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Luneur: le giostre restano spente. Ancora rinvii

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Dopo l’inaugurazione simbolica dell’8 dicembre ecco l’annuncio di una riapertura ad aprile. Quanto c’è di vero?


 

L’8 dicembre doveva essere una data nevralgica per il Luneur: era stata, infatti, annunciata la possibilità della sua riapertura, che puntualmente non è avvenuta. Oramai ci siamo abituati, dopo anni di tira e molla, proteste e rassicurazioni, promesse non mantenute e proclami disattesi. Così, in quella occasione, c’è stato un “taglio del nastro” da parte di ex giostrai, cittadini e alcuni esponenti politici fra cui Giuseppe Contenta, Capogruppo del Pd al Municipio XII, che ha affermato: “Nel giorno in cui abbiamo fatto la finta inaugurazione doveva essere aperta una parte del parco, ribattezzata Family Park, un’area del Luneur che doveva essere riqualificata e dedicata ai bambini dai 0 ai 12 anni. Nulla di tutto ciò è avvenuto. Il prossimo passo che faremo è portare le 2000 firme raccolte al Campidoglio e successivamente organizzare una manifestazione. Per gli ex lavoratori del parco giochi che hanno perso le loro attività non è ancora stata trovata una soluzione. Prima c’era la Formula Uno di mezzo, ora non esiste più questa scusante. Bisogna capire quali sono le intenzioni sul Luneur e iniziare a ripristinare un’area oramai in stato di abbandono da anni”. E se Pasquale Calzetta, Presidente del Municipio XII, ha rassicurato dicendo che dalle informazioni ricevute “le procedure per il rilancio del parco stanno andando avanti” e che “Eur Spa sta lavorando in questa direzione e auspichiamo che la data comunicata possa essere rispettata”, ovvero quella del 21 aprile, Saverio Pedrazzini, Coordinatore degli ex operatori del Luneur, rimane scettico. “Quella della riapertura mi sembra la nuova burla del 2012 – ha affermato – Non possono dare certezze sulla riapertura del parco quando ancora sussistono delle contraddizioni sostanziali. Il tribunale civile, per esempio, ha sentenziato che noi ex operatori siamo attualmente degli occupanti abusivi, mentre il tribunale amministrativo ha detto che dobbiamo essere tutelati, come è scritto nel bando di gara vinto da Cinecittà”. Pedrazzini ha richiamato l’attenzione, in un momento di crisi come questo, anche sull’assurdità della situazione da un punto di vista economico, in quanto “lo Stato sta perdendo soldi tenendo il parco chiuso” e ha aggiunto che “Walter Veltroni, incontrato di recente al centro anziani di Trigoria, si è impegnato davanti a me, a Giuseppe Contenta e Andrea Santoro a ritirare fuori le interrogazioni che sono state fatte alla Camera e al Senato”. Tutti sperano in una riapertura del parco, come Gino Alleori, Consigliere Pdl al Municipio XII che ha affermato, in riferimento alla stimata data di riapertura del Luneur, come “dopo tante battaglie sembra che finalmente si veda la luce e ci sia una possibilità di risoluzione. Auspico la riapertura del parco nei prossimi mesi sia per le famiglie di ex lavoratori che con la chiusura dello stesso hanno perso la loro attività, sia per la restituzione di uno spazio importante per il quartiere e per l’intera città ai suoi cittadini”. Ora rimane da vedere se effettivamente ci si muoverà in tal senso o se saranno di nuovo promesse date in pasto al vento, per poi cadere nel dimenticatoio. Intanto, come sempre lo ricordiamo, decine di famiglie sono ancora senza lavoro. Persone che hanno lavorato per più di 50 anni in una struttura storica e pregevole come il Luneur sono a casa, private delle loro attività e della loro vita da un giorno all’altro. Sarebbe il caso, dopo più di tre anni di poca chiarezza, di dare finalmente delle risposte serie, certe e, una volta per tutte, definitive.

Serena Savelli