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Mafia Capitale: in Municipio IX Santoro parla di una ‘cappa’

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Molte le domande, mentre infuria lo scontro in uno dei territori più citati nell’inchiesta ‘Mondo di Mezzo’

MAFIA CAPITALE – In un Municipio come il IX, dove l’inchiesta sulla ‘Mafia Capitale’ sembra essere di casa, non si potevano di certo evitare dibattiti e polemiche. Nel Municipio in cui è nata l’inchiesta sulle tangenti dei filobus per il ‘corridoio della mobilità’, che già portò all’arresto dell’ex Ad di Eur Spa Riccardo Mancini, non si può evitare di sentire la scossa che sta facendo tremare il Campidoglio, dopo che con questa nuova indagine a finire in carcere sono il già citato, e ormai più che famoso, Riccardo Mancini (detto “er ciccione” da una delle intercettazioni, ndr) e un dirigente, da lui nominato, della stessa Eur Spa ed ex consigliere municipale, Carlo Pucci (detto “il tabaccaio di viale Europa”, da Repubblica.it). 

LA CAPPA SUL MUNICIPIO IX – È il Presidente del Municipio Andrea Santoro a parlare della situazione attraverso il suo profilo Facebook: “In campagna elettorale parlavo sempre di una sensazione di ‘cappa’ che soffocava il nostro Municipio, Roma, tutti noi – afferma – Oggi leggo nero su bianco, la descrizione precisa di qualcosa che sentivo come appiccicoso, nascosto, attaccato, dentro le nostre istituzioni. E mi sgolavo nei comizi o cercavo di parlare a tutti i cittadini citofonando casa per casa, promettendo che sarebbe stata tutta un’altra cosa – sottolinea il Presidente ribadendo lo slogan della sua campagna elettorale – perché percepivo a pelle quello che oggi è chiaramente nero su bianco. Letto e riletto fa paura. Ma noi non ci spaventiamo. Non l’abbiamo fatto quando siamo arrivati figuriamoci oggi. Noi questo Municipio, questa città, li cambieremo”. 

LA REPLICA – La replica arriva veloce, a prendere la parola è l’attuale Capogruppo di Fi in Municipio IX, Massimiliano De Juliis, presente come Consigliere anche nella scorsa consiliatura. Il Capogruppo forzista afferma di trovare singolari le parole di Santoro, soprattutto nel passaggio in cui parla della ‘cappa che soffocava il Municipio’: “Come se questa cappa non appartenesse al Pd di cui lui è espressione – dice De Juliis – In un momento così delicato ognuno dovrebbe pensare a come migliorare la cosa pubblica, dai livelli municipali al Parlamento, e non continuare a dire che ‘sarà tutta un’altra cosa’”.

L’ATTACCO – Il Capogruppo De Juliis attacca, elencando tutti i comportamenti, a suo dire, non trasparenti tenuti dall’Amministrazione municipale di centrosinistra e dal Presidente Santoro: “Non è lui che può dare lezioni di trasparenza, lui che ha vinto le primarie senza fare le primarie, lui che permette di far calpestare le regole in aula consiliare, lui che non risponde alle interrogazioni per sei mesi quando il regolamento dice venti giorni, lui che ci costringe a scrivere al Direttore del Municipio e alla commissione trasparenza per farlo rispettare, lui che da un anno non rimpiazza l’unica persona a supporto dell’attività delle minoranze impedendoci di lavorare al meglio, lui che avrebbe potuto evitare la partecipazione a qualche convivio di troppo, lui che di fatto ha abolito la partecipazione dei cittadini alle trasformazioni urbanistiche come con lo stadio della Roma e la cabina elettrica di Millevoi”. L’invito di De Juliis è quello di prendersi le proprie responsabilità: “La cappa oggi è molto più asfissiante di quella di ieri e ognuno dovrebbe guardare a casa propria per capire da dove vengono le responsabilità, non sentenziare – conclude De Juliis – L’unica cosa da fare in questo momento sono le dimissioni di massa e nuove elezioni, allora sarà tutta un’altra cosa”. 

IL MUNICIPIO SOSPENDE UNA GARA – Intanto il Presidente Santoro predispone la sospensione in via cautelativa di una gara d’appalto per la guardiania della sede municipale: “La decisione si è resa necessaria in considerazione di quanto è emerso dall’inchiesta giudiziaria che coinvolge anche la galassia delle cooperative sociali che per anni hanno operato in relazione con le strutture amministrative capitoline – spiega Santoro, che vuole vederci chiaro fino in fondo – Oltre alla sospensione della gara, necessaria per chiarire ogni aspetto della stessa, ho disposto una verifica puntuale e rigorosa di tutti i bandi e delle gare espletati dal 2006 al 2013. Qualora emergessero delle incongruenze in relazione agli atti sotto esame mi rivolgerò in prima persona all’Autorità Giudiziaria”.

ANCORA TANTE DOMANDE – Certo continueremo a parlare di Mafia Capitale ancora per molto. Man mano che passano le ore, le 1200 pagine dell’inchiesta continuano a far luce su molte situazioni opache sorte negli ultimi anni. Le centinaia di intercettazioni, già ampiamente vagliate dalla Magistratura, in questo momento stanno fornendo i retroscena di tante vicende che coinvolgono direttamente i territori della Capitale. In primis nel Municipio IX, con la vicenda dei filobus, della gestione dei nomadi e con tante delle intercettazioni registrate in una Audi A1, in uso a Massimo Carminati, ma intestata alla Palombini Eur Srl, proprietaria del famoso e, sembrerebbe, punto di riferimento per molti dei protagonisti dell’indagine, Bar Caffetteria dell’Eur e gestore del Salone delle Fontane, edificio storico di proprietà e patrimonio proprio di Eur Spa. Molte delle intercettazioni, come si evince dalle 1200 pagine dell’inchiesta, sono state effettuate proprio all’interno di questa vettura. Tra le tante domande che sicuramente avranno una risposta c’è anche questa: perché un ex terrorista dei Nar aveva in uso una macchina intestata al Bar Palombini dell’Eur?

Luca Migliorati – Leonardo Mancini