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Luneur: gli ex operatori ancora nel limbo dell’incertezza

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Mozioni, risoluzioni, sentenze, aste: e il Luneur ancora è il cadavere del divertimento romano.Si diceva che i lavori sarebbero iniziati nei primi mesi del 2009 e che il parco avrebbe riaperto i suoi cancelli prima dell’estate. Oggi passiamo davanti all’ex parco dei divertimenti, vediamo qualche giostra che non c’è più e gli ex operatori ancora a reclamare il loro posto di lavoro, e che all’età media di 50-60 anni, oggi sono costretti dagli eventi ad arrangiarsi reinventandosi delle professioni che non sono le loro, visto che il Luneur l’avevano visto nascere e crescere con le sue attività, spesso a conduzione familiare ed ereditate di generazione in generazione.

Non si capisce come sia possibile che un bando di gara sia smembrato delle sue parti e non venga minimamente rispettato. Non si capisce nemmeno come si possano tenere 200 persone disoccupate, senza alcuna tutela e soprattutto, sotto una coltre di silenzio e di incertezza spaventosi. Non si capisce nemmeno come il tenere delle attrazioni di grande portata ad arrugginirsi, senza consentire alcuna manutenzione, non venga considerato un pericolo.
È stata presentata al Municipio XII, e votata all’unanimità, una mozione, non il primo atto istituzionale (e probabilmente nemmeno l’ultimo, già ne abbiamo visti da Regione e Comune).
Abbiamo parlato con Domenico Durastante, consigliere in XII del Pd, promotore della nuova mozione: “Da 18 mesi non si sa nulla. È un doppio scandalo nei confronti degli operatori e della città. La mozione è stata presentata nella speranza di sbloccare la situazione. Se non ci saranno risposte in tempi brevi chiederò al mio partito di organizzare una manifestazione a sostegno di quanti hanno perso il lavoro con la chiusura del Luneur, e non ricevono alcun tipo di risposta dall’amministrazione. È necessario – continua il consigliere – che queste famiglie, che vedevano nel Parco l’unica fonte di sostentamento, abbiano delle risposte chiare sul loro futuro e su quello del Luneur, nella speranza che non rimanga solo un parco fantasma”.
Abbiamo sentito Marco Cacciotti, Presidente del Consiglio del Municipio XII: “Con questo atto si è voluto dare ulteriore impulso e sostegno ad una iniziativa che il Presidente Calzetta ha già assunto e gli conferisce un mandato ulteriore per arrivare ad una soluzione in tempi brevi. Nei prossimi giorni – continua –  si terrà un incontro, attualmente in fase di convocazione,  tra il Presidente del Municipio, l’Eur Spa, Luneur Park Spa e i sub concessionari al fine di trovare soluzioni definitive alla problematica. Da cittadino romano certamente sono rammaricato dalla situazione, il Luneur è un pezzo di storia, non solo del quartiere, ma dell’intera città ed è desolante vederlo chiuso ed in questo stato di abbandono”. 

 

Almeno i riflettori, ogni tanto, si rivolgono su questo problema. Ma la domanda un po’ ci viene. Tutti questi atti sono serviti a qualcosa? Intanto una strisciata di plastica arancione, ad oggi, circonda il perimetro del Luneur. Dentro tutto è fermo, tutto tace., ancora. “I lavori non sono iniziati, internamente è tutto abbandonato. Alcune giostre sono state vendute. Noi però teniamo duro perché vogliamo riprenderci le nostre attività. Non siamo degli abusivi” ci racconta Remigio Cona, Vicepresidente ANESV (Associazione Nazionale Esercenti Spettacoli Viaggianti). Ed ecco che la Luneur Park fa causa ad alcuni esercenti, cercando nella sentenza del Tribunale di Roma di far ordinare la rimozione delle giostre di loro proprietà e di tutte le attrezzature presenti nel Parco, per consentire i lavori di ripristino, di ristrutturazione e di messa in sicurezza dell’area e per permettere la realizzazione di quel moderno parco dei divertimenti che da mesi si prospetta.  La sentenza ha rigettato la richiesta di Luneur Park, dimostrando che le lettere di sgombero inviate qualche mese fa, erano ingiustificate. Si legge nel documento: “Non risulta che la Luneur Park S.p.A, […] abbia dato concreto avvio alle iniziative indicate […] si consideri che l’area oggetto della locazione si estende per circa 68.000 mq e che le giostre di cui si invoca la rimozione occupano in termini percentuali una porzione estremamente ridotta, cosicché appare poco verosimile che la ricorrente non possa […] dare comunque avvio al proprio progetto, i cui tempi di definizione si profilano certamente più lunghi”.
Interviene anche il Presidente del Municipio XII aggiunge: ““Dopo la pausa estiva il Municipio XII ha intrapreso una serie di iniziative volte a risolvere le problematiche per la riapertura  del Luneur.
In questo periodo ho incontrato le varie categorie interessate ed ho trovato ampia disponibilità al dialogo ed alle trattative anche da parte del neo Amministratore Delegato di Eur spa Riccardo Mancini, la società pubblica proprietaria dell’intera area.
Come Presidente di questo Municipio ho a cuore la necessità di tutelare i lavoratori e  la riqualificazione del parco divertimenti.
Il Luneur è certamente un pezzo di storia della nostra città nonché patrimonio del Municipio XII e vogliamo che  al più presto possa tornare ad essere fruibile da tutti i cittadini”.
E’ quanto dichiara in una nota il Presidente del Municipio Roma XII Eur Pasquale Calzetta a margine della ripresa  delle trattative per la riapertura del Luneur”.

E a questo punto ci domandiamo: per quanto ancora il Luneur dovrà rimanere simbolo di degrado urbano e di disagio economico, emblema di cavilli burocratici infiniti e raggirabili?

Serena Savelli

Urloweb.com