attività.
?Cinecittà si è dichiarata disponibile a dare la più ampia attenzione per quanto riguarda la continuità del rapporto di lavoro con i dipendenti attualmente impiegati dalla società di gestione e a considerare, nell?ambito della riorganizzazione delle attrazioni, l?acquisto di impianti ed attrezzature dagli attuali subconduttori o il loro ingresso nella società di gestione? ci spiega Miccio. L?acquisto degli impianti, tra l?altro,  porterebbe anche a uno snellimento delle tempistiche per la liberazione dell?area oltre che un guadagno economico per i fornitori degli stessi. Successivamente la stessa Cinecittà deciderà quali attrazioni tenere e quali eliminare dal nuovo progetto. E a quanto pare per gli ex lavoratori del Luneur si prospetta anche un?ulteriore possibilità, ovvero una ricollocazione che, ci spiega Miccio ?avverrebbe in un?area verde del Torrino in disuso, che potrebbe essere riqualificata in modo da creare un piccolo luna park dove ricollocare i subconcessionari che però si sono detti contrari a tale iniziativa?.
I rappresentati dalla CALPE – ALAL però non ne sapevano nulla, a quanto pare, tanto che si dichiarano comunque ?aperti a delle alternative serie e ufficiali, nonostante la priorità venga comunque data alla difesa del vecchio posto di lavoro?.
E in tutto questo il paradosso. Nella stessa area del Luneur, inagibile perchè non a norma (e di cui l?Eur S.p.A., attraverso una denuncia presso l?Ufficio di Gabinetto della Questura di Roma si cautela da eventuali responsabilità sul suo svolgimento, vista la mancata disponibilità dell?area), apre una discoteca in cui folleggiare il sabato sera, mentre fuori i cancelli le persone rimangono col miraggio del lavoro e i loro striscioni di protesta tra le mani. In questa giostra di interessi, a quanto pare, sembra che tutti rimangano beffati.  

Serena Savelli