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Luneur: tra le tante novità, i lavori vanno avanti

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ruota panoramica 2014

Si esprime l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici, gli ex operatori manifestano sotto la sede di Eur Spa e il Presidente Borghini lascia aperta la strada del dialogo

Le ruspe al Luneur continuano a lavorare. È già da qualche mese, infatti, che sono iniziate le operazioni di riqualificazione dell’area, futura sede di un Family Park destinato ai bambini da 0 a 12 anni. E nell’ultimo mese ci sono state alcune novità rilevanti. In primis l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici, interpellata nel 2012 da Saverio Pedrazzini, portavoce degli ex operatori del Luneur, si è finalmente espressa in merito all’esposto da lui presentato dove veniva contestato il mancato rispetto dell’attuazione del bando di gara indetto da Eur Spa per la riqualificazione e riorganizzazione del parco. Secondo Pedrazzini, infatti, “Eur Spa non aveva rispettato alcuni vincoli contrattuali, tant’è che fino ad oggi ha sempre manifestato la correttezza nell’esecuzione del bando in virtù di una sentenza del Tar di Roma del maggio 2011. Oggi l’AVCP – ha continuato Pedrazzini – si è espressa in merito evidenziando innanzitutto che si tratta di una concessione di un bene di proprietà pubblica, di servizi a parco divertimenti che la società aggiudicataria doveva riorganizzare, gestendo anche le attrazioni del parco, nonché mantenere lo stesso ed eseguire i lavori di ripristino. Quindi la gestione dello stesso ha carattere preminente dal punto di vista economico e prestazionale”. In breve, continua Pedrazzini, “la risposta dell’AVCP ci dice che la Luneur Park non era abilitata a firmare il contratto, in quanto società veicolo che si doveva costituire al momento del bando, quindi alla formalizzazione dell’offerta. La gara, invece, è stata vinta da Cinecittà, ma il bando è stato sottoscritto da un altro soggetto”. L’Autorità, inoltre, ha precisato che “non c’erano i motivi per cui Eur riducesse il canone di locazione a Cinecittà e anzi – ha continuato il portavoce degli ex operatori – per aver tenuto il parco fermo per cinque anni, nonostante avesse accettato il contratto senza sollevare alcuna problematica, gli si dovevano applicare delle penali dopo 120 giorni dalla consegna del parco”.

Su questo punto abbiamo richiesto delucidazioni anche al Presidente di Eur Spa, Pierluigi Borghini, che si è così espresso: “L’Autorità ha semplicemente sottolineato che il tipo di contratto nei confronti di Luneur Park è un contratto da concessionario e non da semplice affittuario, quindi con degli obblighi conseguenti che riguardano le concessioni pubbliche e noi, naturalmente, ne terremo conto”.

La risposta dell’AVCP non ha, quindi, impedito al Presidente di Eur Spa di confermare che la “ristrutturazione” del lunapark va avanti e non si fermerà: “I lavori sul Luneur sono stati divisi in tre parti. Il primo stralcio, quello che riguardava la bonifica dell’area, gli scavi per l’impiantistica e la manutenzione delle attrazioni già presenti nel Parco, come la Ruota Panoramica, è stato terminato. Pensiamo di iniziare la seconda parte subito dopo la fine delle piogge torrenziali, quindi per fine febbraio, e questa richiederà circa tre mesi per essere conclusa. Infine, durante l’estate, passeremo al terzo ed ultimo stralcio di lavori per arrivare a fine anno alla conclusione degli stessi”.

Tornando alla situazione degli ex operatori, invece, di recente ci sono stati dei sit-in sotto la sede di Eur Spa. In un’occasione Borghini è sceso tra i manifestanti dicendosi disponibile ad aprire eventuali trattative: “Non mi sono mai sottratto al dialogo con tutti, dagli esercenti che ci hanno fatto causa, alla Confesercenti che ha cercato degli accordi, e a chi ha protestato e protesta vigorosamente – ha continuato Borghini – Le trattative sono state aperte più volte, ma intanto, basandoci sul fatto che il Tribunale ha sempre dato ragione alle nostre posizioni, andiamo avanti. La porta del mio ufficio resta comunque aperta e sono sempre disponibile ad un incontro, a chiarire le singole posizioni e anche a far sì che siano compatibili tra di loro. Chiaramente le richieste devono essere ragionevoli e coerenti e bisognerà stabilire una modalità che valga per tutti e consenta di dare un volto di trasparenza all’eventuale accordo che si andrà a fare”. Secondo Pedrazzini il gruppo dei subconduttori appare compatto e unito nella difesa dei loro diritti come ex operatori del Parco, i quali denunciano, da sempre, una gestione irregolare del bando di gara e dell’assegnazione alla Luneur Park, il cambiamento del Luneur da parco cittadino a family park, il fatto che nessuno abbia potuto vedere il progetto e la loro mancata tutela, e inclusione, all’interno dello stesso.

In ogni caso la speranza è quella di una soluzione condivisa da tutti, come ha dichiarato Gino Alleori, Consigliere Pdl al Municipio IX: “Il Luneur è stato chiuso tanti anni fa e se l’espressione dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici rallentasse ancora la riapertura del Parco sarebbe una nuova tegola sulla testa dei cittadini. Auspico quindi una soluzione in tempi brevi che possa finalmente restituire il Luneur alla cittadinanza ma che non prescinda dalla tutela degli ex operatori che per molti anni hanno lavorato all’interno del Parco e che ormai, da troppo tempo, si ritrovano senza lavoro. L’ideale sarebbe, dunque, una soluzione condivisa da tutti che non danneggi nessuno”.

Lo scorso mese, dal Municipio IX, ci era arrivata notizia di un imminente consiglio straordinario per discutere della questione, come ci conferma Mauro Tagliacozzo, Presidente della Commissione Urbanistica: “Con gli altri capigruppo siamo rimasti che a febbraio dovremmo fare un consiglio straordinario, che tra poco metteremo in calendario. In questa occasione si potrà parlare del Luneur a tutto tondo, compresa la situazione degli ex lavoratori”.

Nonostante la riapertura del Parco, anzi del Family Park, un bene per la città e per i suoi cittadini, appaia vicina, a quanto pare non sono pochi gli insoddisfatti di come la situazione sta evolvendo. Persone nostalgiche, deluse, speranzose che il Luneur possa tornare ai suoi antichi fasti, con le attrazioni di un tempo. Cittadini che hanno unito le loro forze convogliandole in un gruppo facebook ormai noto intitolato “Riapriamo il Luneur”. Il suo portavoce, Damiano Lucarelli, ci ha spiegato i motivi della sua nascita, le motivazioni degli iscritti e le iniziative che stanno portando avanti: “Il gruppo è stato creato nel 2010 da Daniele Carrieri ed oggi conta 5.000 iscritti. Lo spirito è quello di riaprire il Luneur come lo abbiamo lasciato nel 2008 e cioè un parco tradizionale adatto a tutte le fasce di età. Attualmente, e noi continueremo a lottare con tutte le nostre forze per impedirlo, quello che viene annunciato trionfalmente dai personaggi politici di Roma come la ‘riapertura del Luneur’ non è altro che quella, invece, di un family park”. Una delegazione del gruppo ha avuto un incontro, il 27 gennaio, con alcuni membri della segreteria del Sindaco, Enzo Foschi (recentemente dimessosi dall’incarico) e Mario Castagna. In quell’occasione, spiega Lucarelli, gli è stato chiesto di fare da tramite con il Sindaco per “far convocare in tempi brevi un tavolo tecnico con le parti interessate, cioè Cinecittà, Eur Spa, Comune di Roma e gli ex subconduttori”. Con o senza risultati, il gruppo è deciso e fermo sulle sue posizioni: “Noi continueremo su questa battaglia di trasparenza e legalità e non ci fermerà nessuno. Ci riprenderemo il Luneur e insieme a lui tutti i nostri sogni”. Anche questa, in fondo, è la voce dei cittadini e non dovrebbe restare inascoltata.

(pubblicato su Urlo n. 112 – febbraio 2014)

Serena Savelli