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LUNEUR: NO ALLO SGOMBERO!

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La Luneur Park vuole eliminare le vecchie giostre, ma gli ex operatori si oppongono

Oltre al danno anche la beffa. A quanto pare gli ex esercenti del Luneur, ancora senza lavoro dopo le vicende che lo coinvolgono da circa due anni, non possono ancora dire che i loro guai sono terminati nella rassegnazione per aver perso la loro occupazione.

Poichè qualche tempo fa è sopraggiunta una lettera di sgombero dalla Luneur Park, la società che ha preso in gestione l’area, che intimava agli operatori di liberare l’area stessa da ruote panoramiche, ottovolanti e case dell’orrore, per far largo alla costruzione di questo nuovo (e ancora vago) progetto. Qualora non lo avessero fatto in quindici giorni di tempo – come poi è stato – avrebbe provveduto la società stessa, addebitando i costi agli operatori. In massa è arrivata chiara l’opposizione. “Noi vogliamo che il parco venga riaperto e non ce ne vogliamo andare – dice Remigio Cona, Vicepresidente ANESV (Associazione Nazionale Esercenti Spettacolo Viaggiante)– Dopo la lettera abbiamo avuto un incontro con l’Assessore alle Attività Produttive capitolino Davide Bordoni, a cui era presente anche la Luneur Park che ha fatto come unica proposta per venirci incontro, quella di diventare suoi soci.” Ma il bando di gara per l’appropriazione dell’area non prevedeva che gli esercenti potessero diventare fornitori di quelle attrazioni che ora gli viene detto di rimuovere? “Si, ci sono arrivate delle proposte, ma erano irrisorie” conclude Cona.

“Su questa vicenda, nel mese di luglio, presentai in Consiglio Comunale una mozione votata anche dal Centro Destra, che chiedeva al Sindaco di farsi promotore dell’apertura di un tavolo istituzionale. – dichiara Dario Nanni, Consigliere Comunale del PD – Dopo la votazione di quell’atto ci sono stati degli incontri nei quali la Giunta Comunale si era fatta carico di intervenire in tempi brevi, per risolvere questa annosa situazione. Ad oggi però l’unica novità, dopo mesi di inerzia da parte del governo cittadino, è questa notifica di “invito allo sgombero”, inviata dalla LunEur Spa, con sede in Via Castel Romano 200, a coloro che lavoravano all’ interno del parco. Su questa delicata vicenda che vede coinvolte decine di lavoratori e le loro famiglie, chiederò un incontro urgente all’Assessore alle Attività Produttive Bordoni, al quale è opportuno che partecipino le rappresentanze dei gestori delle attività e dei lavoratori. Non è più possibile – continua Nanni – che su un’attività così importante come quella del più grande parco d’intrattenimento della capitale, questa amministrazione sia così lassista. Non vorrei che dietro questa inerzia, così evidente, da parte della Giunta Comunale, ci sia una condivisione d’intenti con gli interessi dell’attuale società che gestisce, o meglio, che dovrebbe gestire il parco”.

E proprio riguardo la gestione, come stanno andando le cose all’interno dell’area? Sono iniziati i lavori che tutti aspettavano per riaprire i cancelli prima dell’estate? A quanto pare è ancora tutto fermo, e del nuovo “Gardaland” romano ancora non c’è traccia. Aree alternative su cui far lavorare gli esercenti ormai disoccupati (si parlava prima di Lunghezza, poi del Torrino) in realtà ancora non ce ne sono, e qualora ci fossero dovrebbero essere assegnate nell’interesse del Comune di Roma. E mentre attendiamo l’ennesimo risvolto della vicenda c’è qualcuno che trova degradante “vedere gente che fino a qualche tempo fa aveva un’attività nobile e tramandata di generazione oggi si riduca a fare le pulizie per pochi euro l’ora per poter campare”. E, aggiungo, non persone che hanno tante possibilità di ricominciare e di ricostruire. Parliamo di persone, per la maggiore over sessanta, con famiglia a carico che hanno speso tutta la loro vita dentro quel parco. Se questa situazione non è drammatica quale lo è? Quanto tempo ancora ci vorrà per vedere un minimo intervento (e non solo a parole) sul fronte Luneur?

Serena Savelli