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Mobilita’ a Spinaceto e Tor de’ Cenci. Molte proposte, pochi cambiamenti

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Dopo la rinuncia al progetto del filobus, le opzioni per favorire la mobilità pubblica nei quartieri sono sempre meno

“Siamo pronti ad un nuovo confronto per quanto riguarda la mobilità all’interno dei nostri quartieri e abbiamo preparato un tracciato per un mini bus che, partendo da Tor dé Cenci, raggiunga Vitinia passando per Spinaceto, Tre Pini, Mezzocammino”. È quanto dichiara Guido Basso, Presidente del Comitato di Quartiere Spinaceto Tor de’ Cenci, a dimostrazione del fatto che la progettualità e l’iniziativa non stanno mancando in questo periodo.
Il tema della mobilità, per i quartieri del quadrante a sud dell’Eur, è di scottante attualità. Quello che sembra mancare è un progetto condiviso e complessivo che permetta di coniugare i bisogni dei residenti, costretti al quotidiano snervante utilizzo di mezzi privati, con le stringenti necessità di un bilancio sempre più magro. In mezzo si trova il Municipio, in difficoltà nel fornire le agognate risposte.
Le ipotesi, o meglio, le idee, si diceva, non mancano. Il Cdq ha effettuato varie proposte: dalla possibilità di mettere in comunicazione Vitinia e la sua stazione del trenino Roma Lido con i quartieri limitrofi, attraverso la sistemazione di via del Risaro o di via del Lago Santo, al proposito di realizzare una linea metropolitana, chiamata “trenino pontino”, che consenta di collegare l’Eur con Spinaceto, Tor de’ Cenci, Castel Romano e Pomezia.
“Su via del Risaro ed il sottopasso di via C. Colombo pare ci siano delle difficoltà dovute a due ordini di problemi: tecnici, inerenti l’allargamento del sottopasso; ambientali, causati da vincoli stingenti” spiega il Presidente del Cdq, Guido Basso.
Via del Risaro è una strada che taglia il parco del Fosso di Malafede, congiungendo Tor de’ Cenci a Vitinia. Si trova in un tratto di campagna, ed è quasi totalmente asfaltata. Poche centinaia di metri ancora sterrati ed un ponticello, che la attraversa, sono diventati ostacoli insormontabili. Barriere invalicabili che non consentono il collegamento tra i due quartieri, isolando Vitinia e non permettendo, se non ai residenti, l’utilizzo della sua stazione ferroviaria. Un finanziamento di 1 mln e mezzo di euro era stato predisposto per risolvere quest’annosa questione. “All’epoca quel milione e mezzo, presente nel bilancio negli ultimi 2 anni, era una sorta di compensazione sul Filobus – ricorda Federico Siracusa, Vicepresidente del Consiglio del Municipio XII – e di conseguenza era stato stanziato proprio per quel quadrante. Ma quelle risorse non sono state utilizzate, perché non si erano ottenute le relative autorizzazioni”. E così, dopo la beffa del filobus dell’ormai dimenticato Corridoio Eur-Tor de’ Cenci, arriva quella di via del Risaro. “Adesso quei fondi sono stati spostati per la mobilità di un quadrante che non riguarda quell’area – prosegue Siracusa – in effetti, nel nuovo bilancio, ci sono 830.000 euro risultanti alla voce ‘manutenzione straordinaria asse stradale Tor de’ Cenci-Vitinia’, senza ulteriori specificazioni. Quindi, nei fatti, dovrebbe essere destinato all’allargamento del ponticello su via di Lago Santo e per realizzare una rotatoria su via di Mezzocammino. Però il ponticello è già finanziato dal ‘contratto di quartiere’ ed anche una delle due rotatorie, quella di via Alfonsine, lo è” conclude il Capogruppo dell’IdV in Municipio.
“In realtà non è corretto dire che l’opera è stata definanziata – precisa il Vicepresidente del Municipio XII Maurizio Cuoci – abbiamo per mesi operato, attraverso diversi studi di fattibilità, per realizzare il collegamento viario di via del Risaro. Purtroppo però, a causa di vincoli e per l’orografia del terreno, abbiamo proceduto a spostare il nostro interesse, sempre in quel quadrante, cercando di adeguare via Lago Santo”.
Via del Lago Santo è l’altra “arteria” di comunicazione  che, snodandosi da via di Mezzocammino, raggiunge Vitinia, arrampicandosi su per una collina dall’impressionante pendenza del 30%. Ma è una strada molto stretta che, all’altezza di un ponticello, diventa a senso di marcia alternato.
Queste caratteristiche rendono difficile ipotizzarvi il passaggio di un autobus. Ci sono ipotesi alternative. “Un’ulteriore risorsa, per la mobilità pubblica, sarà la realizzazione della nuova fermata sulla Roma Lido di Torrino-Mezzocammino, con un grande parcheggio di scambio. Stiamo anche lavorando per migliorare lo svincolo via Alfonsine-via di Mezzocammino. A breve sposteremo il mercato di largo Sergi che ci auguriamo faccia migliorare il traffico su via di Mezzocammino il giovedì ed il sabato. In ultimo il Comune di Roma sta per finanziare uno studio per la costruzione di complanari della Colombo, laddove mancano” ci spiega Maurizio Cuoci.
Del Trenino Pontino, tuttavia, ancora non si parla. Eppure, la sua realizzazione, in gran parte in sede “aerea”, cioè a cielo aperto e su piloni, consentirebbe un forte risparmio. Ma perché costruire metropolitane di questo tipo? “Per due ordini di motivi – risponde Basso – il risparmio enorme che si avrebbe in primis. Un’opera del genere costa 7/8 volte meno di una metropolitana interrata. In secondo luogo si adatta meglio alle caratteristiche del tutto eccezionali della nostra città. A Roma basta scavare un po’ per veder spuntare dal sottosuolo qualche reperto archeologico. Subito si interrompono i lavori che, a volte, riprendono dopo anni, altre volte non riprendono affatto. La costruzione su piloni e in fossato toglie, quindi, un mare di problemi. Di fronte a tutto questo, ricorrendo al semplice buonsenso popolare che ci porta a spender poco ottenendo molto, riteniamo sia il caso di porre un po’ di attenzione a questa nostra idea”.
Ed una prima risposta arriva da Ferdinando Bonessio, Presidente dei Verdi nel Lazio. “A noi ambientalisti interessa il trasporto pubblico in sede propria, per evitare le situazioni di traffico veicolare. E vorremmo che avesse veramente una precedenza, in termini di percorsi e tempi di percorrenza, che sia competitivo rispetto ad altre soluzioni. Per cui chi vuole continuare ad utilizzare il mezzo privato, possa farlo rischiando, a parità di spostamento, di metterci più tempo. Solo in questo modo si dà prova di buona amministrazione e soprattutto si investe sulla mobilità pubblica intesa come bene comune al servizio di tutti. Sui percorsi, sulle modalità, credo che sia un dibattito che attiene alle comunità locali – incalza Bonessio – Ci deve essere la possibilità di far partecipare chi è portatore di idee e di progetti, dopodichè l’amministrazione ha l’obbligo di coordinare, di esaminare e di indirizzare questo sviluppo”. Ne siamo convinti. Spazio alle proposte, allora. Con un occhio al bilancio.

Fabio Grilli